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In questa pagina trovate recensioni di:

Il valore della sofferenza
Perchè gli uomini detestano le feste comandate e le donne organizzano le vacanza mesi prima?
Indovina chi viene a letto?
Più felice
Se questo è un Dio
La Tv per sport
Lo scafandro e la farfalla
Tu sei lei.
Perché non possiamo essere cristiani
Dialoghi con l'angelo
Una storia del mondo
La storia segreta dell'impero americano
Mini Darwin, l'evoluzione raccontata ai bambini
Come smettere di farsi le seghe mentali

Dove volano gli uccelli

Viaggi e paesaggi in terre lontane

L'agenda di Murphy 2008

Un mondo sbagliato

I detective selvaggi

La mente illuminata

La scienza di Sherlock Holmes

Io sono ipocondriaco

Delitti imperfetti

NDE Testimonianze di esperienze in punto di morte

 Edizioni TRACCE


 

SPECIALE


Stefano dell'Orco, un bravissimo montatore TV ci parla del suo lavoro in uno "speciale" di Maurizio Amici sul montaggio televisivo

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Nella sezione Archivi troverete l'elenco completo, mese per mese dei libri che abbiamo recensito, le notizie degli editori, le interviste con gli autori


Invia i tuoi commenti su uno dei libri che abbiamo recensito, saremo lieti di publicarli su Pagine di libri.

 

IL VALORE DELLA SOFFERENZA del Dalai Lama - Armenia, Milano, pagg. 187, € 13,00

La sofferenza, praticamente in tutte le filosofie del mondo, è considerata un’importante via per crescere, per giungere alla chiarezza ed alla coscienza. Ma soffrire non vuol dire lacerarsi dentro, soprattutto non vuol dire rimpiangere il passato o angosciarsi per la paura del futuro.

Infatti, il buddismo descrive tre livelli o tipi di dolore: il primo è denominato “il dolore del dolore” (la sofferenza connessa con la nascita, la malattia, la vecchiaia e la morte); il secondo è il “il dolore del cambiamento” (esperienze anche piacevoli, ma in realtà sofferte poiché ci troviamo in uno stato di non-illuminazione); il terzo è “il dolore del condizionamento” (esperienze vissute nell’ignoranza, nella confusione interiore, con preoccupazioni legate alla non conoscenza della natura delle cose).

Il Dalai Lama (espressione che può tradursi con “Oceano di Saggezza”) è la massima autorità temporale del Tibet, nonché la massima autorità spirituale del buddismo tibetano. L’attuale XIV Dalai Lama è Tenzin Gyatso, nato nel 1935 e residente in esilio in India dal 1959 in seguito all’occupazione cinese del suo Paese (e sì, la Storia si ripete!).

In questo breve ma intenso libro egli spiega e interpreta per l’Uomo di oggi le Quattro Sante Verità: l’esistenza, l’origine, l’estinzione del dolore e la via da seguire per sopprimerlo: infatti, giungendo all’Illuminazione, alla consapevolezza, può permanere la sofferenza (in quanto empatia, partecipazione emozionale all’esistenza altrui), ma si superano il dolore e l’angoscia connessi con le proprie limitazioni.

Anche in questo volume, come in tutti gli scritti precedenti, il Dalai Lama indica una via praticabile per tutti coloro che sono alla ricerca della ‘felicità’, e rivolge un messaggio d’amore e di speranza a tutte le genti.

(10/4/08)


PERCHE’ GLI UOMINI DETESTANO LE FESTE COMANDATE E LE DONNE ORGANIZZANO LE VACANZE MESI PRIMA?  di Allan & Barbara Pease - Sonzogno Editore, pagg.260, € 16,00

“Chiunque creda che gli uomini siano uguali alle donne non ha mai visto un uomo impegnato a incartare un regalo natalizio”. In questa divertente citazione è riassumibile il succo del lavoro dei coniugi Allan & Barbara Pease, psicoterapeuti australiani, da tempo impegnati nello studio delle differenze di genere, della comunicazione e del linguaggio del corpo.

