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La pagina è curata dalla Dott.ssa Marisa Nicolini Psicologa - Psicoterapeuta iscriz. Ordine Psicologi Lazio n. 3912 del 1993 iscritta a www.consulenti-tecnici.it
ultimo aggiornamento domenica 20 novembre 2011
 


 

 

In questa pagina trovate recensioni di:
 

MISURARE LO STRESS,
Il test M.S.P. e altri strumenti per una valutazione integrata
di Santo Di Nuovo, Luciano Rispoli, Emilia Genta

I BAMBINI AD ALTISSIMO POTENZIALE INTELLETTIVO,
Guida per insegnanti e genitori,
di Federica Formando

GENITORIALITA’,
Profili psicologici, aspetti patologici e criteri di valutazione,
di Oronzo Greco, Roberto Maniglio

LA VALUTAZIONE DEL DANNO PSICHICO NELL’INFANZIA E NELL’ADOLESCENZA,
Danno, pregiudizio e disabilità: aspetti clinici, medico-legali e giuridici,
di Giovanni B. Camerini, Ugo Sabatello, Giuseppe Sartori, Gustavo Sergio

IL TEST DEI COLORI DI LÜSCHER
Manuale di diagnostica in età evolutiva di Del Longo Nevio

PSICOLOGIA POSITIVA.
Applicazioni per il benessere di Goldwurn G.F.e Colombo F.

SULLE TRACCE DEI FIGLI.
Manuale di sopravvivenza per genitori troppo “buoni” di Abruzzese Saverio

Sudditi e schiavi!.. Consapevoli?
di Andrea Di Furia

Il bambino iperattivo
Dalla teoria alle pratiche della cura
(a cura di) Fabio Tognassi e Uberto Zuccardi Merli

Vivere di voce
L’arte della manutenzione della voce per chi parla, recita e canta
di Silvia Magnani

I cento punti chiave della Psicoterapia cognitiva
Teoria e pratica
Di Michael Neenan e Windy Dryden

L’abuso infantile
Tutela del minore in ambito terapeutico, giuridico e sociale
di D’Ambrosio Cleopatra

In archivio trovate

Il pedofilo è lui.

Guida alla perizia in tema di abuso sessuale ed alla sua critica

La perizia psicologica in ambito civile e penale

Alcol…

Largo, arrivo io!

Mamme tristi

Di padre in padre

La perizia nelle separazioni

La diagnosi in psicologia clinica

Il sogno e l'errore

La sindrome ansiosa

Ii gioco nella didattica

Grazie che te ne sei andato

Psicologo domani

Siamo speciali

La comprensione della mente nei bambini

Stupratori

Emozioni in gioco

Manuale di Psicologia dell'emergenza

Assessment dei disturbi d'ansia

La sindrome di Alienazione Parentale (PAS)

Le domande dei bambini

Esperti di troppo

L'anima è nel cervello

Trauma e psicopatologia

Il lutto in psicologia clinica e psicoterapia

Mamma, mi prendono in giro perché sono grasso

Psiconcologia

Psicologia clinica per medici

Anoressia, bulimia e obesità

BIP, Batteria immaginazione e percezione

Crime Classification Manual

Maternità e psicopatologia

Difficoltà e disturbi dell'apprendimento

Gli sterminatori

Psicoterapia cognitiva e profondità casuale

Il muro dell'anoressia

Ma chi mi credo di essere

Psicologia delle dipendenze sociali

Educare alle regole

Penso, dunque mi sento meglio

La pedagogia scolastica sovietica

Chi ha paura dell'umore nero?

Mente e vita degli assassini

Interrogare il bambino sull'abuso sessuale

Atlante degli atti, dei sentimenti, degli strati e delle mantalizzazioni consegienti al maltrattamento

Il burattino in pezzi

Nelle società della conoscenza

Profilo psicoanalitico del serial killer

La partecipazione

Lavorare con i bambini in mediazione familiare

Se i bambini non arrivano

La famiglia è malata?

Dal no al si senza urla e minacce

Psicologia clinica

Differenti? E' indifferente

Un nido per amico

Falsi idoli

Storia della  schizofrenia

Non farti fregare dal passato

Colloqui con i bambini

BVS - Corsi

Manuale di psichiatria biopsicosociale

Voglia d'amore

Aspetti di psicologia investigativa

La psicoterapia tra arte e scienza

Il tuo cervello ti fa ingrassare?

