Stefano dell'Orco, un bravissimo montatore TV ci parla del suo lavoro in uno "speciale" di Maurizio Amici sul montaggio televisivo
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Nella sezione Archivi troverete l'elenco completo, mese per mese dei libri che abbiamo recensito, le notizie degli editori, le interviste con gli autori
Invia i tuoi commenti su uno dei libri che abbiamo recensito, saremo lieti di publicarli su Pagine di libri.
Marty Becker è un affermato veterinario e un gradevole comunicatore, Gina Spadafori come giornalista si occupa da sempre di animali. Insieme hanno scritto questo delizioso, utilissimo e spassoso compendio di domande sui gatti, dalle più ovvie alle più strane. Gattofili lettori, non illudetevi di sapere già tutte le risposte: anche quelle alle domande più comuni su salute, comportamento, gestione pratica del piccolo felino vi soddisferanno e vi insegneranno molte cose nuove, soprattutto perché si tratta di un approccio immediato, strutturato in micro-capitoli in forma di domanda e risposta, scientificamente accurati come ci si può aspettare dal “veterinario più amato d'America”, con la collaborazione di grandi professionisti del settore. Ma è un libro anche e soprattutto divertente, condito di aneddoti e battute che un vero amante dei gatti non può che trovare irresistibili.
Si legge d'un fiato, pensando pagina dopo pagina :”Vero! Anche il mio micio fa così!; e volentieri si rilegge e si tiene a portata di mano per consultarlo e sfogliarlo ogni giorno.
(25/8/2009)
“I gatti di Casanova. Come gli animali ci svelano le arti della seduzione” Giorgio Celli - Edizioni Piemme Pagg. 191 € 14,20
Siamo nel cuore di Bologna, tra le case del centro storico: sui cortili e sui giardini, emulo del cugino leone nella savana, regna il gatto. Per essere più precisi, sono i “randagi in adozione libera”, lasciati per lo più da studenti universitari ormai tornati alle loro case, a farla da padrone. Sotto l'occhio scientificodi Giorgio Celli, vero catofilo, le scene di seduzione e amore che hanno per protagonisti i domestici felini, inclusi quelli che lui stesso ha, forniscono lo spunto per un curioso viaggio lungo gli affascinanti percorsi della natura e dell'evoluzione, verso la comprensione dell'ars amandi regolata da leggi a volte ferree, a volte sfuggenti, ma sempre belle da scoprire.
Se solo usiamo la lente d'ingrandimento dell'etologia, impariamo a cogliere nei nostri stessi comportamenti in amore il filo conduttore della spinta evolutiva e la pulsione alla diffusione dei geni. In fin dei conti, che cos'è il leggendario Casanova se non l'incarnazione della seduzione e del desiderio irrefrenabile di unire il proprio p atrimonio genetico a quello di creature conspecifiche quanto più desiderabili? Sembra un concetto un po' complesso e farraginoso, eppure con l'immaginario dialogo tra l'autore e il celebre personaggio storico possiamo comprendere, tramite esempi presi dal comportamento dei nostri animali, che in fin dei conti sono con noi strettamente imparentati, questi meravigliosi meccanismi.
Ed ecco che il trasgressivo Antonio Casanova, anziché essere un libertino anticonformista, si mostra il più ligio alle leggi della natura, in quanto instancabile amatore: delle donne, della bellezza, dell'amore stesso.
(25/8/2009)
Nel 1956 Danilo Mainardi si laurea a Parma in biologia. Dal 1967 fino al 1992 ha insegnato prima Zoologia, quindi Biologia generale e infine Etologia presso l'Università di Parma, nelle facoltà di Scienze e di Medicina. Dal 1973 è direttore della Scuola di etologia del centro Ettore Majorana di cultura scientifica di Erice. Attualmente è professore ordinario di ecologia comportamentale presso la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche Naturali dell'Università "Ca' Foscari" di Venezia.
È presidente onorario della LIPU (Lega italiana protezione uccelli), dopo esserne stato per molti anni presidente nazionale.
Si è occupato principalmente dell'evoluzione del comportamento sociale e sessuale. In particolare della scelta sessuale, dimostrando l'importanza dell'apprendimento precoce nel determinare le preferenze sessuali. Con i suoi studi sull'aggressività ha dimostrato che non esiste appetenza per questo comportamento. Tra i risultati più importanti della sua ricerca è sicuramente la scoperta che anche le specie animali posseggono in certa misura la capacità tipica dell'uomo di produrre e trasmettere cultura, di trasferire, cioè, da un individuo ad un altro, soluzioni di problemi e innovazioni.