Gli uomini e le donne sono diversi. Diverse le basi biologiche, diverso il funzionamento del cervello così come certi modelli di comportamento. Gli autori ci guidano nell’analisi, a tratti molto divertente, ma non per questo priva di solide basi nella ricerca psicologica e biologica, degli equivoci e delle incomprensioni che inevitabilmente uomini e donne si trovano ad affrontare, offrendoci al tempo stesso spunti e consigli pratici per superare tali inconvenienti. Conoscere il diverso funzionamento del cervello e le sue conseguenze consente una fruttuosa opera di comprensione reciproca, essenziale per instaurare rapporti sereni e soddisfacenti.

Il libro si presenta di agevole lettura, i dati scientifici sono continuamente intervallati da battute e citazioni ironiche e divertenti, e risulta per questo godibilissimo a un pubblico che va ben oltre la stretta cerchia degli addetti ai lavori. Per concludere, vogliamo lasciarvi con un’altra battuta, estrapolata dal capitolo sul diverso approccio al sesso di uomini e donne, che dà il senso dell’ironia, talvolta cinica, che pervade tutto il libro:”Quando si tratta di sesso, le donne hanno bisogno di un motivo, gli uomini di un posto”.

Buona lettura… e buon divertimento.

(recensione di Andrea  Carrer, 28/03/2008)


 

Brett Kahr è un ricercatore di Psicoterapia e Igiene Mentale del Centro per la malattia mentale del bambino di Londra e assistente del Centro per le relazioni di coppia di Tavistock. I suoi contributi appaiono di frequente sulla stampa britannica, in particolare sull’Indipendent on Sunday, il Sunday Express e Stage. Tiene conferenze in tutto il mondo. Vive a Londra.

INDOVINA CHI VIENE A LETTO Il mondo segreto delle fantasie sessuali di Brett Kahr Ed. Ponte alle Grazie, Salani, Milano, pagg. 413, € 18,00

Dalla IV di copertina: “La gente scherza sul fatto che gli “strizzacervelli” sono ossessionati dal sesso, il che può forse essere vero; ma se in effetti è dimostrato che noi parliamo di sesso e riflettiamo su di esso più di quanto facciano i dentisti o i vigili urbani, la colpa non è nostra, perché nei nostri studi privati o nelle nostre cliniche sentiamo parlare di sesso, soprattutto del sesso che non si fa più o si fa male, quotidianamente”.

Brett Kahr, psicoterapeuta

Viaggio antropologico al centro delle fantasie sessuali, alla ricerca dei desideri nascosti, detti, non detti, indicibili, di tanti uomini e donne.

Le fantasie sono raccontate, interpretate, contestualizzate nella vita quotidiana dei loro artefici. Cosa si nasconde dietro segretezza, vergogna e tabù? Forse scopriremo che i nostri percorsi mentali generano in alcuni casi sofferenza, in altri piacere. A volte possono costituire una minaccia alla nostra (apparente) integrità, o magari denunciare una grave dipendenza.

Molte delle domande imbarazzanti che solleva questo testo rivelano un mondo sotterraneo, caldo, magmatico, che nascondiamo ai nostri partner. E talvolta persino a noi stessi…

(20/3/2008)


Tal Ben-Shahar, 35 anni, consulente e relatore di conferenze in tutto il mondo, è laureato in Organizzazione Comportamentale e in Filosofia e Psicologia. Tiene corsi di Psicologia della Leadership e, soprattutto, il corso che lo ha reso il docente più famoso di Harvard: Psicologia Positiva, definito dal «Boston Globe» Corsi per la felicità, con oltre 1400 iscritti, è tra i più affollati dell’università.

PIU’ FELICE, Come imparare a essere felici nella vita di ogni giorno, di Tal Ben Shahar - Baldini Castoldi Dalai editore, Milano, pagg. 239, € 16,50

Esiste la felicità? E se sì, in cosa consiste? E’ un’effimera sensazione che costituisce la “carota” per andare avanti nel grigiore quotidiano? E’ un’illusione che ci allontana da un sano pragmatismo individualista?

Secondo l’autore di questo libro è ora di affrontare l’argomento con metodo scientifico e quindi riprende i principi della psicologia positiva per dirci che occorre lavorare su autostima, empatia, amicizia, amore, ottimismo, ma anche su creatività, spiritualità, musica e senso dell’humor.

La vita va semplificata, le frustrazioni accettate: siamo esseri umani! La felicità dipende da noi!

Un volume ricco di tecniche di rilassamento, meditazione e piccoli esercizi. Un manuale che ci può aiutare ad essere più felici nella vita di ogni giorno.