La narrazione delle emozioni in adolescenza

Il corpo violato

Le trappole della mente

Né vittime né prepotenti

La tela di Penelope

L'affidamento condiviso dei figli

Anche gli orchi hanno paura

Scienza e pratica delle terapie brevi

Come vincere l'ansia sociale

A ciascuno il suo cervello

Attacchi di panico

La scelta imperfetta

Come riconoscere l'altra metà della mela evitando il bruco

Mediatori efficaci

Soluzioni

Il cervello infinito

La prevenzione in adolescenza

Una lama nella psiche

Piccoli bulli crescono

Se Giulietta e Romeo fossero invecchiati insieme

Psichiatria a medicina generale

La respirazione dinamica

Respiro per respiro

Psicologia Clinica perinatale

Fornazione, ricerca e interventi psicoeducativi a scuola

Sognavo di essere Freud...

Cambiare consapevolmente

Le droghe spiegate a mia figlia

L'SMS, una tribù comunicativa

Le disposizioni della mente

Perdere e mantenere il peso perduto

Manuale di psichiatria (Siracusano)

Il bullismo: oltre

Scarpe verdi d'invidia

Giocayoga

Figli condivisi

Parapsicologia

Legami Danneggiati

Simulare la malattia mentale

Manuale di Psichiatria

Temperamento e personalità

Studiare con piacere

Un bambino maleducato

Segni dell'apparire

Famiglie e genitorialità oggi

Decisioni e rammarico

Etica e deontologia per Psicologi

L'Assessment psicologico nella prima infanzia

Il tribunale non risolve

Attenti al lupo cattivo

Il mobbing

Il bambino maltrattato

Il cervello

Psicosomatica dell’età evolutiva

La persecuzione del bambino

Psicologia della famiglia

La preadolescenza

L’abuso sessuale all’infanzia

Menti morali

Intorno all’abuso

Il senso dell'azione in psicoterapia infantile

Linee guida in tema di abuso sui minori

Il test di Rorschach secondo il sistema di Exener

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MISURARE LO STRESS, Il test M.S.P. e altri strumenti per una valutazione integrata di Santo Di Nuovo, Luciano Rispoli, Emilia Genta, - Franco Angeli/Linea Test, Milano, 2011, pagg. 166, € 19,00

Ogni stress lascia una cicatrice indelebile, e l'organismo paga
per la sua sopravvivenza dopo una situazione stressante
diventando un po' più vecchio
Hans Selye

Quanta acqua è passata sotto i ponti della ricerca e dell’osservazione clinica da quanto, negli Anni Venti del secolo scorso, Hans Selye ha iniziato lo studio scientifico dello stress!

Lo stress è considerato oggi uno dei problemi sociali più gravi, cui va data un’adeguata risposta sia livello di cura che di prevenzione.

Studi sperimentali hanno dimostrato il collegamento stretto tra condizioni alterate di stress e livelli biologici profondi, che giocano un ruolo importante in diverse malattie. Lo stress è inoltre causa diretta di patologie quali ansia, attacchi di panico, insonnia, difficoltà di concentrazione e di decisione, pensieri ripetitivi, irritabilità.

Sul piano lavorativo sono ben noti i costi del burnout e del mobbing per effetto diretto di una situazione di stress prolungato.

Le variabili che caratterizzano il passaggio dallo stress adattivo (eustress) a quello cronico e fonte di disagio (distress) sono tanto complesse da richiedere un approccio multidimensionale sia per l’intervento – preventivo o terapeutico – che per l’assessment.

Riguardo a quest’ultimo aspetto, le misure di stress in uso sono prevalentemente di tipo indiretto, cioè tengono conto o degli eventi stressanti o dei sintomi conseguenti allo stato di stress.

Obiettivo di questo volume è presentare una modalità multidimensionale di “misurazione” dello stress che utilizzi sia il questionario self-report (la traduzione e adattamento italiano del test Mesure du Stress Psychologique di Tessier e coll. Dell’Università Laval del Quebec), sia una serie di griglie di osservazione per la rilevazione dall’esterno di vari aspetti, tra i quali la respirazione, la postura, il movimento, il tono della voce.

La precisa collocazione del soggetto all’interno di una scala stress-benessere consente di valutare – anche quantitativamente – l’efficacia del trattamento praticato, quale che sia l’ottica teorica a fondamento del trattamento stesso. Ma la metodologia presentata, rendendo possibile una rilevazione diretta dello stato dell’organismo anche prima che si arrivi a conseguenze di malattia conclamata, è utile per il lavoro preventivo mirante a ridurre i processi di cronicizzazione dello stress e le loro conseguenze in termini di perdita di benessere personale e sociale.