La bella zoologia, di Danilo Mainardi - Cairo Editore, Pagine 253 € 16,00
Danilo Mainardi è giustamente orgoglioso di potersi definire con le parole dantesche “…chi dietro a li uccellin sua vita perde…”: etologo di fama, professore universitario e divulgatore di successo noto al grande pubblico per i suoi preziosi interventi nelle trasmissioni scientifiche di Piero Angela, l’autore di questo bel libro è anzitutto un uomo appassionato, del tutto innamorato di questa complessa disciplina che è la zoologia. Salta subito all’occhio questa passione, sfogliando le pagine del volume, per i bei disegni a matita realizzati dallo stesso Mainardi, schizzi di grande potenza espressiva nella loro semplicità, che accompagnano un testo di grande rigore scientifico ma allo stesso tempo incantevole e appassionante come un romanzo.
Il libro è diviso in quattro parti, la prima dedicata all’intelligenza degli animali, con racconti quasi incredibili su come svariate specie affrontano i problemi quotidiani di cibo, rifugio, riproduzione: conosciamo così ad esempio il peculiare metodo di difesa dai pipistrelli messo in atto dalle falene, l’organizzazione sociale dei topolini, o ancora le capacità di molti animali di accumulare scorte di cibo per i tempi duri.
La seconda parte è dedicata a storie e ritratti di alcune specie a rischio di estinzione, come la foca monaca e lo storione, ma anche di specie dai particolari talenti adattativi, come è stato per i mustang americani ed è oggi, con la conseguenza di grossi squilibri nei nostrani ecosistemi fluviali, per il pesce siluro.
Nella terza parte fa da protagonista il concetto dell’evoluzione, che l’autore difende come teoria che sta alla base di una comprensione profonda del nostro mondo: affascinanti i racconti sulla nascita degli uccelli a partire dai rettili preistorici, ma anche quelli su specie a noi contemporanee che si adattano a un mondo sempre più tumultuosamente trasformato.
È infine l’uomo il protagonista della quarta parte, naturalmente nel suo rapporto con le altre specie animali: quelle che con l’uomo convivono, come l’insostituibile cane, o quelle che gli somigliano per svariati motivi, come nel caso dei metodi didattici di mamma gatta o della umile chioccia.
Suddiviso in agili e brevi capitoli, questo piacevolissimo libro si può gustare poco per volta così come “divorare” e poi rileggere: affascinerà sia chi è già innamorato degli animali, sia chi ne è solo incuriosito, lasciando il lettore con una gran voglia di imitare l’autore nell’osservare le creature che ci circondano con occhio consapevole e appassionato.
(19/5/09)
Il mio gatto è un mito. Storie, leggende e favole del mondo a quattro zampe di Gerald e Loretta Hausman - Baldini Castoldi Dalai editore, 2007 pagine 248 € 6,90
Guardando negli occhi un gatto si può intuire che non ci dice tutto quello che sa, dietro lo sguardo magnetico e i lunghi baffi. Se anche voi almeno una volta siete stati sfiorati dal desiderio di indagare sul mistero felino, leggete e gustate questo libro: in trentuno capitoli ciascuno dedicato a una razza o a un tipo di gatto partico lare e alla caratteristica felina che meglio rappresenta, farete un viaggio virtuale nel tempo e nello spazio alla scoperta di ciò che il gatto ci racconta di sé dall'alba della storia, nelle culture più antiche, fino ai giorni nostri, da un capo all'altro del globo.
Farete conoscenza con gatti leggendari e sacri, come le razze di origine egiziana o quelle del lontano Oriente, ma anche con felini più prosaici e a noi familiari. Leggendo dell'abissino imparerete che è immortale, farete conoscenza con il gatto Angora e le sue doti angeliche, dalle pagine miagolerà orgoglioso il Britannico a pelo corto, gatto letterario, farà mostra di sé il gatto parlanteOrientale a pelo lungo, e così molti altri. Per ognuno di loro, una raccolta di leggende, testimonianze e documenti fa da presentazione alle caratteristiche della razzaprotagonista.
