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GUIDA ALLA PERIZIA IN TEMA DI ABUSO SESSUALE ED ALLA SUA CRITICA di Guglielmo Gulotta e Ilaria Cutica

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LA PERIZIA PSICOLOGICA IN AMBITO CIVILE E PENALE Storia, sviluppi e pratiche di Leonardo Abazia

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ALCOL… Piacere di conoscerti! Guida ecologica alla promozione della salute

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LARGO, ARRIVO IO! Manuale di auto-aiuto per i bambini iperattivi e i loro genitori di Mario Di Pietro e Monica DacomoI

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MAMME TRISTI. Vincere la depressione post parto di Daniela Leveni, Pierluigi Morosini e Daniele Piacentini

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DI PADRE IN PADRE. I tempi della paternità di Anna Coppola De Vanna, Fulvia D’Elia, Lazzaro Gigante

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LA PERIZIA NELLE SEPARAZIONI Guida all’intervento psicologico di Alberto Vito

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LA DIAGNOSI IN PSICOLOGIA CLINICA. Personalità e psicopatologia di Nino Dazzi, Vittorio Lingiardi, Francesco Gazzillo

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IL SOGNO E L’ERRORE di Gabriella Ripa di Meana

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LA SINDROME ANSIOSA. Comprensione e trattamento dei disturbi d’ansia Gian Luigi Dell’Erba, Maria Assunta Carati, Stefania Greco e Milena Muya

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IL GIOCO NELLA DIDATTICA. Un approccio ludico per la scuola dell’infanzia e primaria, Rocco Quaglia, Laura Elvira Prino, Erica Sclavo (a cura di)

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GRAZIE CHE TE NE SEI ANDATO La donna nella coppia: diritti e tutele dalla A alla Z di Laura Logli

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PSICOLOGO DOMANI Manuale per la preparazione dell’Esame di Stato di Cesare Kaneklin, Caterina Bozzoli

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SIAMO SPECIALI. Storie per aiutare i bambini a capire alcune diversità di Paola Vizzier

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LA COMPRENSIONE DELLA MENTE NEI BAMBINI Un laboratorio linguistico con storie per la scuola dell’infanzia di Veronica Ornaghi e Ilaria Grazzani Gavazzi

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STUPRATORI Profili psicologici e investigazione di Angelo Zappalà e Dario Bosco

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EMOZIONI IN GIOCO di Lidia Piatti e Alberto Terzi

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MANUALE DI PSICOLOGIA DELL’EMERGENZA di Fabio Sbattella

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ASSESSMENT DEI DISTURBI D’ANSIA Metodi e strumenti nella psicoterapia cognitiva di Alessia Incerti e Antonio Scarinci

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LA SINDROME DI ALIENAZIONE PARENTALE (PAS) Lavaggio del cervello e programmazione dei figli in danno dell’altro genitore di Guglielmo Gulotta, Adele Cavedon e Moira Liberatore

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LE DOMANDE DEI BAMBINI Per rispondere nel modo giusto anche ai perché più complessi e imbarazzanti di Paola Santagostino

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Esperti di troppo Il paradosso delle professioni disabilitanti di Ivan Illich

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L'anima è nel cervello Radiografia della macchina per pensare di Eduardo Punset

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Trauma e psicopatologia Un approccio evolutivo-relazionale di Vincenzo Caretti e Giuseppe Craparo

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Il lutto in psicologia clinica e psicoterapia a cura di Maura Sgarro

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Mamma, mi prendono in giro perché sono grasso Per affrontare in modo competente il problema dell’obesità infantile di Gianfranco Trapani