(14/3/2008)


Raniero La Valle, Dopo la laurea in giurisprudenza, diventa direttore de Il Popolo su finire degli anni '60, fino a quando, nel 1961 viene chiamato a dirigere L'Avvenire d'Italia, quotidiano cattolico bolognese che, durante gli anni del Concilio Vaticano II, diventa uno dei più prestigiosi organi di informazione sull'evento. Si dimette dalla direzione del giornale nel 1967, negli anni difficili del post-Concilio, in cui iniziò la spinta "normalizzatrice" delle tendenze progressiste che si riconoscevano nel magistero del card. Giacomo Lercaro e della "scuola di Bologna". Continua tuttavia la sua attività giornalistica, producendo per la RAI documentari e inchieste sui più scottanti temi dell'attualità, con un occhio sempre rivolto ai temi della pace e della giustizia internazionale

SE QUESTO E’ UN DIO di Raniero La Valle - Ed. Ponte alle Grazie, Milano, pagg. 305, € 15,00

Quante volte ce lo chiediamo! Di fronte alle guerre e alla fame, che uccide milioni di bambini inermi, incolpevoli. Di fronte a genitori che sopprimono i figli, fisicamente o moralmente, perché non ne colgono la vitalità e la dignità. Di fronte agli orrori dei lager Primo Levi ieri si chiedeva “Se questo è un uomo”. Di fronte agli orrori delle moderne civiltà oggi Raniero La Valle si chiede “Se questo è un Dio”.

Dalla Repubblica di Utopia all’inizio del Non Ancora, l’autore in questo libro interroga la Storia per sapere attraverso quali rivelazioni e fraintendimenti Dio sia giunto fino a noi, e per capire perché Egli sia concepito e compreso in molteplici modi, se tutti siano a Lui graditi, se ce n’è Uno che più degli altri sia vero.

Domande essenziali per credere, e per restare liberi dinanzi ai tanti che pretendono di agire in Suo nome.

(14/3/2008)


La TV per sport di Pino Frisoli - Edizioni Tracce pagg. 144 € 10,00

“La Tv per sport” è un libro interamente dedicato allo sport nella televisione italiana e rivisita il rapporto tra la Tv e le attività sportive dai tempi del bianco e nero a quelli del satellite e del digitale. Si parla di alcuni eventi e trasmissioni sportive che hanno fatto la storia della televisione in Italia come non era mai stato fatto in passato, nonostante lo sport abbia contribuito in modo determinante al suo sviluppo, dalla sua nascita passando per il lancio del colore fino al digitale terrestre. Tra gli argomenti trattati, la prima partita trasmessa in Tv in Italia, Juventus-Milan il 5 febbraio 1950; il primo Gran Premio di Formula Uno trasmesso, a Monza il 13 settembre 1953; il primo anticipo calcistico televisivo, nel 1955; il primo “Tutto il calcio minuto per minuto” trasmesso in Tv, nel febbraio 1976 in occasione del Torneo di Viareggio; la nascita di trasmissioni storiche come la “Domenica sportiva”, “90° minuto”, “Eurogol”, “Il processo del lunedì”, “Mai dire gol”; i programmi sportivi della Svizzera e di Capodistria; i primi eventi sportivi trasmessi da Canale 5 come il Mundialito in Uruguay per nazionali e quello per club organizzato pochi mesi dopo a Milano; la nascita della Tv a pagamento e della pay-per-view e tanti altri episodi poco conosciuti, curiosi e spesso divertenti, che hanno fatto la storia della Tv in Italia. Una vera e propria miniera di informazioni, raccontata con grande precisione. Una lettura  piacevole ed efficace, utile sia per gli addetti ai lavori, sia per quelli che vogliono ricordare o conoscere quello che è anche un pezzo di storia della società e del costume di questo Paese. Ecco il video della presentazione del libro, che si è tenuta il 4 febbraio alla libreria Fnac di Milano.

http://it.youtube.com/watch?v=nOPzpLDBrNw

(a cura dell'autore)


Jean-Dominique Bauby (Parigi, 23 aprile 1952 – Garches, 9 marzo 1997) è stato un giornalista francese, e redattore capo della rivista ELLE. All'età di 43 anni, l'8 dicembre 1995, Bauby, ebbe un ictus. Quando si risvegliò 20 giorni dopo, scoprì che il suo corpo aveva cessato di funzionare del tutto: poteva controllare soltanto la sua palpebra sinistra. Questa è una rara condizione chimata Locked-In syndrome.