Vero e unico protagonista però alla fine è lui, il gatto archetipico che ciascun felino domestico, blasonato o no, rappresenta con orgoglio, senza mai rinunciare a quel pizzico di mistero e imponderabilità che tanto affascina il suo compagno umano.
(12/5/09)
IO E DEWEY di Vicki Myron, con Bret Witter Sperling & Kupfer, 2008 Pagg 278 € 17,90
L’Iowa è un’immensa distesa di pianure coltivate nel cuore degli States. Qui vive da sempre Vicki Myron, che nel 1988 è direttrice della Biblioteca di Spencer, una cittadina operosa che sta facendo fronte come può alla pesante crisi agricola di quegli anni. Quell’inverno, il termometro scende decisamente sotto zero, ed è al mattino della notte più fredda dell’anno che, nella cassetta metallica aperta verso l’esterno per la restituzione dei libri in orario di chiusura della biblioteca, Vicki ritrova un gattino semiassiderato, sporco e malconcio. Il bagno caldo, che rivela la pelliccia rossa sotto lo sporco, lo rianima e i primi timidi passi sulle zampette malconce sono per ringraziare le persone della biblioteca che lo hanno salvato, per farsi accarezzare e fare le fusa. Da allora diventa il beniamino della biblioteca, dove inizia a farsi conoscere subito dalle persone: la sua missione è quella di accogliere alla porta chi entra e prodigarsi per dare a ciascuno un po’ di sé. Chi entra con cuore pesante per consultare gli annunci di lavoro, trova quel micio salvato dall’assideramento pronto ad elargire coccole, quasi a dire che ci si può risollevare da ogni situazione; i bambini rimangono estasiati dalla sua presenza, soprattutto una bambina disabile che produce i suoi primi balbettii per l’emozione di avere il gatto tra le braccia. Con una sorta di piccolo concorso viene stabilito il nome del gatto, che sarà Dewey Readmore Books, niente di più adatto per un vero micio di biblioteca. Certo, anche Dewey ha i suoi difetti, ma anch’essi adorabili: fa cadere schedari con le sue corse, ruba gli elastici per mangiarseli, si arrampica su per gli scaffali fino ai lampadari. Le persone lo cercano, fanno a gara per ottenere la sua attenzione, e Dewey la elargisce con felina saggezza, riuscendo a indovinare sempre qual è la persona che in quel momento ha proprio bisogno di lui e di averlo in braccio. La biblioteca, grazie a lui, si anima sempre di più e le persone cominciano a incontrarsi, a fare fulcro attorno a quella che è poi la casa di Dewey. La storia del micio, per passa parola e articoli su giornali via via a più larga diffusione, fa il giro del mondo.
La storia di questo gatto dai modi così semplici e così straordinari commuove, fa sorridere, fa pensare, perché è la storia dell’amore di Dewey per le persone che lo hanno salvato, accolto e amato, un amore straordinariamente e semplicemente ricambiato, che si allarga anche all’intera città di Spencer che attorno a lui e alla sua dolcezza e simpatia ha trovato coesione e senso in un momento di crisi, e a tutte le persone che nel mondo hanno conosciuto la sua storia e hanno avuto la fortuna di incontrarlo.
(12/5/09)
Se un leone potesse parlare - L'intelligenza animale e l'evoluzione della coscienza di Stephen Budiansky - Baldini Castoldi Dalai editore pagg 316, € 7,90
"Se un leone potesse parlare, noi non lo capiremmo". Con questa frase di Ludwig Wittgenstein l'autore di questo acuto saggio stigmatizza il problema centrale della ricerca scientifica sull'intelligenza animale.
Partendo da solide basi teoriche, il libro passa in rassegna gli studi sperimentali sull'argomento dagli albori del comportamentismo ad oggi, insieme a una vasta raccolta di aneddoti inerenti gli animali appartenenti a diverse specie, ritenute comunemente, a torto o a ragione, più o meno "intelligenti". Ne viene fuori una lettura sì impegnativa per il rigore dell'analisi scientifica e per la complessità dell'argomento, ma anche divertente e senza dubbio illuminante per come mette a nudo le ambiguità del concetto di intelligenza così come noi lo applichiamo alle altre specie, scoprendo una incurabile tendenza all'antropocentrismo anche in esperimenti condotti con apparente rigore. In sostanza, risulta difficile sfuggire a un'idea tipicamente umana delle capacità della mente: siamo portati a definire intelligente un animale nella misura in cui il suo comportamento risulta simile a quello umano ed a sottovalutare ingenuamente le meraviglie dell'evoluzione e le strategie di sopravvivenza di specie che hanno caratteristiche troppo distanti dalle nostre. E' giusto misurare l'intelligenza di un animale, sia esso piccione, gatto o primate, in base a quanto riesce a dimostrare confrontandosi con numeri, lettere o altre attività tipicamente umane? Se anche un animale, per assurdo, si dotasse del linguaggio, siamo davvero certi che produrrebbe concetti per noi intelligibili?