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GUIDA ALLA PERIZIA IN TEMA DI ABUSO SESSUALE ED ALLA SUA CRITICA Ristampa aggiornata di Guglielmo Gulotta e Ilaria Cutica Giuffrè Editore, Milano, pagg. 340, € 27,00
Il proliferare di processi per abuso sessuale a minori ha convinto gli autori a raccogliere in un libro le loro esperienze scientifiche e professionali in materia. Questo volume riguarda principalmente l’abuso sessuale nei confronti di bambini in cui l’accusato è una persona non estranea (sconosciuta fino all’evento) alla vittima. E’ ovvio, tuttavia, che molte considerazioni contenute nel testo, per esempio quelle riguardanti le capacità dei bambini di inquadrare e di raccontare le loro esperienze sono applicabili anche a casi diversi.
Il volume, ristampa aggiornata di una precedente edizione di importanza fondamentale sull’argomento, è diviso in tre sezioni:
- una prima parte di inquadramento del fenomeno degli abusi sessuali;
- una seconda parte destruens in cui, con l’aiuto di numerosi dettagliati esempi tratti da decine di processi e con riferimento a numerosi stralci di perizie e cross-examinations, si indicano i pericoli di una visione preconcetta del fenomeno e si criticano le modalità di indagine, sia giudiziaria che psicologica così spesso utilizzate;
- una terza parte construens in cui si descrive passo per passo come le perizie andrebbero eseguite per essere ineccepibili sotto il profilo metodologico.
La parte destruens, dunque, consente di smontare una perizia o una consulenza tecnica che siano svolte in modo errato o incompleto. Per questo, in un’appendice sono presenti 100 domande da rivolgere al perito che possono servire per controllare il suo operato.
Nella parte construens si indicano, invece, le modalità più corrette per svolgere la consulenza tecnica. Per questo, in un’altra appendice, è presente un albero delle decisioni che il consulente e il perito potranno seguire per meglio svolgere il loro compito.
Il libro è aggiornato con l’analisi di due fenomeni che si sono affacciati con particolare virulenza negli ultimi anni: gli abusi sessuali collettivi, in particolare quelli scolastici, e la Sindrome di Alienazione Parentale con esito di accuse di abuso sessuale nei confronti di un genitore.
(17/1/2010)
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LA PERIZIA PSICOLOGICA IN AMBITO CIVILE E PENALE Storia, sviluppi e pratiche di Leonardo Abazia (a cura di) Franco Angeli Editore, Milano, pagg. 501, € 38,00
Le convinzioni, più delle menzogne, sono nemiche pericolose della verità Friedrich Nietzsche
Testo importantissimo per chi si occupa professionalmente di Psicologia Giuridica e Forense, in cui vengono raccolte ed esposte con grande competenza e chiarezza le diverse possibilità lavorative ed i modelli epistemologici che danno conto di come si può, e si deve, articolare una perizia psicologica.
Un manuale di riferimento che ha scelto un taglio eminentemente pratico e si sviluppa in cinque parti:
- la prima è introduttiva e tratta i diversi ruoli dello psicologo in ambito giuridico, il suo intervento e le norme deontologiche de seguire in un contesto forense (CTU/CTP, l’analisi della domanda in ambito giuridico, l’analisi degli atti, i diversi approcci nello schema dell’elaborato peritale);
- la seconda focalizza l’attenzione sull’ambito penale per adulti e i diversi quesiti a cui è chiamato a rispondere lo psicologo in questo specifico settore (capacità di intendere e di volere, imputabilità, abusi sessuali su minori);
- la terza parte centra, invece, l’attenzione in ambito civile e quindi tratta, nello specifico, il diritto di famiglia, il danno psicologico ed esistenziale e la perizia psicologica nel diritto canonico (separazione e divorzio, adozione, affidamento dei minori, mobbing, disturbi di identità di genere, la sindrome di alienazione genitoriale);
- la quarta parte verte sul delicato ambito minorile e sul ruolo attento dello psicologo in questo campo (devianza minore, trauma e ascolto protetto, criteri per l’ascolto del minore nei contesti peritali e giudiziari);
- chiude, infine, in manuale una quinta parte dedicata alla psicodiagnostica e ad alcuni tra i più noti test utilizzati in ambito peritale, come i proiettivi carta e matita, il test di Rorschach, l’MMPI-2 ed i test di simulazione.
(17/1/2010)
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ALCOL… Piacere di conoscerti! Guida ecologica alla promozione della salute Casa Editrice Erickson, Trento, pagg. 210, € 19,80
L’alcol, nella cultura occidentale, è sempre stato un compagno di strada privilegiato, una droga molto speciale. Nella cultura contadina di un tempo esso, tuttavia, il più delle volte veniva considerato un amico che aiutava nella fatica e nel freddo di lavori pesanti legati alla terra. Oggi siamo in presenza, invece, di una sub-cultura dello “sballo” in cui l’alcol è, insieme ad altre sostanze, il viatico per perdere il contatto con la terra. E questa è una differenza molto importante!!
Ciò nonostante pubblicità, luoghi comuni, interessi economici rilevanti spingono al consumo, anche se contemporaneamente si cominciano ad affrontare i problemi che l’alcol crea nell’uomo. Il passaggio dal cosiddetto bere moderato, concetto ambiguo e non definibile, al bere problematico, è molto sfumato e soprattutto non predeterminabile. Per questo si comincia a dire che il bere è un comportamento a rischio, soprattutto da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità attraverso la Carta Europea sull’Alcol (Parigi, 1995) lo ha fatto chiaramente intendere. E’ importante imparare a conoscere l’alcol in tutti i suoi aspetti: dalla conoscenza nasce, infatti, la capacità di autoproteggersi e di diventare protagonisti attivi della propria salute.
Nelle scuole alcologiche territoriali, momento educativo fondamentale dei programmi alcologici, le famiglie ricevono la necessaria informazione e formazione. A tal fine il materiale proposto in questo libro è sicuramente utile e consigliabile per tutti i programmi formativi su questi argomenti in Italia. Naturalmente il materiale del libro si rivolge anche, per la sua semplicità e per la sua chiarezza, a tutti quanti vogliano conoscere l’alcol, riflettere sui suoi falsi piaceri, sull’opportunità o meno di averlo come compagno di strada, conoscere quel mondo vitale dei Club attraverso cui molte famiglie hanno già trovato una soluzione ai loro problemi alcol-correlati.
(17/1/2010)
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LARGO, ARRIVO IO! Manuale di auto-aiuto per i bambini iperattivi e i loro genitori di Mario Di Pietro e Monica Dacomo- Erickson, Trento, 2009, pagg. 123, € 12,00
Le famiglie in cui è presente un Disturbo da Deficit dell’Attenzione/Iperattività sono generalmente stressate, affaticate, tese e questi sentimenti di pena e difficoltà riverberano i propri effetti negativi sia sul bambino che su tutti gli altri familiari, in un circolo vizioso che, come spesso si sente dire, “chi non lo conosce non può capire”.
Per il bambino sono frustranti e deprimenti le difficoltà nello svolgere i compiti di ogni giorno, scolastici e non, e nello stabilire relazioni positive con gli altri, nonché i rimproveri incessanti e l’apparente incapacità di “farne una giusta”. Dal canto loro, i genitori sono messi a dura prova dal continuo movimento e dal comportamento spesso snervante del figlio, che farebbero stressare e crollare anche la persona più pacata e controllata del mondo. Sebbene non esiste una “cura” risolutiva – sono noti i terribili effetti collaterali dei farmaci utilizzati in questi casi, per cui non ci sentiamo di considerarli terapeutici e curativi -, è possibile migliorare significativamente la qualità della vita e delle relazioni familiari attraverso l’applicazione di alcune strategie proprie della psicologia cognitivo-comportamentale, delle quali questo libro fornisce una descrizione agevole e dettagliata, corredata di schede per attuarne e verificarne una corretta applicazione.