(11/11/2011)


I BAMBINI AD ALTISSIMO POTENZIALE INTELLETTIVO, Guida per insegnanti e genitori, di Federica Formando - Erickson, Trento, 2011, pagg. 115, € 18,00

Un tempo venivano definiti “bambini superdotati” e allora come oggi essi costituiscono una vera sfida per educatori e insegnanti che, spesso, non possiedono strumenti di contenimento e sostegno alle superiori capacità di questi allievi, rischiando di rapportarsi a loro in modo frustrante e inibente, ossia “facendo danni”.

Si stima che circa il 3% della popolazione sia rappresentato da bambini con potenzialità intellettive fuori dalla norma, eppure sovente queste non vengono riconosciute o addirittura sono confuse con handicap o, comunque, con qualche forma di disagio.

Precocissimi nella lettura (due-tre anni), empatici e ipersensibili, questi bambini elaborano prima e più velocemente degli altri anche temi complessi come vita e morte, giustizia e ingiustizia.

Al momento dell’ingresso a scuola il loro “talento” diventa un problema: le attitudini esuberanti vengono inscatolate nel rigido sistema-classe che, il più delle volte, interpreta in maniera egualitaria le pari opportunità, anziché adeguare l’offerta didattica a ciascuno.

Così, invasi dalla noia per ritmi di apprendimento omogeneizzati e insufficienti alle loro capacità, i bambini con alto potenziale intellettivo iniziano a distrarsi o, peggio, a disturbare. Molto spesso vengono etichettati come iperattivi o disadattati. Quasi mai riescono ad emergere, defraudando il futuro di possibili eccellenze.

Questo libro, oltre che la denuncia di una occasione mancata, è una chiave d’accesso alla superdotazione intellettiva per genitori e insegnanti, con la proposta di attività pratiche di approfondimento e di arricchimento, che nutrano il prezioso potenziale di questi bambini, anziché dissiparlo.

Tra le righe, un monito: l’intelligenza non azzera il bisogno di amore incondizionato di cui ogni bambino ha bisogno.

(11/11/2011)


GENITORIALITA’, Profili psicologici, aspetti patologici e criteri di valutazione, di Oronzo Greco, Roberto Maniglio - Franco Angeli, Milano, 2011, pagg. 336, € 32,00

I buoni genitori pensano sempre, prima di ogni altra cosa, al bene dei figli.
La loro infelicità è per loro più dolorosa della propria
Johann Peter Hebel

La genitorialità, sebbene sia una fase normale della vita adulta, dunque biologicamente fondata, culturalmente riconosciuta e socialmente sancita, costituisce una “sfida” per le persone, in quanto richiede un impegno attivo da parte dei protagonisti, e il modo con cui un individuo si adatta al ruolo di genitore e lo esercita concretamente è influenzato da una serie di fattori sia personali che ambientali.

Quando l’individuo presenta già una certa vulnerabilità a livello individuale, in termini di basse risorse di personalità o di salute psichica, o a livello sociale, in termini di scarso supporto formale e informale, può essere sufficiente la presenza di un fattore stressante a far precipitare la situazione, mettendo in crisi le competenze necessarie ad attuare con modalità sufficientemente adeguate la genitorialità.

Questo volume affronta i diversi aspetti del tema GENITORIALITA’ alla luce della più recente ed autorevole letteratura scientifica internazionale.

Innanzitutto viene delineata la funzione genitoriale come scaturisce dall’integrazione delle dimensioni evoluzionistiche e transculturali, con particolare risalto ai sistemi di accadimento e attaccamento.

Dopo aver illustrato le variabili della personalità e le abilità e competenze richieste ai genitori per favorire il raggiungimento degli obiettivi evolutivi dei figli, vengono tracciati quattro profili di genitore: sicuro e flessibile; distanziato e svalutante; preoccupato e incerto; genitore multiproblematico.

Ampio spazio è dedicato alla discussione critica dei nodi problematici in grado di determinare condizioni di disfunzione genitoriale, con particolare riferimento alle molteplici tipologie di abuso, dalle situazioni di trascuratezza e maltrattamento fino al caso estremo del figlicidio.