Una lettura piacevole, illuminante e anche ironica, consigliata a tutti gli amanti degli animali che vogliono accettare la sfida di spogliarsi di romantici preconcetti: scoprirete che anche senza questo continuo filtro dell'antropomorfizzazione, i nostri animali sono ancor più degni di rispetto e ammirazione.
L’anestesiologia è una scienza in continua evoluzione tanto in medicina umana quanto in veterinaria e rappresenta il punto critico di molte pratiche, sia mediche che chirurgiche: la sedazione e l’anestesia di un cane, un gatto o un cavallo sono ormai alla portata di tutti i professionisti del settore grazie a protocolli ben definiti ed ormai consolidati dagli anni. Quante volte però ci è capitato in ambulatorio un coniglietto nano o un furetto, un serpente o un pesce ornamentale, uno xenopus laevis o un cacatua? In molte occasioni, anche al di fuori del classico intervento chirurgico, può rendersi necessario dover ricorrere a sedativi, ipnotici ed anestetici anche solo per una visita clinica in cui il contenimento dell’animale viene reso difficile od impossibile dall’animale stesso, per non parlare di situazioni particolari quali la cattura di soggetti selvatici, randagi o pericolosi. Troppo spesso ci siamo dovuti adattare “aggiustando” i ben più noti protocolli anestesiologici validi per gli animali domestici rischiando di usare impropriamente un farmaco piuttosto che un altro con le conseguenze del caso. “Elementi di anestesiologia degli animali esotici e selvatici” affronta nel dettaglio questo tipo di problematiche che ad oggi, sempre di più, si ripresentano nella quotidianità del medico veterinario. In vertiginoso aumento il numero dei professionisti che si dedicano alla medicina e chirurgia degli animali esotici, in crescita gli specialisti del settore animali selvatici, sempre di più i veterinari che occasionalmente si occupano di entrambe le discipline: in questa ottica un valido aiuto sia per l’esperto che per il neofita era necessario. Partendo dalle nozioni di base dell’anestesiologia Alessandro Mazzi ci illustra tutte le molecole utilizzabili nonché la gestione del paziente anestetizzato o sedato e dei rischi che ne possono conseguire ed inoltre molta attenzione viene prestata alla legislazione ed allo strumentario per l’anestesia e la teleanestesia, pratica molto diffusa tra i colleghi che si occupano di animali selvatici. Nella seconda parte del manuale viene trattata in maniera molto dettagliata l’anestesiologia delle singole specie divise in classi dai mammiferi agli uccelli, dai rettili agli anfibi, dai pesci fino agli artropodi. Davvero indispensabile il capitolo dedicato ai mammiferi: vista l’abissale differenza di peso, metabolismo ed alimentazione esistente tra le varie specie l’autore ha ritenuto opportuno trattarle singolarmente corredando il tutto con tabelle e disegni.
