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Marsilio


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COLLEZIONISMO D'ARTE A VENEZIA. Il Seicento, a cura di Linda Borean e Stefania Mason - Marsilio Editore pagg. 448 € 35,00
Con questa pubblicazione si inaugura una collana dedicata al collezionismo artistico a Venezia in età moderna, strutturata in tre volumi che coprono un arco temporale compreso tra le origini documentate del fenomeno e il primo Ottocento, quando, dopo la caduta della Serenissima e la donazione di Teodoro Correr delle sue raccolte alla città, si apre un’epoca per molti aspetti del tutto nuova del collezionismo cittadino. Stagione cruciale in tale contesto è il XVII secolo, qui trattato a partire dal 1615, anno in cui Vincenzo Scamozzi registra il passaggio da collezioni di matrice cinquecentesca a gallerie connotate da una sensibilità spiccata, se non esclusiva, per le pitture. Composto da saggi tematici che illuminano tipologie di opere, aspetti del mercato dell’arte, presenze forestiere di artisti, collezionisti e agenti, questioni storiografiche e dall’analisi di due casi-studio di raccolte particolarmente significative per i loro proprietari (una casata di antica nobiltà e una famiglia di homines novi) e formazione, il volume è completato da un corpus di oltre quaranta voci biografiche su raccoglitori, mercanti, agenti, diplomatici e critici che hanno assunto un ruolo determinante nelle vicende collezionistiche del Seicento lagunare: accanto a personalità in parte note, ne compaiono numerose altre dal profilo sinora indefinito nonostante la loro rilevanza nel panorama del tempo. Un’appendice di inventari inediti offre un campione rappresentativo per posizione sociale del proprietario, modalità di compilazione e ricchezza di contenuti, spaziando dall’inventario post mortem a quello redatto dal collezionista, dall’inventario d’artista a quello di uno dei più importanti agenti attivi a Venezia nel secolo in esame.
(dalla seconda di copertina)
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Mariuccia Teroni è docente di laboratorio di editoria multimediale presso l'Università di Milano, ha collaborato alla realizzazione editoriale di oltre 200 volumi. Nel 1987 ha fondato con Giampiero Lotito Il Grifone, una delle società pioniere in Italia nell'introduzione delle tecnologie digitali per la comuniczaione, creando la prima rivista universitaria privata in Italia: Student Magazine
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Manuale di redazione di Mariuccia Teroni - Apogeo, pagg. 392 + appendice a colori Euro 35
Penso di non dire una castroneria affermando che l'editoria l'ha di fatto inventata Johann Gutenberg e che dalla prima stampa con caratteri mobili sono passati più di 600 anni. Detto ciò non si può credere che in questo lasso di tempo non si siano sviluppate figure e professionalità che hanno reso quest'"arte" complessa e diversificata nei ruoli. Quest'antefatto ha lo scopo di dissuadere chi crede che oggi con un computer e un software di word processing (word, worpad, etc...) si sia semplificato il tutto ad un unico operatore, colui che scrive, impagina e magari pubblica su internet. L'opera editoriale, serva essa per realizzare un quotidiano, un libro, una newsletter o un sito web, deve essere prodotta seguendo precise regole "grammaticali" o procedurali, se preferite, ma imparare tutti i mestieri che sono parte di questa catena è assai complicato. Questo Manuale di Redazione di Apogeo, spiega le varie fasi necessarie, rivela piccoli trucchi e segreti di chi fa questo lavoro e offre gli strumenti ad aspiranti redattori, giornalisti, scrittori, blogger, ricercatori, docenti e studenti, consigli, regole e insegnamenti indispensabili per raggiungere in modo autonomo un prodotto soddisfacente, almeno editorialmente parlando. Il titolo del libro ben fotografa il contenuto: Manuale di redazione è un vero e proprio manuale, e come tale consultabile nei capitoli ai quali siamo interessati senza obbligarci a studiare tutto. Mariuccia Teroni propone al lettore in un compendio estremamente ricoo, le norme, le codifiche, le procedure ormai standardizzate e consolidate nel tempo, e quelle che invece oggi sono fortemente condizionate dall'introduzione e diffusione delle tecnologie digitali, per molti aspetti fluttuanti e mutevoli. Se non sapete cosa sono la prima o la quarta di copertina, o la stampa in sedicesimi, o le composizioni del colore con il sistema pantone, o infine come funziona un software di impaginazione come Ventura o Page Maker, questo libro fa per voi.