Per ogni condizione problematica sono illustrate la prevalenza, l’eziologia, la dinamica, le conseguenze per genitori e figli e le strategie di prevenzione e trattamento più efficaci.

Infine, vengono proposti dei criteri di valutazione della “capacità genitoriale”.

Il materiale contenuto nel volume trova utile applicazione in sede clinica e in ambito forense e costituisce il punto di partenza per interventi di tipo preventivo e terapeutico.

(11/11/2011)


LA VALUTAZIONE DEL DANNO PSICHICO NELL’INFANZIA E NELL’ADOLESCENZA, Danno, pregiudizio e disabilità: aspetti clinici, medico-legali e giuridici, di Giovanni B. Camerini, Ugo Sabatello, Giuseppe Sartori, Gustavo Sergio - Giuffré Editore, Milano, 2011, pagg. 245, € 22,00

Molti sforzi sono stati compiuti dalla comunità scientifica, negli ultimi anni, per definire i criteri più fondati e condivisi per l’accertamento degli esiti psichici e delle disabilità legate ad eventi e circostanze dannose sia per gli adulti che per i bambini e gli adolescenti, caratterizzati per questi ultimi dalle delicate problematiche della valutazione diagnostica e prognostica di un soggetto in via di sviluppo.

La correttezza dell’accertamento dell’origine e della natura del deterioramento del funzionamento psicologico e socio-adattivo, ossia del “danno psichico” patito, è particolarmente necessaria quando la valutazione clinica e psicosociale costituisce la base sulla quale si fondano anche decisioni di natura giudiziaria.

Si tratta di valutazioni che possono riguardare il medico legale, lo psichiatra o lo psicologo forense chiamati a qualificare e quantificare il danno risarcibile subito dal soggetto a seguito di un evento stressante/traumatico; il clinico e l’operatore socio-sanitario che valutano i pregiudizi sofferti da un minore esposto a condizioni di trascuratezza o di maltrattamento in vista del progetto di un intervento psicosociale di aiuto; gli avvocati per sostenere le ragioni dei loro clienti; il giudice che dovrà pronunciarsi su una domanda di risarcimento del danno psichico oppure decidere provvedimenti e di protezione giuridica del minore e di tutela giurisdizionale dei suoi diritti personali e relazionali.

Il volume raccoglie, organizza e sintetizza gli orientamenti giurisprudenziali più aggiornati, gli apporti scientifici e le evidenze disponibili, offrendo linee-guida rivolte ad orientare questo genere di valutazioni e decisioni: le premesse giuridiche, i criteri di valutazione, gli strumenti diagnostici ed i test neuropsicologici appropriati, i barèmes tabellari.

Lo scopo è quello di offrire a tutti gli operatori interessati uno strumento sufficientemente agile ma approfondito, che sintetizzi con adeguata precisione i parametri di riferimento ed i contributi più validi ed aggiornati offerti dalla scienza e dal diritto in questo settore.

(11/11/2011)


IL TEST DEI COLORI DI LÜSCHER. Manuale di diagnostica in età evolutiva di Del Longo Nevio Franco Angeli, Milano, 2011, pagg. 279, € 34,00

“Ancora adesso che il mio lavoro è conosciuto e utilizzato in tutto il mondo, continuo ad apprendere e a meravigliarmi dell’armonia che è insita ed inscritta nel DNA della vita in generale e in particolare nel sistema regolativi della psiche e che leggo attraverso il mio Test”.Max Lüscher

Il Test dei Colori di Lüscher è stato presentato per la prima volta nel 1947 al Congresso di Psicologia di Losanna. Da allora si è diffuso in tutto il mondo ed è stato tradotto in oltre 35 lingue.
Si tratta di uno strumento di grande flessibilità ed affidabilità che, attraverso una facile somministrazione, permette di evidenziare le dinamiche inconsce che stanno alla base di problemi psicologici, adattivi, comportamentali e psicosomatici.
In questo volume, particolarmente orientato all’età evolutiva, troviamo una guida completa alla somministrazione e all’interpretazione dei protocolli. E’ un manuale che, con un linguaggio semplice ma esaustivo, illustra come gestire tutti i dati ricavabili dalla somministrazione del Test e come affinare gli strumenti predittivi e diagnostici, individuando le cause di disagio, ma anche i punti di forza e le risorse a disposizione dei soggetti per superare inibizioni e difficoltà.
L’autore ci guida nel mondo dell’infanzia e dell’adolescenza e, prendendo spunto dall’analisi di alcuni casi clinici, ci mostra il rapporto che i bambini e i giovani hanno con i colori e le forme.