Infatti, questo volume si rivolge principalmente al bambino con il disturbo, spiegando in che cosa essa consiste e come possa imparare a ridurne gli effetti più critici, ma anche ai suoi genitori, individuando gli errori comuni nella gestione dei comportamenti problematici e indicando le strategie più efficaci per farvi fronte con successo. Sono richieste regolarità, determinazione e tanta, tanta pazienza, ma applicando i metodi proposti i risultati non tarderanno ad arrivare! Largo, arrivo io! si divide in tre parti, le prime due dedicate al bambino e la terza è una guida per i genitori. Quindi, spiegato con linguaggio semplice e molto comprensibile, viene illustrato che cos’è il deficit di attenzione/iperattività, come si fa a capire se si hanno delle difficoltà di attenzione e se si è iperattivi, si insegna al bambino come riconoscere i propri sentimenti, che in genere “sono tanti e confusi”, e si fornisce del materiale per imparare ad aiutarsi.
Si tratta di schede in cui vengono sintetizzati i “sintomi” a cui il bambino deve fare attenzione per capire il proprio disturbo; inventari delle emozioni e delle situazioni che creano maggiore tensione; indicazioni comportamentali per scaricare tutta l’energia che questi bambini sentono dentro e che li rende come “motorizzati”, infaticabili; modi per imparare a rilassarsi e a ritrovare il buonumore; per allenarsi a trovare i lati positivi della propria vita e a risolvere i problemi, ecc. Nella guida per i genitori vengono inizialmente evidenziati i comune errori che si commettono nella gestione del comportamento del bambino, errori che finiscono per esacerbare l’ansia e l’iperattività in un circolo vizioso duro da smantellare. Vengono poi indicati i danni della incoerenza nella gestione dei comportamenti inadeguati, che a sua volta rischia di mantenere il circolo vizioso inefficace e disfunzionale. Infine vengono illustrate le strategie di gestione del comportamento che prevedono varie fasi: comprendere il problema; stabilire un piano di intervento; usare il rinforzo positivo; usare la comunicazione assertiva; usare il time-out; lasciare che il bambino faccia delle scelte; usare un programma a punti, strategia principe dell’orientamento comportamentale.
Gli educatori, genitori e insegnanti, possono trovare utili spunti operativi in questo articolo.
(17/1/2010)
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MAMME TRISTI. Vincere la depressione post parto di Daniela Leveni, Pierluigi Morosini e Daniele Piacentini (a cura di) Erickson, Trento, 2009, pagg. 234, € 16,00
Negli ultimi anni assistiamo ad un angosciante incremento di casi di cronaca in cui giovani mamme commettono il più agghiacciante e contro-natura dei crimini: il figlicido, l’eliminazione materiale e fantasmatica del proprio bambino, cui talvolta fa seguito il suicidio.
Inevitabilmente si dà la colpa di una simile aberrazione alla depressione post-partum: la sola parola richiama gli abissi più profondi della solitudine, della paura del futuro, dell’angoscia di non farcela, di un senso umano piagato e dolente laddove “per definizione” dovrebbero esserci gioia, prospettive costruttive, piacere dell’accudimento. Ma allora, dobbiamo chiederci, cosa succede dentro e intorno a quelle donne che vedono invertirsi il vettore della vita, dalla felicità della nascita alla ricerca della morte?
La depressione post-partum è una malattia subdola e dolorosissima, non sempre per fortuna esita nei drammi delle cronache, ma spesso le responsabilità del nuovo ménage e le alterazioni ormonali comportano sofferenze che andrebbero riconosciute e trattate in tempo, per sottrarre terreno alla tristezza e ridarlo alla Felicità delle nuove relazioni. Questo libro, che comunica un senso di dolcezza per quelle donne che si trovano in difficoltà ed in più con il senso di colpa di sentirsi strane rispetto alle mamme “normali”, è dedicato proprio a questi argomenti, per aiutare le mamme a vincere la depressione post parto e tornare a sorridere. D’altronde è noto che la gravidanza, la nascita ed i primi tempi della maternità rappresentano non per tutte un’esperienza positiva. Per alcune può essere problematico confrontarsi con un corpo che cambia, con i ritmi della vita che subiscono inevitabili alterazioni, per le cure che vanno assicurate al proprio bambino, imparando a conoscerlo, capirlo, amarlo, e con la necessità di mutare anche gli equilibri raggiunti nella coppia.
Tutto questo richiede capacità di duttilità e di resistenza fisica ed emotiva notevoli, perciò non è strano che i novelli genitori possano a volte trovarsi in difficoltà ad affrontare questa sfida, in assenza, spesso, di quei puntelli familiari e amicali che nel passato accorrevano con la propria esperienza a sostenere la nuova mamma. Questo libro, grazie ad un efficace programma di intervento a orientamento cognitivo-comportamentale, insegna alle neomamme ed ai neopapà che essere genitori è un’avventura sorprendente e unica, che però può avere anche dei momenti bui che è possibile superare. Gli autori propongono utili tecniche per sollevare l’umore, gestire l’ansia e riconoscere e contrastare le modalità di pensiero negative alla base della depressione post parto. Il messaggio che vuole trasmettere è che una mamma che si sente triste non è una cattiva madre che non vuole bene al suo bambino, ma semplicemente di una donna che ha bisogno di tempo per abituarsi al cambiamento importante che sta vivendo. Una volta apprese e messe in pratica, le tecniche suggerite dagli autori l’aiuteranno a superare questo momento difficile e le insegneranno a vivere la maternità con maggiore serenità e gioia.
(17/1/2010)
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DI PADRE IN PADRE. I tempi della paternità di Anna Coppola De Vanna, Fulvia D’Elia, Lazzaro Gigante - Edizioni La Meridiana, Molfetta (BA), pagg. 142, € 15,00
Per molti, troppi anni il ruolo del padre è stato misconosciuto e considerato in modo riduttivo. Al contrario, il contributo del padre in un sano processo educativo non può andare disgiunto da quello materno, poiché l’apporto dell’uomo è e dev’essere integrato a quello della donna, senza pregiudizi né steccati di potere, senza separazioni né predomini.
Ma fino ad ora così non è stato e spesso è capitato e capita tuttora che molti padri si siano dovuti imporre e abbiano dovuto lottare per vedere il proprio ruolo di genitore riconosciuto nella vita dei figli già dal concepimento, perché in grado di assolvere a compiti, doveri e responsabilità a torto considerati non tradizionali.
Il maschio normativo sta scoprendo di avere caratteristiche affettive che erano, e purtroppo lo sono ancora, considerate un’esclusività femminile: dolcezza, rispetto, amore.
E’ lungo, molto lungo, il cammino che uomini e donne dovranno compiere per accettare le loro diversità e finalmente riconoscersi uguali almeno in questo: tutti noi vogliamo vivere come esseri umani, cioè come cercatori e produttori di senso, come individui fertili e fattivi.
Ma non basta proclamarlo: occorre praticarlo in casa, a scuola, nel lavoro, dovunque.
Una grande responsabilità educativa perché i figli osservano ed imparano dai rapporti tra padri e madri, tra uomini e donne!
(recensione del 25/8/2009)
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LA PERIZIA NELLE SEPARAZIONI Guida all’intervento psicologico Alberto Vito - Franco Angeli, Milano, pagg. 143, € 17,00
La separazione coniugale è sempre un evento doloroso per la coppia che si scinde, e spesso lo è ancora di più per i figli che vorrebbero, nella maggior parte dei casi, “rimanere con mamma e papà”. E poi, si sa, quando i coniugi si separano a seguito dei propri conflitti insanabili, spesso si dividono anche i loro obiettivi educativi in quanto genitori, arrecando agli incolpevoli figli un dolore ancor più grande. Questo volume, sintetico e chiaro, è dedicato a questi temi ed è pensato per quei professionisti delle discipline psicologiche che si trovano ad affrontare i quesiti dei giudici che devono stabilire dove, come e con chi dovranno stare – e per quanto tempo – i figli delle coppie separate.