(recensione di Maurizio Amici 29/11/07)
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Osvaldo Cavandoli nasce a Toscolano-Maderno il 1 gennaio 1920, ma la sua famiglia si trasferisce a Milano due anni dopo. Dopo aver frequentato un Istituto tecnico professionale, nel 1937, a soli 17 anni, trova un lavoro come disegnatore industriale, prima all'Alfa Romeo, poi alla ditta d’armi Cemsa di Saronno, che impiega fino al 1942, quando comincia a pubblicare vignette di satira politica. Nel 1968 Cavandoli crea La Linea, il suo personaggio più famoso, che nel 1969 viene scelto come testimonial per la pubblicità delle pentole dell’ingegner Emilio Lagostina: produce 37 filmati in sei anni, vincendo il premio della critica ad Annecy nel 1972 ed a Zagabria nel 1973. Mentre la realizzazione di questi film continua, realizza i minifilm L'amore è la fine, Attenti alle colombe! (prima in bianco e nero, poi a colori) e La Linea a colori. Nel 1972 esce anche il volume La Linea per l'editore Bompiani, e vince lo Yellow Kid e il Premio Bordighera per la letteratura umoristica. Tra il 1972 ed il 1973 produce, inoltre, Felice Siconservi, azzecca proverbi per la pubblicità televisiva del lievito Bertolini e nel 1975 La Linea viene pubblicata su Il Giornalino. Osvaldo Cavandoli muore nel suo appartamento di Milano la mattina del 3 marzo 2007, all’età di 87 anni. Pochi giorni dopo a Cartoomics, annuale salone della Fiera di Milano, il mondo del fumetto e dell'animazione gli tributa un affettuoso omaggio e saluto, e gli schermi dove vengono proiettati o trasmessi i suoi filmati sono seguiti da un pubblico entusiasta.
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Mon Amour Linea di Osvaldo Cavandoli, Gallucci Editore, 29 pp. con DVD, 18 Euro
E’
questione di Linea
Per noi che
andavamo a letto “subito dopo Carosello” gli spot a cui assistevamo ogni sera
(e che all’epoca si chiamavano réclame…) hanno prevaricato il tempo e la stessa
marca pubblicizzata, al punto da seguirci nei nostri ricordi come flash a cui
ripensare ogni tanto con nostalgia.
Personalmente,
e non credo di essere il solo, sono sempre rimasto affascinato dalle avventure di
Linea, l’irascibile omino uscito dalla magica matita di Osvaldo Cavandoli, il
creatore di Linea scomparso recentemente e che negli anni ’60 aveva
definitivamente lanciato l’immagine delle pentole a pressione Lagostina.
In
un’Italia che non era ancora definitivamente industrializzata, Carosello ed i
suoi interpreti e protagonisti ebbero un ruolo decisivo nella consacrazione di
marchi e prodotti che solo allora iniziavano ad essere riconosciuti e
riconoscibili nelle nostre case: il tratto inconfondibile di Cavendoli ne è
rimasto forse il simbolo più evidente. L’omino in continuo movimento ed in
continuo dialogo con la mano dell’autore che dall’alto lo guida, lo sprona, lo
risolleva e lo ispira, la scarnezza del tratto e un continuo interloquire, quasi
sempre in modo iracondo ed incomprensibile ma assolutamente intuitivo, ne fanno
una figura assolutamente unica e che non merita di essere dimenticata.
In questi
giorni, per i tipi di Gallucci, è uscito un bel volumetto dal titolo “Mon amour
Linea” con alcune splendide tavole di Cavandoli e soprattutto un DVD che
raccoglie 15 sketch che possono dare il senso (ed il ricordo…) di un omino che
ha attraversato la nostra fanciullezza e che, a dispetto del tempo, è ancora felicemente
attuale.
Una idea originale
per una strenna di Natale, magari per far comprendere ad un giovane un momento
della realtà italiana e della nostra vita lontana nel tempo o anche solo per ripensare
a com’era quando si andava a letto “subito dopo Carosello”…
(Recensione di Luigi Brunamonti) 7/12/2007)
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