Il testo, corredato anche da un’analisi comparata del Test dei colori con i Test grafici quali il Reattivo dell’Albero, i Test della Figura Umana, della Famiglia, della Casa, della Famiglia incantata e dell’Omino sotto la Pioggia, è dunque un utile strumento di approfondimento per tutti coloro che lavorano con bambini, preadolescenti ed adolescenti, per chiunque operi nel disagio giovanile, in ambito educativo o semplicemente nell’orientamento scolastico.

(11/4/2011)


PSICOLOGIA POSITIVA. Applicazioni per il benessere di Goldwurn G.F. e Colombo F. (a cura di) Erikson, Trento, 2010, pagg. 152, € 20,00

Da alcuni decenni, in alternativa alla psicologia tradizionale occidentale, concentrata essenzialmente su carenze, deficit, psicopatologia e problemi di adattamento, si è fatta strada nella comunità scientifica un nuovo orizzonte culturale e di ricerca, orientato a promuovere la qualità della vita e il benessere.
Lo scopo di questo approccio, noto come psicologia positiva, è quello di attivare un cambiamento puntando sulle risorse e sulle potenzialità dell’individuo in modo che, oltre alla cura del disturbo e del disagio, ci sia spazio anche per tutto ciò che rende la vita meritevole di essere vissuta: una scienza per comprendere e fare leva su quei fattori che permettono agli individui, alle comunità e alle società di “fiorire” e raggiungere un funzionamento ottimale.
Dopo un inquadramento generale, questo libro presenta alcune applicazioni di questa disciplina, utili per psicologi, pedagogisti, insegnanti e formatori, ricercatori: un training di educazione all’ottimismo per favorire uno “stile positivo”. Il Subjective Well-Being Training consta di un insieme di strumenti per imparare nuove strategie per aumentare il benessere psicologico; l’utilizzo della meditazione per acquisire una maggiore coscienza di sé e della realtà; la musicoterapica, per imparare a gestire le emozioni e potenziare l’autostima nella relazione con gli altri; l’analisi della cosiddetta esperienza ottimale, uno stato globalmente positivo e complesso che mostra i suoi effetti nel corso di sviluppo individuale a lungo termine.

(11/4/2011)


SULLE TRACCE DEI FIGLI. Manuale di sopravvivenza per genitori troppo “buoni” di Abruzzese Saverio Edizione La Meridiana, Molfetta, 2011, pagg. 90, € 13,50

Se è vero, come dice il proverbio, che “il troppo stroppia”, anche i genitori troppo buoni commettono errori, e grandi. Specialmente in certe famiglie di oggi, così centrate sui figli da dar loro un ruolo, spesso peraltro immeritato, che questi non sanno gestire finendo per diventare potenti despoti di rassegnati genitori.
Troppo buoni, inoltre, significa deboli, e i bambini e gli adolescenti imparano presto ad approfittarsi delle debolezze di genitori che credono che dare tutto significhi tout court fare bene.
In questo libro troverete “le parole dei genitori”, cioè una rassegna delle modalità comunicative più frequenti utilizzate in famiglia: sarà l’occasione per riflettere su quello che diciamo, su come lo diciamo.
L’autore, psicologo scolastico e psicoterapeuta, affronta gli errori in cui i genitori cadono, spesso involontariamente, e gli effetti che tali errori provocano nei figli.
La comunicazione in famiglia ha subito notevolissimi cambiamenti. Quante volte ci sorprendiamo a dire: “Se avessi risposto così ai miei genitori!!”. Questo libro, che si legge molto facilmente, cerca appunto di capire cos’è cambiato tra i nostri tempi, quando eravamo figli, e questi, in cui siamo genitori.
Il lettore troverà anche un esplicito invito a non essere troppo buono con i propri figli tramite quei cosiddetti “ricatti affettivi” tendenti a produrre in loro sensi di colpa. Presto i ragazzi imparano a svincolarsi da simili sistemi, e allora non resta molto rispetto per un genitore forse buono, ma poco dignitoso.
E’ giunta l’ora che i genitori si rivestano di quell’autorevolezza che troppo spesso hanno perso in nome di un “egualitarismo” che tanti danni ha fatto, e diventino più assertivi, ossia che “imparino a utilizzare più punti esclamativi e meno punti interrogativi”, come sintetizza l’autore.