Fino a non molto tempo fa quando si parlava di “animali da compagnia” o di “pet” la fantasia non poteva che delineare nella nostra mente i tratti di un cagnolino o di un gattino, tanto che alla fine degli anni ’90 era possibile inquadrare il libero professionista in due soli grandi settori e cioè il veterinario per piccoli animali (cani e gatti) e quello per animali da reddito (cavalli, ruminanti ed avicunicoli). Oggi non è più così perchè siamo entrati nell’era degli animali esotici con l’affermazione di specialisti del settore sempre più competenti e preparati ad affrontare le diverse situazioni. Però questa tendenza, che all’inizio poteva considerarsi solo una moda ma che oggi è diventata una costante della pratica di tutti i giorni, pone il clinico che si è sempre occupato di animali convenzionali di fronte ad un unico interrogativo: come comportarsi? Solo negli ultimissimi anni si è iniziato a parlare di animali esotici nell’ambito del Corso di Medicina Veterinaria ma in maniera molto timida e superficiale: pertanto il professionista che vuole accostarsi a questo “nuovo mondo” deve necessariamente trovare dei validi strumenti di formazione ed approfondimento al di fuori dell’ambito universitario. Gli autori di “Diagnosi e terapia delle malattie degli animali esotici” hanno affrontato il problema in maniera mirata e consapevole e vista l’impossibilità di trattare in un unico testo tutte le tipologie di animali esistenti sul mercato hanno scelto le specie più diffuse al fine di fornire un indispensabile supporto teorico-tecnico e pratico non solo allo specialista del settore ma anche al medico veterinario che si occupa di animali da compagnia in generale. Provenienti dalla SIVAE (Società Italiana Veterinari per Animali Esotici) hanno racchiuso tutto il loro bagaglio culturale e scientifico in un testo ricco di immagini e di casi clinici affrontati nel corso degli anni. Ogni specie viene trattata singolarmente partendo dai concetti base di anatomia, fisiologia e gestione dell’animale esotico (alimentazione, housing, manipolazione ecc…), argomenti spesso ignoti a coloro che si sono sempre occupati di cani e gatti. Il testo si addentra nella seconda parte dedicata alle patologie specie-specifiche con particolare attenzione alla diagnostica clinica e di laboratorio ed alla diagnosi differenziale. Nell’ultima sezione di ogni capitolo vengono affrontate l’anestesiologia e la chirurgia dell’animale esotico spiegate entrambe con taglio semplice e pratico mentre una ricca iconografia accompagna ed arricchisce le varie sezioni per conferire maggiore chiarezza alla trattazione. Uno dei pochi testi in lingua italiana veramente validi.
La figura del
veterinario ispettore, prima semi sconosciuta perché in qualche modo oscurata
dal ben più noto veterinario clinico, è salita alla ribalta delle cronache e
alla notorietà presso il grande pubblico nell’infelice momento della crisi
“mucca pazza”. Lungi dall’essere l’unico allarme alimentare degli ultimi anni,
quello della BSE è stato quello però mediaticamente più ampio e se molto è
stato fatto quanto ad allarmismo e cattiva informazione, la vicenda ha però
avuto il merito di riproporre al grande pubblico l’importanza dell’igiene degli
alimenti e delle attività di ispezione e controllo svolte a vari livelli nel
nostro sistema sanitario. Questo libro è un manuale aggiornatissimo che si rivolge
principalmente agli studenti di veterinaria che affrontano un esame
fondamentale e professionalizzante come “Ispezione e controllo degli alimenti
di origine animale”. Si rivela però anche un prezioso strumento per i veterina
ri delle aziende USL che ogni giorno sono in prima linea in quella che non ha
nulla da invidiare, quanto a importanza, all’attività di un pronto soccorso: il
veterinario ispettore si occupa di garantire in maniera trasparente e super
partes che la carne che giunge nel nostro piatto risponda alle severe norme del
“Pacchetto Igiene” varato dal Parlamento Europeo in questi ultimi anni a
tutelare la sicurezza alimentare dei cittadini. Il volume affronta in maniera sistematica e puntuale le
basi normative dell’ispezione delle carni, in particolare bovino, suino,
ovicaprini ed equino, e le diverse fasi della macellazione, soffermandosi sugli
esami ispettivi effettuati dal veterinario, con particolare riguardo alla
possibile casistica e alle indagini accessorie, avvalendosi di un apparato
fotografico eccellente. Un ampio capitolo è dedicato alla carne nei suoi vari
aspetti qualitativi e commerciali. Vengono trattate quindi le carni degli
avicunicoli e della selvaggina. Il libro si conclude con le indispensabili
fonti normative e con utili quesiti per saggiare le conoscenze acquisite. Un manuale completo e indispensabile per gli addetti ai
lavori, ma utile anche per chi vuole capire fino in fondo i meccanismi e le
modalità con cui il sistema sanitario garantisce la salubrità delle carni che
arrivano sulla nostra tavola.