In queste condizioni, tuttavia, muovendo la palpebra sinistra riuscì a dettare, parola per parola, i suoi pensieri, così da riuscire a scrivere in questo modo Lo scafandro e la farfalla. Bauby, con un battito di ciglio, fermava il suo interlocutore su una lettera dell'alfabeto che gli veniva recitato secondo l'ordine di frequenza della lingua francese (E,S,A,R,I,N,T...). Il libro fu pubblicato in Francia nel marzo del 1997. Bauby morì propio due giorni dopo per un arresto cardiaco. È stato seppellito nella tomba di famiglia nel cimitero di Pere Lachaise a Parigi.

Nel 2007, il regista Julian Schnabel ha realizzato una versione cinematografica del libro di Bauby, Lo scafandro e la farfalla. L'attore Mathieu Amalric è stato scelto per interpretare Bauby, e Schnabel ha vinto il premio per il miglior regista a Cannes.

LO SCAFANDRO E LA FARFALLA, di Jean-Dominique Bauby - Edizioni Ponte alle Grazie, pagg. 125, € 10,00

Jean-Dominique Baudy è un uomo di successo, giornalista, caporedattore di una nota rivista francese, conduce una vita intensa ed appagante. Ma l’8 dicembre del 1995 la sua esistenza è destinata a cambiare per sempre. Una gravissima forma di ictus riduce dapprima il quarantatreenne Jean in stato di coma, per poi farlo risvegliare completamente paralizzato.

La sindrome che lo ha colpito è la “locked-in syndrome” , così definita perché lascia una mente completamente lucida, intrappolata in un corpo del tutto immobilizzato, eccezion fatta per l’occhio sinistro, unico spiraglio attraverso il quale comunicare con il mondo esterno.

Lo scafandro e la farfalla è la storia vera di Bauby, una storia faticosamente dettata attraverso i battiti di ciglia ad una propria collaboratrice, giorno dopo giorno, notte dopo notte durante le quali egli memorizza parole, frasi, intere pagine da dettare…

Inutile sottolineare che lo scafandro è proprio il “nuovo” corpo di Bauby, mentre la farfalla è il pensiero, il quale per definizione non conosce prigioni, e che neanche un male così atroce è riuscito a scalfire.

 Il libro, ripubblicato nel 2007 a seguito del film di Julian Schnabel da cui è stato tratto, e che è in uscita in Italia per la metà di Febbraio 2008, si legge tutto d’un fiato.

Bauby racconta del suo nuovo corpo, di gesti che un tempo erano di routine ed ora sono impossibili, ci offre uno spaccato dell’umanità che entra in contatto con lui (medici, fisioterapisti, psicologi etc.), alternando i ritratti di coloro che hanno tentato sinceramente di aiutarlo, a quelli di medici frettolosi ed apparentemente insensibili, oppure di quelle persone che, rimaste a Parigi in quei salotti borghesi di cui un tempo anch’egli faceva parte, non esitano a definirlo un vegetale, negandogli ciò di cui l’uomo non può, o almeno non dovrebbe, essere mai privato: la dignità.

L’insegnamento di questa dolorosa testimonianza, la cui lettura è vivamente consigliata, è proprio nella straordinaria capacità di quest’uomo di dare un senso alla propria vita, anche in una situazione estremamente difficile soltanto da immaginare. Un senso che ha trovato forma in un libro del quale Bauby ha potuto vedere la pubblicazione  soltanto pochi giorni prima di morire, e in un’associazione dedicata a tutti coloro che sono affetti, o che vogliono saperne di più, sulla locked-in syndrome, la ALIS (www.alis-asso.fr).

                                (recensione di Andrea Carrer, 5.2.08)


TU SEI LEI. Otto scrittrici italiane. a cura di Giuseppe Genna - Minimum Fax, Roma, pag. 209, € 11,50

In Parlamento ancora si discute sulle “quote rosa”.

La cronaca, e non la storia, di parla quotidianamente della violenza sulle donne.

L’Italia, si sa, ha le più belle leggi sulla parità tra uomo e donna ma, senti senti, in ogni campo il lavoro della donna è sottopagato rispetto allo stesso lavoro svolto da un uomo, quando pure la donna riesce ad accedervi: mestruazioni, maternità e altre cose da “femmina” la rendono infatti molto più vulnerabile agli occhi dei datori di lavoro.