(11/4/2011)


Sudditi e schiavi... Consapevoli? di Andrea Di Furia, edizione CambiaMenti, pagine 43, euro 15,00.

Prefazione dell’autore : “ Abbiamo la sensazione che tutto vada a rotoli? Cambiamo le regole del gioco: adesso”.

Manuale di sopravvivenza sociale per tutti noi , vittime dei sensi e di verità mistificate e soggettive strascinate da secoli mentre il mondo e l’etica evolvono a gran velocità. 

Per uscire da una menzogna sociale di massa senza precedenti  l’autore ci invita ad un pensare più ampio, scevro  da schemi mentali che ritiene arenati dai tempi della Rivoluzione Francese . In questo terzo millennio  e’ nostro dovere comprendere che l’area sociale economico-finanziaria si e’ affrancata definitivamente dall’area giuridico-politica e da quella culturale-spirituale.

Il declino irreversibile della nostra società lo percepiamo anche nei discorsi da bar e lo attribuiamo  alle banche, alle multinazionali, alle religioni, alle lobbies, alle incapacità dei governanti  e così via; ma il fulcro del problema e’ che il nostro intelletto non si e’ dimostrato all’altezza di afferrare concettualmente il problema sociale:  siamo totalmente impreparati alla democrazia,  gonfi di pre-giudizi e sudditi di un’educazione sagomata al nostro intruppamento  che  riesce nell’’intento  di mantenerci adulti non responsabili ed indifferenti alla potenzialità del nostro agire sociale.

E’ in ballo una posta altissima, la nostra schiavitù, occorre sederci al “tavolo da gioco sociale del terzo millennio”  conoscendone  bene le regole alterate da quel “motivatore universale” che e’ il denaro,  potenza globale  che risucchia e paralizza le aree giuridiche, politiche e culturali. Solo l‘uomo illuminato, informato e moderno può sfondare la staccionata del “sapere per pochi” e smantellare quei “vuoti slogan” della manipolazione quotidiana  che impediscono un fondamento concreto alla nostra azione sociale.

La strada da percorrere per risanare un sistema onnipervasivo ce la spiega l’autore, che conia e rivela le due  leggi “dell’Unitarietà delle tre aree sociali” e “dello Slittamento laterale degenerativo” gravi patologie che subdolamente operano a discapito dei singoli individui a vantaggio di pochi gruppi organizzati. Dobbiamo capire che queste sono leggi non regolate dall’uomo e che vanno sradicate; lo Stato e’ descritto come un auto senza conducente che rende impercorribile anche la più nobile e giusta delle iniziative; tutto viene rimbalzato al mittente come un boomerang. E’l’hardware che e’ rotto, e noi ci ostiniamo a cambiare il software.

(Recensione di D. Bina del 13/3/2011)


IL BAMBINO IPERATTIVO Dalla teoria alle pratiche della cura (a cura di) Fabio Tognassi e Uberto Zuccardi Merli - Franco Angeli, Milano, 2010, pagg. 191, € 22,00

L’iperattivitùà infantile contemporanea è l’oggetto di questo libro. Un lavoro a pi_ mani, elaborato da un gruppo di psicologi, psicoanalisti e psicoterapeuti di formazione lacaniana. Un libro che è il primo risultato di un lavoro teorico e clinico sui bambini iperattivi cominciato nel 2006, da un’équipe composta da membri dell’Associazione Onlus “Jonas” di Milano.

I bambini iperattivi, visti da vicino, non sono bambini vivaci, sono effettivamente iperattivi: il loro corpo non smette di muoversi, la loro concentrazione nel gioco e nello studio Ë minima, spesso non riescono a frenare un impulso aggressivo rivolto contro un coetaneo nelle aule scolastiche, o devono, in preda ad una forza più grande della loro volontà, alzarsi, muoversi, cantare, disturbare.

Quando la forza pulsionale coercitiva è troppo forte, sconnettendo il bambino dal legame sociale e dalle sue regole uguali per tutti, l’intervento della neuropsichiatria non è pi_ evitabile.

Da quel momento la diagnosi di iperattività rischia di marchiare il bambino e di accompagnarlo come un tratto identificativo del suo disagio.

Sono bambini che chiudono dentro di sé una sofferenza forte e anche fortissima, estrema, straziante, che manda in pezzi il loro corpo e anche il corpo sociale delle istituzioni che devono prendersi cura di loro.