Nella prima parte l’autore si sofferma sul significato psicologico della separazione coniugale come evento critico della coppia e dei bambini, con interessanti riferimenti ai fattori di rischio psicopatologico ed alla Sindrome di Alienazione Genitoriale. Inoltre si fa riferimento alla Mediazione Familiare come modalità per ridurre i danni della separazione, istituto previsto dalla legge ma ancora scarsamente utilizzato nel nostro Paese. Nella seconda parte l’autore presenta dei casi trattati nel corso di perizie psicologiche, paradigmatici di situazioni-tipo quali: il riavvicinamento a un padre che è stato assente per anni, il trasferimento della madre in un’altra regione, ed altri, sempre con un occhio ai problemi deontologici dello psicologo forense e guardando alla necessità di decisioni condivise.
Infine, vengono proposti dei resoconti di percorsi di mediazione familiare riguardanti provvedimenti in merito all’affidamento dei figli, con storie familiari autentiche. Attraverso la presentazione dei casi e la descrizione dell’intervento psico-giuridico svolto, il lettore potrà familiarizzare con tali procedure e ricavarne utili indicazioni metodologiche. L’argomento del libro, nonché il taglio didattico, lo rendono particolarmente rivolto a psicologi, psichiatri, educatori che desiderano arricchire le proprie nozioni nel campo della consulenza tecnica d’ufficio nei casi di affidamento e delle mediazione familiare; ma è utile anche per giudici ed avvocati che vogliano conoscere i modelli che guidano l’intervento psicologico nelle questioni che essi affrontano quotidianamente.
(recensione del 25/8/2009)
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LA DIAGNOSI IN PSICOLOGIA CLINICA. Personalità e psicopatologia Nino Dazzi, Vittorio Lingiardi, Francesco Gazzillo - Raffaello Cortina Editore, pagg. 339. € 26,00
E’ finalmente una realtà il volume voluto, promosso e pubblicato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio come segno tangibile dell’impegno scientifico della disciplina psicologica, cui hanno collaborato numerosi ed eminenti esperti in questo ambito italiani e stranieri.
Il volume è diviso in due parti: nella prima vengono analizzate natura e funzioni della diagnosi psicologica, nella seconda sono illustrati i principali strumenti di valutazione e le nosografie di riferimento.
Gli argomenti trattati riguardano il rapporti tra la diagnosi e la formulazione del caso, il ruolo della soggettività del clinico e del paziente nel processo di valutazione psicologica, la relazione tra personalità e psicopatologia, il contributo delle neuroscienze.
Vengono inoltre esaminati i punti di forza e i limiti di alcuni sistemi e strumenti diagnostici internazionali – dal DSM alla SWAP, dal PDM all’OPD -, le cause dei più frequenti errori diagnostici, il rapporto tra diagnosi psichiatrica e diagnosi psicologica, l’uso dei test nel processo di valutazione e il problema della restituzione della diagnosi.
(recensione del 25/8/2009)
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IL SOGNO E L’ERRORE Gabriella Ripa di Meana Casa Editrice Astrolabio, Roma, pagg. 196, € 18,00
I lapsus che inceppano la lingua, gli errori che cambiano le carte in tavola, i sogni che evocano storie frammentate e sconvenienti, i sintomi che guastano i nostri comportamenti, se letti come tracce dell’inconscio offrono insostituibili esperienze di formazione e di conoscenza.
In realtà, tutto ciò è spesso sottovalutato e rimosso dalla nostra coscienza, tutti presi come siamo a condurre una vita logica e razionale con il minimo dei “disguidi”.
Ma anche i cosiddetti atti mancati, i lapsus linguae, i sogni, hanno una logica, altroché!
Sono occasioni per il soggetto che non andrebbero dissipate, represse, sepolte nell’oblio. E la logica a loro sottesa fa in modo che noi non perdiamo tali occasioni (o almeno non tutte), ma conoscere tale logica non è semplice, i frammenti che pervengono alla nostra coscienza, ad esempio dei sogni, vanno analizzati e compresi all’interno di un disegno che spesso sfugge al soggetto stesso.
Riconoscere tutto questo, compito degli psicoterapeuti e degli psicoanalisti, permette di restituire all’anima di ciascuno l’universo dell’enigma, passaggio etico irrinunciabile per vivere e per reagire al particolare disagio della nostra civiltà.
(recensione del 25/8/2009)
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LA SINDROME ANSIOSA. Comprensione e trattamento dei disturbi d’ansia Gian Luigi Dell’Erba, Maria Assunta Carati, Stefania Greco e Milena Muya - Franco Angeli, Milano, pagg. 303, € 30,00
Ansia: stato patologico? Condizione fisiologica entro certi limiti? Modo di essere di alcune persone? Malattia del cervello? Della mente? Tratto di personalità? Da curare? Con cui imparare a convivere?
Insomma, molti sono stati nella storia gli approcci alla comprensione ed al trattamento di nostra sorella ansia!
Fino a giungere, come afferma il Prof. Mancini nella Presentazione, “a prospettive che considerano l’ansia una emozione ‘normale’ basica coinvolta in processi cognitivi ricorrenti e ripetitivi che hanno come tema centrale il pericolo, e secondo cui l’ansia patologica deriverebbe semmai dal tipo di scopi attivi nella mente del soggetto”.
L’obiettivo di questo volume è duplice: da una parte, migliorare la comprensione dell’ansia patologica attraverso una ridefinizione del ruolo svolto dall’identificazione categoriale dei disturbi ansiosi, dall’altra tracciare, sulla base di una comprensione unitaria dell’ansia patologica, delle procedure cliniche e terapeutiche secondo un’ottica essenzialmente cognitiva.
In particolare, gli autori pongono in luce le seguenti evidenze:
1) i disturbi ansiosi sono caratterizzati da problemi psicologici primari e secondari e da circoli viziosi di auto-mantenimento;
2) i disturbi d’ansia sono caratterizzati dalla presenza di un “atteggiamento in azione” ansioso che ha natura generale;
3) tutti i disturbi d’ansia hanno aspetti psicologici e meccanismi neurofisiologici comuni;
4) la grande varietà di processi, convinzioni e condotte è comprensibile coerentemente sulla base di un atteggiamento allarmato in azione.
Il testo presenta alcune proposte nuove rispetto alle procedure cognitiviste classiche e si propone di sviluppare una cornice generale che permette di unificare diversi protocolli terapeutici, ritenuti apparentemente differenti.
Un testo, moderno e aggiornato, che non dovrebbe mancare nelle biblioteche degli psicoterapeuti di stampo cognitivista.
(recensione del 25/8/2009)
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IL GIOCO NELLA DIDATTICA. Un approccio ludico per la scuola dell’infanzia e primaria, Rocco Quaglia, Laura Elvira Prino, Erica Sclavo (a cura di) - Erickson, Trento, pagg. 202, € 20,00
La scuola non è un gioco, ma un po’ di gioco a scuola non può certo guastare, anzi…
Se è vero che il cervello umano si predispone al massimo all’apprendimento attraverso esperienze significative sul piano emozionale, meglio ancora se positive, allora un approccio ludico alla scuola dell’infanzia e primaria è senz’altro auspicabile.
Nella prima parte di questo libro, infatti, viene spiegato come e perché giocare sia un’esigenza primaria della mente, per imparare e crescere.
Nella seconda parte si affrontano i vari ambiti in cui il gioco diventa una facilitazione per l’apprendimento, in particolare nei casi dei bambini diversamente abili o ospedalizzati e in quelle forme di educazione “altra”, tipo quella ambientale o di una lingua straniera.
Dunque l’argomento principe del libro non è il gioco nelle sue libere e creative espressioni, ma l’impiego dell’attività ludica come cornice di uno spazio relazionale e didattico tra insegnanti e allievi capace di unire le esigenze del grande mondo degli adulti con quello dei piccoli mondi dell’infanzia.
Il volume è destinato agli insegnanti, ma anche a tutti coloro che sono impegnati nelle varie agenzie educative, non ultima la famiglia. Attraverso il gioco, i genitori possono aiutare i propri figli nel quotidiano sforzo che compiono per trovare la naturale composizione del loro “io” in formazione.
(recensione del 25/8/2009)
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GRAZIE CHE TE NE SEI ANDATO La donna nella coppia: diritti e tutele dalla A alla Z di Laura Logli Cairo Editore, Milano, pagg. 159, € 12,00