Insomma, ad altezza 2008, siamo ancora costretti a parlare di “questione femminile”: Tu sei lei è una testimonianza, viva e bruciante, di come, nonostante le lotte del passato che ne hanno formalmente legittimato i diritti, le donne in Italia siano ancora marginalizzate. Ma è soprattutto la conferma di come, affrontando temi per niente concilianti – quali l’identità, il corpo, il parto, la morte – queste otto scrittrici italiane siano le protagoniste di uno tsunami letterario che monta all’orizzonte delle nostre cose e che lascerà il segno nel futuro.

(6/2/2008)


Piergiorgio Odifreddi. Laureato in matematica a Torino nel 1973, dal 1983 al 2002 ha insegnato in Italia (Torino, Alessandria, Siena, Milano), negli Stati Uniti (Cornell University) e nella allora Unione Sovietica. Dal 2001 è professore ordinario di logica matematica presso il Dipartimento di matematica dell'Università di Torino. Vivace polemista, è noto in particolare per la contestazione (espressa nel suo libro "Zichicche") delle tesi e degli interventi di Antonino Zichichi, dal quale è stato anche querelato per diffamazione. In primo grado Odifreddi è stato assolto. Ha scritto come opinionista/recensore per La rivista dei libri e vari articoli divulgativi per Le Scienze (testata nella quale cura la rubrica Il matematico impertinente, omonima di un suo libro), oltre ad aver collaborato con vari quotidiani come la Repubblica, La Stampa e con il settimanale L'espresso. Radio Tre, Radio Due, Raidue e Raitre hanno ospitato alcuni suoi interventi in varie rubriche scientifiche.

PERCHE’ NON POSSIAMO ESSERE CRISTIANI (e meno che mai cattolici) di Piergiorgio Odifreddi- Longanesi Milano, pagg. 264, € 14,00

Il matematico e logico Odifreddi si chiede “Se la Bibbia fosse un’opera ispirata da un Dio, non dovrebbe essere corretta, coerente, veritiera, intelligente, giusta e bella? E come mai trabocca invece di assurdità scientifiche, contraddizioni logiche, falsità storiche, sciocchezze umane, perversioni etiche e bruttezze letterarie?”

Non si può dire che non usi un linguaggio diretto, il Prof. Odifreddi! O che non si sia documentato rispetto al know-how della religione cristiana, rivelazione e dogmi compresi.

Credo che ciò che teme di più l’autore, tuttavia, non sia tanto la cosmogonia o l’esegesi cattolica, quanto il “potere temporale” della Chiesa, poiché il Cristianesimo in generale, e il Cattolicesimo in particolare, non sono (soltanto) fenomeni spirituali, ma interferiscono pesantemente nello svolgimento della vita civile di intere nazioni, finanche con guerre che ci sono sempre state. Invece la scienza, sostiene Odifreddi, non mette in guerra nessuno ed è effettivamente universale (su questo c’è però molto da dire, se usciamo dai concetti astratti ed entriamo negli interessi reali!). Ecco allora che si può pregare in un solo modo, dice il Prof., ovvero come ci ha insegnato lo stoico Marco Aurelio: “Tutto ciò che è in armonia con te, o Universo, lo è pure con me”.

(6/2/2008)


DIALOGHI CON L’ANGELO di Gitta Mallasz - Edizioni Mediterranee, Roma, pagg. 366, € 24,50

“Questo libro è un documento, Gitta ne è solo lo scriba: è il fedele resoconto di avvenimenti che si sono svolti in Ungheria nel 1943-’44. Il lettore deve accettarlo così com’è. Oppure lasciarlo stare”: è questa l’avvertenza iniziale. Poi non dite che non ve l’avevamo detto!

Nel 1943, alla vigilia del coinvolgimento dell’Ungheria nella guerra, quattro giovani amici si trasferiscono dalla capitale in un villaggio per vivere più semplicemente, uniti da una forte tensione spirituale. Un giorno decidono di mettere per iscritto le proprie riflessioni personali ed inizia così un percorso che durerà 17 mesi , lungo il quale tramite Hanna, una dei quattro amici, gli “Angeli” o “Maestri” si manifesteranno, rivelando a poco a poco il senso di una nuova vita, una vita di integrazione e di unione di tutti gli aspetti dell’Essere. Solo Gitta sopravviverà ai lager nazisti. Emigrata in Francia nel 1960 decide di sistemare, tradurre e pubblicare i “Dialoghi con l’Angelo”, presto divenuto un caso letterario in tutto il mondo.