(8/2/09)
I nostri animali di Caterina Gromis Di Trana - Disegni di Cristina Girard Blu Edizioni, 2005 € 16,00
"I nostri animali" attira subito lo sguardo dallo scaffale della libreria, sarà per lo splendido rapace notturno ritratto in copertina, sarà per il formato accattivante un po' da album per gli schizzi di artisti e naturalisti, o meglio entrambi, fatto sta che viene voglia di sfogliarlo e si rimane subito piacevolmente colpiti dall'impaginazione, dai bellissimi disegni in bianco e nero, dai brevi capitoli che scandiscono i dodici mesi dell'anno osservando le creature del regno animale che più ci sono vicine.
La dice lunga il sottotitolo, in quarta di copertina: "Taccuino di etologia quotidiana. 12 mesi e 60 animali (per non parlar dell'uomo)". La dice lun ga sul valore scientifico unito alla scorrevolezza del testo, l'introduzione dell'etologo Danilo Mainardi, noto al pubblico televisivo per i suoi interventi nelle trasmissioni di Piero Angela e appassionato divulgatore di zoologia.
Questo è un libro da gustare pagina dopo pagina, magari seguendo la suddivisione che offre per ogni mese cinque storie, cinque animali che vivono vicino a noi, nel nostro Paese, amati come lo scricciolo o detestati come i pidocchi. Per ognuno di essi notizie scientifiche e piccole curiosità si uniscono a creare un'atmosfera di piacevole chiacchierata, di appunti di viaggio che il lettore stesso sente quasi come propri, e che si concludono con piccole notizie riguardanti l'animale-uomo, legate da una correlazione sottile o divertente con il protagonista del capitolo.
Un libro da regalare e regalarsi, soprattutto a Natale, per accompagnare il lettore tutto l'anno.
La dermatologia, in medicina veterinaria così come in medicina umana, è un nodo critico difficile da districare. Alcune malattie della cute riguardano direttamente la pelle, altre sono manifestazioni secondarie di patologie più complesse e non sempre la diagnosi è semplice ed immediata. Prendiamo ad esempio un fenomeno molto diffuso come l’alopecia: in sé il termine significa semplicemente perdita di pelo in regioni del corpo in cui normalmente dovrebbe essere presente. Niente di più semplice… ma cosa provoca l’alopecia? Le cause sono innumerevoli e molto diverse tra loro. Dietro una “chiazza nuda” si può nascondere una dermatofitosi, una demodicosi, una displasia follicolare, una rogna e chi più ne ha più ne metta. E se invece si trattasse di un problema localizzato molto più a monte e con conseguenze più gravi come un iperadrenocorticismo, un ipotiroidismo o un nanismo ipofisario? Un ulcera cutanea è dovuta ad un’abrasione o a leishmaniosi, lupus o piodermite? Un testo in grado di fare chiarezza in questo marasma di patologie era necessario. I problemi cutanei vengono classificati su base eziologica fornendo chiaramente informazioni dettagliate sulla patogenesi, sulle procedure diagnostiche, sulle diagnosi differenziali e sulle terapie più recenti. Il tutto è corredato di oltre 200 fotografie che mostrano la patologia e ne tracciano il decorso. Inoltre viene posta particolare attenzione alle condizioni fisiologiche del paziente per approcciare, in maniera corretta, al problema e scegliere con cognizione di causa il protocollo terapeutico più adeguato. Prima di trattare le varie malattie vengono dedicati ben due capitoli alla fase introduttiva (diagnosi differenziali e tecniche diagnostiche) indispensabili per andare avanti con una lettura “cosciente”. La presenza di una dettagliata bibliografia alla fine di ogni capitolo consentono un ulteriore approfondimento ove ce ne fosse bisogno.