Come affrontare al meglio una separazione o un divorzio? Che cosa fare di fronte a un coniuge infedele, a un marito violento, o ad un ex che non paga l’assegno di mantenimento? Come tutelarsi in una convivenza o in caso di matrimonio con uno straniero? Come difendersi da un ex fidanzato o da uno sconosciuto che ci molesta ossessivamente?
Molte donne, nella falsa convinzione o nell’illusione di dover/poter fare tutto da sole, non riescono a vedersi riconosciuti i diritti, e non conoscono i doveri, che derivano da relazioni affettive e familiari terminate o problematiche.
Laura Logli, avvocato ed esperta di psicologia giuridica, guida le lettrici di questo “manuale di sopravvivenza” – anche attraverso esempi e testimonianze – in un percorso alla scoperta degli strumenti che la giurisprudenza offre a tutte le donne per salvaguardarsi nei rapporti affettivi da un punto di vista personale, legislativo e anche economico.
Con un’esperienza e una sensibilità rare, l’autrice trasforma il viaggio nel mondo del diritto di famiglia in un viaggio fin dentro i nodi più profondi della femminilità, svelandone gli stereotipi più comuni.
E’ il viaggio che tutte le donne, felicemente in coppia o in crisi, dovrebbero compiere almeno una volta nella vita, per sapere cosa è meglio per sé, come difendere la propria persona e tutelare la propria dignità. Insomma, per trasformare anche gli eventi più dolorosi della vita affettiva in un’occasione di crescita e di rinascita.
(recensione del 25/8/2009)
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PSICOLOGO DOMANI Manuale per la preparazione dell’Esame di Stato di Cesare Kaneklin, Caterina Bozzoli Erickson, Trento, 2 voll. (prova teorica, pagg. 290, € 24,00; prove pratiche, pagg. 204, € 22,00
Nonostante cinque anni di preparazione teorica, laboratori, esperienze pratiche guidate, tirocini pre- e post-lauream, l’Esame di Stato per Psicologi è un momento fondante e, spesso, ansiogeno, per i laureati in Psicologia che così potranno accedere all’Albo professionale ed iniziare a lavorare (con tutti i “se” del caso).
Si dirà: con tutti i libri che ci sono, anche specificamente finalizzati all’Esame di Stato, c’era bisogno di un altro testo, addirittura in due volumi?
Beh, di questo sì, per motivi semplici quanto validi:
1. gli argomenti teorici affrontano con grande sintesi e, al contempo, profondità i vari temi, ad esempio della Psicologia Generale, fornendo le conoscenze di base e le tracce di possibili compiti con le ipotesi di svolgimento;
2. vengono fornite utilissime mappe concettuali che guidano i futuri esaminandi ad un ripasso veloce e coerente, disponendo di schemi in cui “a vista” si ritrova riassunto schematicamente l’intero contenuto dell’argomento;
3. sono riportati i temi già assegnati e svolti nelle diverse Università sedi di EdS;
4. sono fornite indicazioni bibliografiche aggiornate;
5. vengono in appendice riportate esercitazioni guidate e riferimenti normativi;
6. le prove pratiche sono fondamentalmente divise per “Progettazione” e “Discussione di casi” e forniscono ampia conoscenza delle prove già assegnate, dei temi svolti e delle esercitazioni guidate nei diversi indirizzi.
Insomma, un’opera indispensabile per cui si accinge a quest’ultima fatica universitaria.
(recensione del 25/8/2009)
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SIAMO SPECIALI. Storie per aiutare i bambini a capire alcune diversità di Paola Vizzier - Erickson, Trento, pagg. 127, € 15,00
Capire e sostenere la diversità umana è impegno che non sempre riesce agli adulti (che, evidentemente, in questo caso tali non sono), immaginiamo quali difficoltà essi possano incontrare a spiegarla ai bambini!
Questo libro si pone proprio questo obiettivo: esso è una raccolta di storie per affrontare insieme ai più piccoli i temi della diversità, della disabilità e della malattia. Storie che aiutano, appunto, gli adulti a spiegare ai bambini perché il loro fratellino o il loro compagno di classe ha un aspetto particolare, si comporta in un modo “strano”, non mangia le stesse cose degli altri o, a volte, si sente male.
Dunque lo scopo non è quello di fornire spiegazioni mediche, ma semplicemente dare un supporto a chi non riesce a trovare le parole… semplici… per parlare con un bambino e rispondere alle sue domande riguardo a disturbi e “differenze” quali l’epilessia, la sindrome di Down, la balbuzie, l’iperattività, l’enuresi.
Le storie potranno essere lette come favola della buona notte, in un momento di rapporto intimo adulto-bambino, ma anche in classe o nel gruppo di lavoro: in questo caso si potranno incoraggiare i bambini, una volta terminata la lettura, a raccontarsi, a esporre le proprie sensazioni ed esperienze con un disegno, con una frase o cercando a propria volta di inventare un racconto. Perché, in fondo, siamo tutti sulla stessa barca!
(recensione del 25/8/2009)
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LA COMPRENSIONE DELLA MENTE NEI BAMBINI Un laboratorio linguistico con storie per la scuola dell’infanzia di Veronica Ornaghi e Ilaria Grazzani Gavazzi Erickson, Trento, pagg. 108 + 113 tavole illustrate, € 19,00
Con l’espressione “teoria della mente” in psicologia dello sviluppo si intende la capacità di riconoscere in se stessi e negli altri la presenza di stati interni (desideri, emozioni, credenze, sentimenti e pensieri) alla luce dei quali interpretare il comportamento proprio ed altrui.
Lo sviluppo di tale abilità si rivela fondamentale nel percorso evolutivo dei bambini, poichè essa permette di instaurare relazioni efficaci ed è profondamente intrecciata con le competenze sociali, emotive e linguistiche.
Il volume approfondisce il ruolo decisivo che il linguaggio svolge nella conquista di tale importante competenza. Le autrici, dopo un ampio e aggiornato inquadramento teorico, propongono un programma di intervento, attuabile nella scuola dell’infanzia, finalizzato a migliorare la capacità dei bambini di comprendere gli stati mentali.
Attraverso il racconto di brevi storie ricche di lessico psicologico, i bambini vengono coinvolti in conversazioni guidate e pratiche narrative volte a stimolarli nell’uso di termini che fanno riferimento al proprio ed all’altrui mondo interno.
La validità di tale intervento viene supportata dagli incoraggianti risultati di una ricerca condotta in alcune scuola dell’infanzia di Milano e provincia.
Il libro contiene le storie corredate da illustrazioni a colori e suggerimenti pratici per l’attuazione del percorso.
(28/4/2009)
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STUPRATORI Profili psicologici e investigazione di Angelo Zappalà e Dario Bosco Centro Scientifico Editore, Torino, pagg. 337, € 28,00
Purtroppo la violenza, soprattutto sessuale, è in aumento contro le donne e i bambini. E’ quindi importante poter capire chi sono e come vanno trattati coloro che tale abominevole forma di aggressività esercitano, sapendo che il più delle volte quelli che “sono” stupratori tendono a recidivare.
Questo libro si occupa proprio di criminal profiling, delle tecniche di interrogatorio, dell’indagine medico-legale, dei numero del fenomeno in Italia, della terapia, della valutazione del rischio di recidiva.
Un testo fondamentale per operatori delle Forze di Polizia, avvocati, giudici, psicologi e per chiunque desideri approfondire questa fenomenologia criminale che rappresenta una drammatica attualità nel nostro Paese.
Di particolare interesse la parte che riguarda i minorenni che aggrediscono sessualmente, sul cui conto esistono ancora poche ricerche nel mondo, ed il capitolo in cui vengono illustrati gli strumenti per la predizione della recidiva.
(28/4/2009)
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EMOZIONI IN GIOCO di Lidia Piatti e Alberto Terzi Edizioni La Meridiana, Molfetta, 2008, pagg. 124, € 28,00
Corredato da una serie di “Carte delle emozioni”, questo libro vuole essere una proposta molto diretta a far attivare gli educatori, in modo giocoso, perché accostino i bambini a questo importantissimo tema, con tutte le accortezze e le prudenze che esso richiede.
Infatti, la nostra epoca storico-sociale sembra vieppiù connotata da una sorta di analfabetismo emozionale: tutti ci insegnano a parlare con proprietà di linguaggio, a leggere spaccando il capello in quattro ma nessuno ci spinge ad imparare il linguaggio dei sentimenti nostri e, ancor meno, degli altri. Il risultato è una preoccupante carenza di empatia, che espone i nostri giovani a molteplici rischi, e comunque ad una esistenza semi-anestetizzata!