UNA STORIA DEL MONDO di Chris Brazier Edizioni Sonda, pagg. 211, € 14.50

Questo volume è l’ideale per chiunque voglia avvicinarsi ad alcuni aspetti della storia del pianeta senza rivolgersi a testi più „tradizionali“ e sicuramente più „ponderosi“. E‘ evidente come nessun testo possa definirsi esaustivamente un Storia del Mondo per l’obiettiva impossibilità di trattare tutti gli aspetti che hanno concorso a formarla, per cui non prendetevela se non troverete un aspetto particolare che vi interessa o lo troverete poco approfondito. L’intenzione dell’autore non era infatti quella di scrivere un’opera onnicomprensiva, quanto quella di evidenziare in una cronologia „classica“ degli aspetti che di solito vengono toccati solo marginalmente nelle nostre storiografie, portando il lettore a staccarsi dalla visione e dall’interpretazione eurocentrica che caratterizza la nostra cultura.

Di particolare interesse i continui riferimenti agli spostamenti di masse di popolazione nei secoli, fenomeno a cui il mondo ha assistito da sempre, ed il capitolo dedicato al 21° secolo che ci riporta alla realtà di una storia non solo da studiare sui libri, ma di cui tutti facciamo parte e che possiamo contribuire a creare.

Agile e ricco di informazioni, oltre che di considerazioni tutt’altro che scontate o allineate, si fa consigliare.

(recensione di Luigi Brunamonti 15/1/2008)


LA STORIA SEGRETA DELL’IMPERO AMERICANO di John Perkins Minimum Fax, Roma, pagg. 399, € 16

Dopo aver stupito con le „Confessioni di un sicario dell’economia“, scritto sulla base delle sue esperienze con i meccanismi perversi dei cosiddetti aiuti allo sviluppo e dei danni che essi provocano, Perkins torna all’attacco con quest’analisi sull’economia globale. La visione che ne dà è quella delle multinazionali che l’hanno resa campo d’attività quasi esclusivo dell’Impero Americano.

Il libro si compone di una raccolta di confessioni, indiscrezioni ed interviste con giornalisti, attivisti e „sicari“ alle prese con le attuali crisi geopolitiche, in un mondo dove l’instabilità è la norma, la corruzione è presente ovunque ed i pericoli si sommano ad una crescente insostenibilità. Ma come siamo arrivati a questo punto? Di chi è la colpa? Possiamo ancora fare qualcosa per invertire il processo? Ponendoci queste domande e molte altre ancora, Perkins ci invoglia a comprendere i molti segreti che hanno portato all’instaurazione dell’Impero Americano. La divisione continentale dell’opera facilita la localizzazione delle aree di interesse in cui gli Stati Uniti sono intervenuti. L’autore ne traccia un profilo sulla base di esperienze personali narrate con uno stile coinvolgente. Il risultato è un quadro corruttivo e di malversazioni che non può e non deve lasciare indifferenti, perchè rappresentano il brodo di coltura ideale per quei sentimenti antiamericani e antioccidentali di cui si nutre il terrorismo. Ad ogni modo: „non troverete del catastrofismo in queste pagine“ avverte Perkins. „Per quanto seri, i nostri problemi sono opera dell’uomo e, poichè siamo stati noi a crearli, possiamo anche risolverli“. Illuminante in questo senso è la quinta parte, contenente un invito a lasciarci coinvolgere e dei suggerimenti alla portata di tutti, perchè il cambiamento comincia prima di tutto dentro di noi.

(Recensione di Luigi Brunamonti 15/1/2008)


MINI-DARWIN L’evoluzione raccontata dai bambini, di S. Cerrato Editoriale Scienza, Trieste, pagg. 117, € 16,90

Sette ragazzi sulle orme di Darwin, in un viaggio alle Galapagos alla scoperta di quella parte di natura che ci ha aiutati a capire come ha avuto origine… l’evoluzione.