INDICE:
Diagnosi differenziali
Tecniche diagnostiche
Malattie cutanee batteriche
Malattie cutanee fungine
Malattie cutanee parassitarie
Malattie cutanee virali, da rickettsie e protozoarie
Malattie da ipersensibilità
Malattie cutanee autoimmuni e immunomediate
Alopecie ereditarie, congenite e acquisite
Malattie congenite
Anomalie pigmentarie
Disordini della cheratinizzazione e seborroici
Miscellanea di disordini cutanei del cane
Miscellanea di disordini cutanei del gatto
Malattie degli occhi, delle unghie, dei sacchi anali e del canale auricolare
Tumori neoplastici e non neoplastici
Appendici
(14/11/08)
Vita da cani. Confessioni di un capobranco, di Caterina Gromis di Trana - Blu Edizioni, 2008 Pagine 160 € 14,00
Caterina Gromis di Trana ha nel sangue la passione per i cani: ci offre in questo libro 28 brevi racconti, ognuno dedicato a un cane degli innumerevoli che negli anni ha avuto, amato o anche solo incontrato. Conosciamo così i cani dell’infanzia, come i bellissimi pointer Gaia e Bric, madre e figlio, intelligenza sopraffina lei, sciocco lui, o Lulù, l’enorme sambernardo della bisnonna, o ancora Pataflùn, eroe per caso. Bellissimi i ritratti di cani tutt’altro che blasonati, come il delizioso meticcio detto “il Lili” o lo scontroso maremmano Ruari. Ma il cane più amato è senza dubbio Macchia, cucciolo di cocker che dopo la tragica scomparsa della sua allevatrice viene adottata e diventa per l’autrice il “miounicoverocane”, scritto così come una sola parola che riassume un rapporto complesso e unico, più che tra cane e padrone, tra compagni di un branco di cui con fatica e dedizione la donna riesce a diventare il capo. Di temperamento infuocato, ardimentosa nella caccia, intelligentissima, Macchia si dimostra anche una splendida madre e seguiamo così le vicende dei figli, dei loro padroni e in particolare di Flaque, “unicoverocane” della figlia adolescente. Nel frattempo altri cani popolano il parco di casa: Cloud è una bella setter bianca come una nuvola, orfana del padrone, destinata a ritrovare una famiglia e la felicità nonostante il carattere reso insicuro dai tristi esordi; Chaussette è un incrocio simil lupo che a fatica viene attirata da bocconcini e parole dolci, ma nella sua breve vita non riuscirà mai a integrarsi e fidarsi del tutto. Il libro si chiude con la seconda maternità di Macchia, già nonna ma ancora in grado di essere una madre perfetta.
Il lettore rimarrà conquistato dallo stile piacevole, dagli episodi divertenti ma anche dalle osservazioni etologiche precise e preziosissime. Una menzione particolare meritano i bei disegni della giovane artista Magali de Maistre.
(23/9/08)
Un maiale per amico Sy Montgomery Salani editore, 2008 220 pagine euro 13,00
Sy e Howard stanno attraversando un periodo duro: entrambi incontrano difficoltà nella stesura dei loro libri, il padre di Sy è in fin di vita, la casa dove vivono sta per essere venduta e loro non possono acquistarla. La buona sorte sembra aver voltato le spalle anche al piccolo Macchia, ultimo di una cucciolata di maiali e destinato a morte per inedia. Quando gli allevatori di Macchia affidano quel lattonzolo magro e tremante alla giovane coppia, sembra solo un vano tentativo di trovare una speranza in un mare di problemi; invece Macchia sopravvive, grazie alle amorevoli cure dei genitori adottivi, e viene battezzato con l’altisonante nome di Christopher Hogwood, in onore di uno studioso di musica antica ammirato da Howard.
Inizia così l’esaltante esperienza, del tutto fuori dal comune, di avere un maiale come amico, mentre contemporaneamente i problemi cominciano ad essere affrontati con uno spirito diverso e belle sorprese insperate giungono una dopo l’altra: Sy e Howard riescono ad acquistare la loro amata casa, e Sy affronta con coraggio la morte del padre, recupera il rapporto dolce amaro con la madre, ritrova il sorriso e la passione per il suo lavoro di naturalista e scrittrice. Le persone, vicini e conoscenti, si avvicinano incuriositi e affascinati da questo animaletto rosa e nero pieno di simpatia e intelligenza, capace di riconoscere le persone e dimostrare loro affetto, ma anche di combinare guai a non finire con le sue incursioni negli orti e lungo la strada statale. Christopher diventa la forza catalizzatrice che apre Sy e Howard a nuove amicizie e cementa le più vecchie: man mano che aumenta di peso, le persone contribuiscono allegramente ai suoi pasti luculliani con secchi colmi di avanzi prelibati, mente i bambini sono i principali protagonisti del rito del Bagno del Maiale, in cui il suino si abbandona a coccole e trattamenti di bellezza.