Si tratta di un volume molto ben strutturato, che pone alla propria base delle motivazioni assolutamente condivisibili, specialmente nel mondo dell’Educazione: favorire i processi di apprendimento, motivazionali e decisionali; creare un clima positivo e collaborativo e potenziare le risorse del gruppo; promuovere la salute e prevenire il disagio; migliorare le relazioni e promuovere i comportamenti pro sociali; prevenire e contenere i fenomeni di bullismo; prevenire, affrontare e risolvere i conflitti; comunicare in modo assertivo ed efficace. Attraverso il gioco e attività rivolte proprio ai bambini, a cui è dedicata tutta la seconda parte del libro.
(28/4/2009)
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MANUALE DI PSICOLOGIA DELL’EMERGENZA di Fabio Sbattella Franco Angeli, Milano, 2009, pagg. 255, € 22,50
Recensire il “Manuale di Psicologia dell’Emergenza” di questi tempi significa molte cose. In primo luogo, un ringraziamento a tutti i colleghi che sono partiti o si sono messi in lista per partire per l’Aquila, insieme a tutti gli altri volontari e operatori del soccorso per i quali proporrei di istituire una giornata nazionale!
In secondo luogo, un tributo a quelle immense risorse che sono presenti in ciascun individuo e che “emergono” soprattutto nei momenti-limite. Ah, poter imparare a goderne anche in tempi ‘normali’!
La psicologia dell’emergenza è un insieme di pratiche e di saperi utili a comprendere e sostenere le menti individuali e collettive che fronteggiano eventi potenzialmente distruttivi, prima, durante e dopo il loro manifestarsi.
Si tratta di un campo del sapere e della pratica professionale che ha avuto negli ultimi dieci anni uno sviluppo considerevole ed ha accumulato una serie di conoscenze ed esperienze che richiedono oggi una sintesi puntuale.
Concepito come un’introduzione alla materia, il testo intende proprio fornire una mappa orientativa al campo della psicologia dell’emergenza con una visione ampia e articolata.
Il Manuale è suddiviso in tre parti: nella prima sono presentate le teorie e gli strumenti concettuali indispensabili per pensare l’azione e comprendere i fenomeni psicologici che si intrecciano nei contesti di crisi. Nella seconda l’attenzione è posta sulle metodologie, le tecniche e le azioni professionali che gli specialisti della mente possono utilizzare per proteggere se stessi e aiutare le vittime e i sopravvissuti. L’ultima parte riporta alcuni esempi di esperienze sul campo che mostrano come si possano sviluppare interventi complessi sia in un’ottica clinica che psico-sociale. Chiude il testo una ricca e aggiornata bibliografia tematica.
(28/4/2009)
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ASSESSMENT DEI DISTURBI D’ANSIA Metodi e strumenti nella psicoterapia cognitiva di Alessia Incerti e Antonio Scarinci (a cura di) Erickson, Trento, 2008, pagg. 351, € 23,00
Un libro sull’accertamento cognitivo nei disturbi d’ansia è una novità benvenuta nel panorama psicoterapeutico italiano non solo perché colma una lacuna, ma perché indica una direzione finora trascurata nella tecnica terapeutica di stampo, appunto, cognitivo.
Troviamo quindi capitoli dedicati all’assessment delle credenze cognitive vere e proprie secondo l’approccio classico, sia pure aggiornato, accanto a capitoli dedicati all’esplorazione dei costrutti e delle auto caratterizzazioni di tipo kelliano, alla raccolta della cosiddetta storia di “attaccamento” (concetto centrale del moderno cognitivismo clinico), alla valutazione delle teorie naif sulla cura e sul disturbo, all’uso della tecnica ABC in fase di accertamento, fino all’interessante e originale capitolo dedicato alla restituzione.
Si tratta, insomma, di un manuale completo, che non dovrebbe mancare nella biblioteca del terapeuta cognitivo esperto.
Corredato di una serie utilissima di appendici con i principali questionari e scale specifiche per questo tipo di assessment indicato per i disturbi ansiosi, depressivi e alimentari (appendice 1); per l’accertamento del worry sulle credenze centrali (appendice 2); per l’inventario delle critiche percepite (appendice 3); il Penn State Worry Questionnaire (appendice 4); la Scala multidimensionale del perfezionismo (appendice 5); la Naive Ideas Survey “Perché sto male e come penso di guarire” (appendice 6); Questionari sull’attaccamento (appendice 7); e infine, un’esemplificazione di casi di assessment e relazioni psicodiagnostiche (appendice 8).
(28/4/09)
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LA SINDROME DI ALIENAZIONE PARENTALE (PAS) Lavaggio del cervello e programmazione dei figli in danno dell’altro genitore di Guglielmo Gulotta, Adele Cavedon e Moira Liberatore Giuffrè Editore, Milano, 2008, pagg. 315, € 35,00
La prima concettualizzazione di Parental Alienation Syndrome come patologia relazionale venne delineata negli anni ’80 del secolo scorso dallo psichiatra americano Richard Gardner, che la descrisse come una condizione che può presentarsi nelle situazioni di separazione e divorzio conflittuali, per cui il figlio dà vita, in seguito alla programmazione agita su di lui dal genitore affidatario, ad una campagna di denigrazione non giustificata nei confronti dell’altro genitore.
Lo studioso ha individuato una serie di indicatori per riconoscerla ed ha avanzato proposte di intervento.
Questo volume risponde all’esigenza, ormai ineludibile, di far conoscere anche in Italia la Sindrome di Alienazione Parentale (o Genitoriale): tale concetto inizia ormai a serpeggiare in giurisprudenza e la sua conoscenza è imprescindibile per tutti coloro che si occupano, a diverso titolo, di separazione, divorzio e affidamento dei figli (psicologi, magistrati, avvocati, terapeuti della famiglia, mediatori, ecc.).
Oltre a fornire una descrizione sistematica e completa della sindrome e delle sue manifestazioni come sono state delineate nell’opera di Gardner, il libro avanza – anche attraverso l’analisi di casi trattati professionalmente dagli autori – una concettualizzazione originale della PAS e offre strumenti interpretativi e diagnostici nuovi, così da offrire alle diverse categorie professionali che si imbattono in questa perversa condizione precise indicazioni per riconoscerla, diagnosticarla, denunciarla e prenderla in carico.
Il libro offre altresì delle linee-guida per distinguere correttamente la PAS, da un lato, da quelle situazioni in cui il rifiuto del bambino è motivato da condotte reali del genitore rifiutato (maltrattamento e abuso) e, dall’altro, da quei casi in cui la preferenza per uno dei due genitori è genuina e sincera e non indotta.
(28/4/09)
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Svolge attività privata come psicoterapeuta specializzata in Medicina Psicosomatica, ha fatto parte del comitato direttivo di Riza psicosomatica ed ha elaborato una tecnica personale di utilizzo terapeutico della fiaba, su cui ha scritto il libro Guarire con una fiaba pubblicato con Feltrinelli (2006) e da Apogeo (2004) e su cui conduce corsi e seminari in varie parti d’Italia.
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LE DOMANDE DEI BAMBINI Per rispondere nel modo giusto anche ai perché più complessi e imbarazzanti di Paola Santagostino Red Edizioni, Milano, pagg. 117, € 12,00
Alle classiche domande dei bambini oggi se ne sono giunte altre, altrettanto e forse più difficili da affrontare: “Che cos’è il diavolo?”, “Perché il fuoco brucia?”, “Perché si muore?”, “Perché non devo parlare con gli sconosciuti?”.
Spesso questi interrogativi ci vengono posti dopo un TG, quando qualche notizia particolarmente tragica mette in allerta il sistema emozionale di grandi e piccini… e già… i bambini, piccoli nel corpo ma grandissimi, intuitivi, ricettivi… non si può risponder loro a tirar via, meno che mai mentendo per lenire la loro emotività, perché se ne renderebbero implicitamente conto ed aumenterebbe la loro ansia.
Per dare una risposta adeguata alle centinaia di domande che i bambini fanno agli adulti occorre capirne il senso, le motivazioni profonde e non sempre evidenti.