Con il linguaggio semplice ed efficace che solo l’entusiasmo e lo stupore dei bambini sanno produrre, ripercorriamo le tappe del viaggio in Sud America intrapreso da Ch. Darwin, il padre della teoria evoluzionistica. Ambiente, fauna e flora, e abitanti, ci parlano silenziosamente, con la loro presenza, i colori, il movimento, da luoghi per noi esotici: Messico, San Salvador, fino alle Isole Galapagos con le sue tartarughe giganti.

Un libro emozionante, che parla di processi che hanno inizio e fine: la nascita, l’incontro con l’altro, la riproduzione, la morte, per dare ai ragazzi la sensazione che la vita è un viaggio, che segue l’itinerario dell’evoluzione, appunto, dove nulla è a caso. La vita non è un caso!

(10/01/08)


Giulio Cesare Giacobbe ha conseguito la laurea in Filosofia presso l'Università di Genova con una tesi sulla funzione della matematica nella rivoluzione scientifica rinascimentale.

Ha svolto attività di ricercatore in Storia della Scienza nel CNR e tra l'altro ha vinto il premio dell'Accademia Nazionale dei Lincei per le Scienze Filosofiche.

Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita, di Giulio Cesare Giacobbe - Ed. Ponte alle Grazie, pagg. 121 € 6,20

Il titolo è tutto un programma, in un epoca in cui qualsiasi comico passi per Zelig scrive e pubblica un libro con le sue battute, questo "Come smettere di farsi le seghe mentali...." potrebbe benissimo essere preso per uno di quei libri. E non solo dalla copertina, ma anche ad una superficiale scorsa delle prime pagine, dal linguaggio scelto dall'autore, questa nostra convizione potrebbe rafforzarsi. È quel che è successo a me quando è arrivato in redazione, poiché sono uno "normale", come tutti i "normali" mi faccio le seghe mentali, in alcuni momenti vado a pensare a cose ipotetiche o incosistenti e mi arrovello a volte su ipotesi infondate. Alzia la mano chi non si è mai fatto seghe mentali! Bene, posso continuare. Gli esempi che il libro riporta sono assolutamente verosimili, i comportamenti descritti, se non sono i nostri, li riconosciamo in persone che ci sono molto vicine, sicché il libro ci accompagna pian piano in una introspezione assai profonda, e lo fà con arguzia e dovizia di particolari, con termini raffinati, con una tecnica psicoanalitica molto efficace. Ne risulta che dalla piacevole lettura di questo libro, ne traiaimo giovamento, positività, capacità meditativa e analitica.

E bravo Giacobbe, ci hai "fregato" ben bene, uno vuole farsi quattro risate e, seppur con il sorriso, si ritrova ad applicare meditazione Zen, a fare auto-psico-terapia, a vedere il mondo che ci circonda con occhi diversi e con maggiore serenità. Personalmente non mi sento di sconsigliarlo, anzi, è un volumetto che occupa poco spazio ma che può essere utilizzato più volte, quindi questi 6,20 euro forse li possiamo spendere senza il timore di rovinarci inutilmente. (Sarà una sega mentale anche questa?)

(Recensione di Maurizio Amici 18/12/2007)


Louisa Waught è nata a Berlino, ma è cresciuta a Liverpool. Prima di trasferirsi in Mongolia, ha lavorato per alcuni anni fra i senzatetto. Giornalista, i suoi pezzi sulla Mongolia sono stati pubblicati dal "Guardian", dll'"Indipendent" e da "New International Magazine. Collabora con la BBC e vive a Edimburgo

Dove volano gli uccelli. Racconto di un anno in Mongolia. di Luisa Waught - ed. La Feltrinelli, pagg.286 € 16,00

Conosco la Mongolia solo per averla sorvolata in un viaggio da Pechino a Parigi e per aver scritto i dialoghi italiani di un vecchio film che andò in onda 20 anni orsono su Rai Due. In entrambe le occasioni fu una terra che mi impressionò, per le immense distese disabitate viste da 30mila metri di quota, e per il carattere dei suoi antichi abitanti osservate su una pellicola. E' sicuramente uno di quei posti della terra, lontano dalle rotte turistiche che meriterebbe di essere visitato, e raccontato. Il libro di Luoisa Waugh mi ha permesso di aggiungere un altro importante tassello, la poesia e la spiritualità di questi luoghi così lontani dalla civiltà e al tempo stesso natali della civiltà stessa, abbracciati da quella grande "terra di mezzo" che è la Cina.