L’obiettivo clinico di questo lavoro, dato che vengono presentati sei casi clinici trattati in istituzione, è quello di cercare di chiarire la causalità psichica dell’iperattività, caso per caso. L’iperattività infantile è a tutti gli effetti un nuovo sintomo del disagio della civiltà! Con una modulazione di intensità, con una presenza o meno di alcuni segni clinici, ma fondamentalmente l’insieme dei bambini iperattivi è un insieme identificato da tratti comuni.

La lettura psicoanalitica del fenomeno dell’iperattività che propone questo libro parte dal presupposto che il disagio mentale non si fonda sulla nozione di deficit cerebrale del bambino, o sulle particolarità psicologiche individuali del bambino concepito nella sua singolarità.

Il mentale è sociale: questo significa che il bambino è da subito incluso nel legame sociale, e dal fatto di essere dall’origine incluso nel legame con l’Altro derivano le forme individuali del disagio.

La relazione, anche terapeutica, è fondamentale con tutti, tanto pù  con questi bambini che sembrano sfuggire ad ogni tipo di relazione mettendo a dura prova coetanei ed adulti, in primo luogo genitori e insegnanti.

Le cause dell’epidemia iperattiva, secondo gli autori di questo libro, e delle matrici particolari del singolo caso, vanno ricercate dunque in questo scenario complesso che è il “mondo” affettivo e sociale in cui il bambino nasce e cresce, in una cultura i cui valori toccano direttamente l’insieme del campo sociale e le menti delle persone che vi fanno parte.

Iperattività e cultura dell’eccesso sono, in effetti, i tratti essenziali del discorso sociale contemporaneo. Se la mente è un organo sociale, anche la sua cura può passare dal sociale; la sfida è proprio quella di costruire uno spazio (ascolto) e un legame (relazione) per il bambino in cui l’uso della parola e la fiducia in chi si occupa di lui permettano una socializzazione senza imposizioni.

(21/1/2011)


VIVERE DI VOCE L’arte della manutenzione della voce per chi parla, recita e canta di Silvia Magnani Franco Angeli, Milano, 2010, pagg. 270, € 30,00

Ho conosciuto diverse insegnanti che hanno dovuto subire interventi alle corde vocali perchÈ “questo Ë un lavoro in cui si parla sempre”. E poi commessi viaggiatori, una volta chiamati “piazzisti”, che con la propria voce dovevano convincere il cliente all’acquisto: ahi, quanto ‘fiato’ emesso, tutti i giorni, tutti i mesi, tutti gli anni! Di che esaurire gli organi della fonazione!

Per non parlare dei cantanti, degli oratori, degli avvocati, dei politici: “Parole, parole, parole” sussurrava Mina, parole che mettono a dura prova tutto il complesso sistema che deve produrre, appunto, la voce.

Ora, se per alcuni professionisti della voce l’educazione alla respirazione ed all’emissione controllata dell’aria Ë un pre-requisito non solo per lavorare, ma per mantenersi in buona salute (e quindi sperare di continuare a lavorare!), per altri non Ë prevista un’”igiene vocale”: questi sono soggetti a rischio di manomettere quello stupendo strumento fisiologico che Ë la voce, in modi a volte irrecuperabili.

Questo volume, con un linguaggio semplice ma scientifico, accompagna il lettore alla scoperta della vocalit†, spiegando come nasce la voce, come utilizzarla al meglio, come accorgersi quando si ammala, a chi rivolgersi per curarla e, soprattutto, come proteggerla ogni giorno, affinchË sia possibile vivere e lavorare in armonia e salute.

(21/1/2011)


I CENTO PUNTI CHIAVE DELLA PSICOTERAPIA COGNITIVA Teoria e pratica Di Michael Neenan e Windy Dryden Erickson, Trento, 2010, pagg. 245, € 20,00

La psicoterapia cognitiva Ë un approccio che sta conoscendo grandi successi in campo internazionale perchÈ permette una validazione scientifica dell’efficacia degli interventi attuati in un’ampia gamma di disturbi psicologici e con differenti categorie di pazienti.

Il testo si sofferma dapprima sui fondamenti teorici della terapia cognitiva: il modello cognitivo dei disturbi emotivi; le distorsioni del pensiero; la relazione tra pensieri, emozioni, comportamenti, risposte fisiologiche e stimoli ambientali, che gioca un ruolo decisivo nell’insorgenza e nel mantenimento dei disturbi.