A volte si tratta di pura curiosità, altre volte è una richiesta non esplicita di aiuto o la ricerca di un contatto con il genitore.
Le domande poi si modificano a seconda dell’età del piccolo: ora più astratte, ora più tecniche, sottili o decisamente provocatorie, imbarazzanti…
Questo libro ci conduce nel terreno insidioso dei “perché” dei bambini. Svela con parole semplici la “psicologia” della domanda e suggerisce con numerosi esempi la “strategia” più adatta per trovare la risposta soddisfacente: il come rispondere ha spesso più importanza del che cosa rispondere.
(27/4/09)
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Ivan Illich (Vienna, 4 settembre 1926 – Brema, 2 dicembre 2002) è stato uno scrittore, filosofo, pedagogista e teologo austriaco. Viene però più spesso ricordato come libero pensatore, capace di uscire da qualsiasi schema preconcetto e di anticipare riflessioni affini a quelle altermondiste.
Il suo essenziale interesse fu rivolto all'analisi critica delle forme istituzionali in cui si esprime la società contemporanea, nei più diversi settori (dalla scuola all'economia alla medicina), ispirandosi a criteri di umanizzazione e convivialità, derivati anche dalla fede cristiana, così da poter essere riconosciuto come uno dei maggiori sociologi dei nostri tempi.
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ESPERTI DI TROPPO Il paradosso delle professioni disabilitanti di Ivan Illich et al. - Erickson, Trento, 2008, pagg. 119, € 12,00
Per iniziare, due parole sull’autore: Ivan Illich (1926-2002) è stato uno dei più importanti liberi pensatori del Novecento in ambito sociale. Le sue opere rispecchiano l’interesse verso l’analisi critica delle forme istituzionali in cui si esprime la società contemporanea nei più diversi settori, dalla scuola all’economia, alla medicina.
In questo volume egli ha voluto valutare e criticare il potere esercitato dai cosiddetti “Esperti”, che mettono la propria conoscenza al servizio degli altri. Ma le enormi risorse che impieghiamo, come singoli e collettivamente, per i servizi sanitari, per l’istruzione, per l’assistenza legale, per i servizi socio-assistenziali, portano davvero a ottenere risultati altrettanto consistenti?
I professionisti dispongono di un pericoloso potere a doppio taglio, perché il loro aiuto può accompagnarsi a una sistematica disabilitazione dei cittadini rispetto al controllo della propria vita.
A questo proposito è interessante riportare una problematica reale e attuale, a conferma della profetica lungimiranza dei timori di Illich raccolti nei suoi scritti del 1977.
«Sua figlia ha disturbi dell’attenzione in classe e crediamo che il motivo sia legato alla sua impossibilità di seguirla appieno o alla sua “inidoneità genitoriale”». In parole poverissime, il bambino è lasciato allo sbando e il papà o la mamma non sono genitori come dovrebbero. A qualunque genitore, se in buona fede, un discorso di questo tipo farebbe gelare il sangue. Eppure capita pure questo a padri e a madri che vedono sottrarsi i figli senza un oggettivo motivo, diverso da maltrattamenti, abusi sessuali, condizioni economiche precarie, abbandono. Secondo i dati dell’Osservatorio per l’infanzia della Regione Piemonte e dell’assessorato alle Politiche sociali, per la maggior parte dei casi (76,8%) gli allontanamenti dei minori non avvengono per fatti gravi ma per valutazioni “soggettive”. Si parla cioè di “incapacità genitoriale” o di “metodi educati non idonei” o ancora di “impossibilità dei genitori a seguire i figli”, che sono croci o appellativi che si portano sulle spalle la grande maggioranza di padri e madri, nonché fenomeno in crescita, tanto che dal 2000 a oggi è aumentato del 20-30%. I minori, invece, allontanati per motivi “oggettivi” sono orfani (3,63%), in stato di abbandono (9,81%) oppure maltrattati (4,72%). «Per tutti gli altri ci sarebbero degli allontanamenti impropri verso comunità o in famiglie affidatarie – denunciano le associazioni che hanno aderito al Movimento “Cresco a casa”, nato come manifesto associativo per impedire i cosiddetti “allontanamenti impropri dei bambini” - e che oltre a provocare disagio per le famiglie e per gli stessi minori, hanno anche un costo enorme».
3.500 senza famiglia
Nella nostra Regione 3.498 minori nel 2006 risultavano allontanati dalle loro famiglie naturali: di questi 2.319 erano in stato di affido famigliare e 1.179 vivevano presso comunità della Regione. I minori comunitari ed extracomunitari allontanati risultano il 10%. «Quanto costa ai cittadini piemontesi tutto questo?» si domanda Gianluca Vignale (Pdl-An) «Per i bambini in affido il costo è di svariati milioni di euro, per i minori nelle comunità è di oltre 35 milioni di euro l’anno, una cifra quest’ultima che è quattro volte superiore a quanto la Regione stanzia sulla legge per il sostegno alla famiglia. Rileviamo che oggi l’affidamento è un settore in cui la Regione investe un mucchio di soldi in modo ingiustificato rispetto al numero di persone che segue. Si sostenga perciò la famiglia e non le strutture ricettive che accolgono i minori».
Criteri di valutazione
«In campo giudiziario la valutazione e l’azione giuridica si devono fondare su elementi certi, dimostrabili e ripetibili, mentre la sottrazione coatta di minori e falsi abusi hanno un comune denominatore che trova origine nelle discipline psicologiche e psichiatriche». Lo denunciano a gran voce gli esponenti delle associazioni che hanno aderito al movimento associativo “Cresco a casa”. Secondo Adiantum, associazione di associazioni nazionali per la tutela dei minori, i tribunali ordinari, minorili e le parti in causa devono affidarsi esclusivamente a psicologi adeguatamente formati e iscritti in appositi albi, pena l’inutilizzabilità degli atti. «Solo così - afferma Vittorio Apolloni, presidente - potrà essere garantito a chiunque un processo e una conoscenza dei limiti delle scienze psicologiche e psichiatriche garantendo i terzi da insane aspettative». Così ecco cosa chiedono le associazioni del Movimento “Cresco a casa”: «un po’ più di umiltà e di buon senso, ma anche che la sottrazione dei bambini alla propria famiglia possa avvenire solo sulla base di fatti gravi e accertati o solo dopo l’acquisizione di prove oggettive attendibili, che le perizie psicologiche-psichiatriche abbiano solo valore di opinioni e non siano considerate “accertamento della verità” e, infine, che le famiglie abbiano il diritto della parità tra accusa e difesa».
Fonte: http://www.cronacaqui.it/news/apri/21228
(27/4/09)
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Pagine di libri ha intervistato Eduardo Punset. Per leggere l'intrevista clicca qui
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L’ANIMA E’ NEL CERVELLO Radiografia della macchina per pensare di Eduardo Punset - Tropea i Trofei, Milano, pagg. 312, € 16,90
Dalla IV di copertina: “A noi esseri umani piace pensare di avere un corpo (che comprende il cervello) e una mente o anima. E siamo affascinati dall’idea che questa mente, anima o spirito controlli il nostro cervello, come una persona controlla un computer. Ma quel che è certo è che ‘tutti i fenomeni che abbiamo sempre attribuito all’anima, le emozioni, la moralità, il ragionamento, la percezione, l’esperienza, derivano dalle attività fisiologiche dei tessuti cerebrali. La neuroscienza dimostra non solo che noi abbiamo un cervello, ma che siamo il nostro cervello”.
Non scienziato, ma avvocato, economista, grande e apprezzato scrittore e noto divulgatore scientifico spagnolo, Punset ha voluto affrontare i dubbi che tutti noi ci poniamo, foss’anche indirettamente o implicitamente, riguardo a un dilemma affrontato prima da filosofi e teologi, poi dagli psicologi, ora dai neuroscienziati: “Dualismo o monismo?”. C’è in noi una doppia realtà (spirito e materia, res cogitans e res extensa), oppure un’unica realtà, per quanto complessa? Domande non da poco, se pensiamo che dalla risposta che ci diamo arriviamo a credere, o quanto meno a sperare, nella sopravvivenza dell’anima o nella fine definitiva di tutto con il sopraggiungere del silenzio dei neuroni (morte cerebrale).