Con poco più di 800.000 abitanti, Ulaan Baatar si presenta come la curiosa quanto anacronistica capitale della Mongolia. Dal 1778, anno in cui venne scelta come capitale, la città ha conosciuto uno sviluppo commerciale, religioso ed amministrativo decisamente rapido se si considerano le altre “città” della nazione. In realtà, però, se comparata con gli indicatori di sviluppo della gran parte delle città del mondo, Ulaan Baatar assomiglia più ad una cittadina di provincia che alla capitale dello storico grande Impero di Gengis Khan. Ecco come la descrive, al suo primo impatto, Louisa Waugh in Dove volano gli uccelli: «Sugli ampi marciapiedi accidentati si accalcavano uomini e donne con indosso il tradizionale deel, una tunica ricamata lunga fino al polpaccio con una cintura di seta gialla in vita. Portavano stivali alti dipinti con colori primari e con le punte rivolte verso il cielo azzurro».

Dall' Introduzione

Il termine tsengel significa “felicità”. In verità sembra un nome bizzarro, quasi una presa in giro, riferito al luogo in cui ho abitato: un villaggio privo di corrente elettrica, battuto dal vento, dove la morte e la vita erano così dure, crudeli e incombenti. Il massacro del bestiame in inverno, per permettere agli abitanti del villaggio di sopravvivere fino alla primavera, è l’esempio più chiaro di come la gente viva a contatto con la morte nelle steppe aride dell’Asia centrale. Ma a Tsengel vivere, e soprattutto morire, è qualcosa che va ben oltre le carcasse degli animali prodotte dall’annuale carneficina.

(Recensione di Maurizio Amici) 6/12/2007


Viaggi e paesaggi in terre lontane, di Alberto Ronchey - Garzanti pagg. 83 € 11,00

Si può scrivere in formato Polaroid? Alberto Ronchey ci riesce con questo suo piccolo saggio, quasi un diario stringato di sei suoi viaggi intorno al mondo, fatti in epoche diverse, ma tutti dipinti con un'eessenzialità carica di emozionionanti descrizioni. Inizia sulla Volga, l'imponente fiume russo, che attraversa non solo la terra dell'ex Unione Sovietica, ma la sua storia, il carattere della sua gente. Lapidario il suo incontro con una cameriera del porto fluviale di Kazan che alla sua richiesta molto occidentale di una bistecca alla tartara, così risponde: "<<Non abbiamo carne>> mi dice gentile, ma con la rapidità e l'indifferenza di una risposta scontata ad una domanda inutile. <<Almeno mi dica>> sorrido, <<allora perché la chiamate tartara?>> <<Voi certo saprete>> risponde con una sufficienza didascalica e un po' piccata <<che i tartari erano cavalieri e cavalcavano tutto il giorno. Così mettevano la carne sotto la sella per tenerla tenera>>.<<Capisco e le spezie piccanti?>> <<Non c'erano frigoriferi e bisognava che si conservasse mangiabile. no?>> <<E l'uovo allora?>> <<Beh, quello>>, mi disse fiera e lievemente indignata, <<Lo rubavamo ai contadini Russi.

In un’epoca d’imponente mobilità per le moltitudini su scala intercontinentale, esistono ancora itinerari e scenari sconosciuti o poco frequentati, e tuttavia altamente suggestivi e degni d’interesse. Grande viaggiatore e grande osservatore, Alberto Ronchey ci accompagna in un periplo inconsueto e curioso, un viaggio tra paesi diversi che è insieme continuo dialogo tra passato e presente.

Sono sette istantanee brevi e dense: dalla discesa lungo la Volga alla Siberia e al Turkestan, poi l’India e il Giappone, infine l’Alaska e l’utopia ecologica di Gunsight, in Arizona. A sottendere questa esplorazione sono due grandi temi: da un lato il rapporto con la storia e la memoria, e dall’altro la ricerca dell’energia e dunque l’apertura al futuro.

A sorprendere in questo Viaggi e paesaggi in terre lontane è l’acutezza, la capacità di cogliere il dettaglio, quel particolare che racchiude un’ampia riflessione sulla realtà e che a volte assume la limpidezza del segno poetico.

(recensione di Maurizio Amici) 6/12/2007