Successivamente vengono riferiti e smontati i falsi miti, le idee errate e i pregiudizi sulla terapia cognitiva, che incredibilmente ancora oggi avvolgono questo approccio, soprattutto in certi ambienti professionali e accademici.

Ad esempio:

che la terapia cognitiva agisca esclusivamente sui sintomi riferiti dal paziente, quando invece mira a produrre cambiamenti permanenti del suo modo di pensare e delle sue abitudini comportamentali;

che non si concentri affatto sulle esperienze del passato del cliente, mentre particolari esperienze pregresse vengono considerate la probabile origine del radicamento delle credenze di base distorte;

che si tratti di una terapia piuttosto semplicistica, quando al contrario, la terapia cognitiva prevede una struttura ben precisa, tecniche accurate e un ruolo chiave per la relazione empatica con il paziente, elementi che richiedono abilit† ed esperienza da parte del terapeuta.

Infine, il volume si concentra sulla pratica della terapia cognitiva in ogni sua fase, passo dopo passo: dall’assessment alla strutturazione delle sedute, al piano di trattamento, alle tante tecniche comunemente utilizzate nel lavoro con i clienti.

In 100 passaggi chiari e lineari, il volume offre una panoramica completa e aggiornata della terapia cognitiva e prende in esame alcuni comuni equivoci che nascono da una sua conoscenza superficiale. Esso costituisce una guida eccellente per studenti delle Scuole di Specializzazione, per psicologi e psichiatri anche di orientamenti diversi, sia in formazione che gi† avviati alla pratica clinica; si riveler† inoltre un valido aiuto per tutte quelle persone che, decise ad affrontare un percorso psicoterapico, vogliano conoscere pi_ da vicino questo approccio, per capirne le modalit† di trattamento e gli obiettivi, nella filosofia tipicamente cognitiva che, una volta terminata la terapia, il paziente possa diventare il “terapeuta di se stesso”.

(21/1/2011)


L’ABUSO INFANTILE Tutela del minore in ambito terapeutico, giuridico e sociale di D’Ambrosio Cleopatra Erickson, Trento, 2010, pagg. 219, € 19,50

Questo libro nasce dal desiderio di condividere l’esperienza, lo studio e le riflessioni di diversi professionisti che quotidianamente, attraverso il lavoro terapeutico e peritale, entrano in contatto con i bambini vittime di abuso e con le problematiche emotive, relazionali e istituzionali che a questo delicatissimo intervento sono connesse.

Pu toccando aspetti “specialistici”, il testo Ë scritto in un linguaggio non tecnico ed Ë rivolto a un pubblico ampio: psicologi, avvocati, insegnanti, educatori, genitori e tutti coloro che, a vario titolo, sono interessati a prendere contatto con le dimensioni socio-emotive dell’abuso.

Il volume offre ai professionisti un’ampia panoramica per comprenderne i vari aspetti e adottare comportamenti efficaci nelle diverse situazioni che i bambini abusati devono attraversare.

I diversi professionisti coinvolti in questo ambito troveranno, infatti, un’ampia rassegna delle questioni da affrontare per comprendere l’indicibile sofferenza del minore vittima di abuso e per accogliere con il massimo tatto e rigore metodologico la sua rivelazione.

La prima parte del testo mostra come lavorare con i minori vittime di violenza voglia dire venire a patti con la paura, il disorientamento, la confusione, la negazione, ecc. Il ruolo di chi si occupa di questi bambini Ë prima di tutto quello di aiutarli, attraverso un ascolto competente e non neutro, a legittimare le loro emozioni, dando loro diritto di cittadinanza, affrontando la catastrofe emotiva che segue alla manifestazione della rabbia taciuta e alla piena e dolorosa consapevolezza di essere stati feriti – nella maggior parte dei casi – proprio da chi, invece, avrebbe dovuto prendersi cura di loro, come un genitore o uno stretto parente.

Nella seconda parte del libro, anche attraverso la presentazione di studi di caso, viene dato spazio al percorso terapeutico e giudiziario che il bambino abusato deve affrontare e agli strumenti (il gioco, il disegno, la metafora) che i professionisti hanno a disposizione per ascoltarlo e supportarlo nell’elaborazione del trauma.

(21/1/2011)


   

Pagine di libri è una iniziativa editoriale indipendente fondata nel mese di ottobre 2007 e curata da Maurizio Amici e Luigi Brunamonti.

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