Certo, il cervello non è solo fatto di percezioni coscienti, depositate in memoria nelle rispettive aree primarie, né si esaurisce con le attività integrative e di pensiero rese possibili dalle aree secondarie.
L’enorme, sorprendente, originale, lavoro del cervello comprende anche atti inaspettati di creatività, prese di decisioni che ci rendono soggetti della nostra esperienza vitale, e non meri risponditori a stimoli linearmente determinati.
L’anima a cui si riferisce Punset è appunto la capacità di decidere e scegliere che, in un individuo integrato e sano, è una funzione propria del cervello, di quella parte del cervello filogeneticamente e ontogeneticamente più recente ed evoluta che è la porzione frontale. Una grossa scoperta della neuroscienza è l’aver permesso, infatti, di stabilire che l’autodeterminazione è nella neocorteccia: nei lobi frontali, come storicamente acquisito, e in quelli parietali, come recentemente sostenuto in una ricerca anglosassone condotta insieme all’Università di Chieti.
Un libro molto interessante, da consigliare a chi vuole approfondire, senza necessariamente dover sostenere un esame di neurobiologia, il ruolo del pensiero cosciente e inconscio, della percezione, delle emozioni, nella costruzione di quel “labirinto” cerebrale (o meglio mentale) in cui, ancora sorprendentemente, la maggior parte di noi riesce a ritrovarsi. Sempre. E su livelli crescenti di consapevolezza. E’ per sperimentare tutto questo che commettiamo errori…
(14/2/09)
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TRAUMA E PSICOPATOLOGIA Un approccio evolutivo-relazionale di Vincenzo Caretti e Giuseppe Craparo (a cura di) Casa Editrice Astrolabio, Roma, pagg. 437, € 35,00
Nonostante il trauma sia uno dei temi più dibattuti in campo psicopatologico, non si è ancora arrivati a una sua definizione univoca. Rispetto a chi è più incline a considerarlo il risultato di un evento oggettivamente grave per l’integrità psico-fisica del soggetto (un abuso sessuale, un incidente stradale, o assistere a un omicidio), questo libro propone una riformulazione del trauma in termini evolutivo-relazionali, come risultato della mancata elaborazione delle emozioni traumatiche, ovvero di quelle emozioni non simbolizzate nell’ambito delle relazioni primarie.
Il bambino, se maltrattato, non può sviluppare l’autostima e la capacità di comprendere gli stati mentali propri e dell’altro, qualità necessarie ad esplorare con fiducia l’ambiente circostante e quindi a costruire relazioni significative.
Le esperienze croniche di trascuratezza hanno effetti negativi su svariate aree del funzionamento del bambino (il livello biologico, la regolazione affettiva, il controllo del comportamento e il funzionamento cognitivo) dando origine, ad esempio, a somatizzazione emotiva, mancanza di controllo negli impulsi, come anche, nei casi più gravi, a stati dissociativi.
La perdita di una base sicura, insomma, rappresenta una condizione traumatica capace di predisporre il soggetto alla depressione, alla dipendenza patologica, ai disturbi del comportamento alimentare. E non sempre è in relazione con maltrattamenti espliciti, come indica il fatto che la disorganizzazione dell’attaccamento è per lo più connessa a esperienze traumatiche irrisolte del genitore, le quali si riflettono sullo stato dissociativo del bambino.
Il volume presenta i contributi dei maggiori ricercatori internazionali nel campo, esamine le possibili relazioni causali fra le esperienze traumatiche e la psicopatologia, a partire dalla teoria dell’attaccamento, dall’infant research e dalle recenti scoperte neurobiologiche sulla natura relazionale della mente.
(8/2/09)
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IL LUTTO IN PSICOLOGIA CLINICA E PSICOTERAPIA a cura di Maura Sgarro Centro Scientifico Editore, Torino, pagg. 306, € 25,00
Dolore, abbandono, strappo, perdita, angoscia, solitudine, , sofferenza, disperazione. Sono solo alcune delle parole che possiamo associare ai sentimenti che si provano di fronte alla morte di una persona cara.
Nella vita di ogni essere umano provare dolore per un lutto è un’esperienza inevitabile: quando tale esperienza rimane all’interno dei confini della normalità, mobilitando fisiologici meccanismi di difesa, il senso di perdita viene gradualmente “metabolizzato” da quella particolare funzione della mente che in questo libro viene chiamata “elaborazione naturale di un’esperienza luttuosa”. Ma quando l’evento doloroso supera i confini di quella che possiamo chiamare una situazione stressante, allora vengono severamente sfidate le nostre capacità di far fronte alla sofferenza vissuta. L’angoscia ha il sopravvento, dare un senso al dolore provato sembra impossibile, non si riescono più a sostenere gli impegni della vita quotidiana: si entra così in una dimensione di patologia, l’esperienza diventa trauma, la perdita malattia.
In estrema sintesi, il nostro obiettivo di terapeuti è quello di aiutare chi soffre a trovare la forza di dare un senso a quanto è avvenuto. Questo pensiero clinico è in sintonia con la bella immagine della curatrice di questo volume, quando nelle conclusioni sottolinea come un intervento psicoterapico riabilitativo deve sostenere la vis medicatrix naturae che è presente in ognuno di noi: il lutto è un viaggio “naturale” compiuto da tutti i viventi. A un certo punto della vita incontriamo la morte e con essa apprendiamo tante verità, scopriamo segreti, piangiamo, proviamo emozioni pesanti e inaspettate come schiaffi in piena faccia. Ma riconsideriamo anche il rapporto con il defunto. E scorgiamo il nostro futuro. Da soli sì, ma infine capaci “di riveder le stelle”.
(8/2/09)
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Mi chiamo GIANFRANCO TRAPANI e sono nato in un piccolo paese ligure, sulle sponde di un torrente, in mezzo agli ulivi, alle margherite, ai garofani ed alle rose a Vallecrosia provincia di Imperia il 28 Ottobre 1955. Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia con Lode nel 1980 presso l'Università di Torino e Specializzazione in Pediatria con Lode nel 1984 presso la stessa Università.Sono Direttore della Scuola di Omeopatia, Fitoterapia e Bioterapie per medici e farmacisti della sede di Genova della SMB Italia dall’anno dal 1998-1999 ad oggi.
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MAMMA, MI PRENDONO IN GIRO PERCHE’ SONO GRASSO Per affrontare in modo competente il problema dell’obesità infantile di Gianfranco Trapani Edizioni RED, Milano, pagg. 142, € 12,00
In Italia il numero di bambini sovrappeso o obesi è particolarmente elevata. E in continua ascesa. D’altronde, è comprensibile: passare lunghi pomeriggi davanti a uno schermo (TV, videogiochi, simulazioni di sport stando rigorosamente fermi, e chi più ne ha più ne venda!), per poi alzarsi e andare a prendersi 1, 2, 3, n… merendine, non è proprio lo stile di vita più sano per maschietti e femminucce in assenza di moto e, di conseguenza, di socializzazione, di esperienze reali, di scambi affettivi, ma anche metabolici!
Per contrastare questo problema, a sua volta fonte di altri disturbi anche gravi nell’infanzia e, successivamente, nell’età adulta, occorre fare attività di prevenzione e seguire efficaci modelli di comportamento.
Questo libro rappresenta un valido aiuto per tutti i genitori. Fornisce indicazioni chiare sull’alimentazione per la mamma in gravidanza e durante l’allattamento e lo svezzamento: fasi che influiscono significativamente sulla costituzione del bambino.
Inoltre propone, per tutta la famiglia, una serie di comportamenti alimentari corretti, suggerimenti per scegliere i cibi più adatti nonché tante ricette per prepararli in modo salutare, e un adeguato stile di vita.
E poi magari, una bella passeggiata a piedi o in bicicletta, insieme a mamma e papà, a godersi le bellezze del paesino o della metropoli in cui si vive. Alla riscoperta di una realtà, affettiva e materiale, più bella - sicuramente - di quella virtuale. E poi, una volta tornati a casa, stanchi e affamati, un bel piatto salubre ed equilibrato di cose buone e nutrienti.
Insomma, riappropriamoci di uno stile di vita sano: abbasso gli umanoidi, evviva gli esseri umani!!
(8/2/09)
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