Questo libro è un inno alla vita e una dolcissima storia d’amore tra specie diverse: l’uomo e il maiale, legati da tanti aspetti in comune, soprattutto l’intelligenza e la capacità di relazione. Una capacità che Christopher Hogwood ha dimostrato in maniera esemplare, tessendo amicizie e dimostrando, con il suo insaziabile appetito di buon cibo e di carezze, con i suoi oltre trecento chili di rotondità, che la vita va vissuta con gratitudine e trasporto, come si gustano i profumi e i sapori delle giornate più belle.
(23/9/08)
Cani e gatti (Storia di un matrimonio) Sandra Petrignani Giulio Perrone Editore, 2008 pagine 88 € 5,00
Cosa accade, dopo dieci anni di matrimonio, a due persone dai caratteri sempre più distanti, ognuno preso dalla propria vita professionale intensa e soddisfacente? Per Giacomo e Patrizia stare insieme sembra diventato ogni giorno più difficile, nonostante l'affetto che ancora provano l'uno per l'altra: lui ha tempo solo per le vignette umoristiche che l'hanno reso famoso, lei si perde nelle meditazioni buddiste.
Questo dramma tanto incredibile quanto ordinario di due anime che non si riconoscono più l'un l'altra, afferrate dagli ingranaggi crudeli di silenzi, rancori, incomprensioni e tradimenti, si svolge sotto lo sguardo preoccupato e perplesso della gatta Malina e del cane Tango, l'una prediletta da Patrizia, l'altro da Giacomo. Proprio la presenza leggera e costante dei due quattrozampe è la lente attraverso cui emerge un ritratto dei rapporti umani e di coppia, disincantato ma anche carico di pietà e di comprensione, sentimenti che, nell'aridità di una situazione senza uscite, sembrano esclusivi dei due animali.
Il libro si conclude con il racconto "Dell'amore ricambiato", in cui l'autrice ricorda con affetto e tenerezza i cani e i gatti che hanno segnato la sua vita.
(23/9/08)
Rita Giovannelli, imprenditrice e guida turistica, fondatrice della società “Rieti da scoprire”, vive e lavora a Rieti, dove si dedica a promuovere la conoscenza delle bellezze seminascoste di questa città ricca di passato, con un’attività che le è valsa nel 2003 il premio “Benemeriti del turismo e dell’ospitalità” assegnato dall’Associazione Europea Stampa Turistica. Per i tipi della Universo Editoriale ha pubblicato “Rieti sotterranea” (3^ ed. maggio 2007).
Cosa manca alla vita agiatissima di un bel gattone rosso coccolato e viziato in un palazzo signorile di Rieti? Niente in effetti, se non che Panfilo, il protagonista di questa storia, è affascinato dai discorsi sentiti fare al suo padrone riguardo i sotterranei del palazzo e la storia antica che essi testimoniano. Così decide di avventurarsi a visitare questa misteriosa città sotterranea, più e più volte con tanto di strumenti per le misurazioni, le foto e gli schizzi. In queste sue avventure il nostro amico farà anche alcuni incontri e correrà dei pericoli, ma sarà compensato dalla singolare amicizia di due abitanti dei sotterranei.
Il libro, intelligente lettura per i bambini di 8 anni, è illustrato con grande bravura da un esordiente, Luca Vannozzi; oltre a divertire con le avventure di questo simpatico gattone, invoglia i giovani lettori alla scoperta delle bellezze dell’archeologia che spesso si celano sotto i nostri stessi piedi e aspettano solo di essere ammirate. Ispiratore del racconto è stato un vero gatto che con le guide turistiche della Rieti sotterranea accompagnava le scolaresche alla scoperta di queste meraviglie.
Edizione indipendente, contatto autrice sul sito sopra riportato. Libro fornito dalla libreria “Pickwick” di Viterbo dove l'autrice ha presentato il libro.
Guardata
prima con franco sospetto, poi con blanda diffidenza, quindi con simpatia,
ormai affermata e persino ricercata da parte di strutture ospedaliere e
socio-assistenziali che riconoscono l’importantissimo ruolo della mediazione
dell’animale in percorsi terapeutici con portatori (bambini e adulti) di
disturbi fisici, psichici e relazionali anche gravi. La pet therapy sta infatti
diventando una prassi sempre più conosciuta e richiesta non solo in ambito
sanitario, ma anche di recupero e di facilitazione nei più disparati processi
di promozione delle salute e del benessere della persona. Chi non conserva
almeno un ricordo del cieco che si affida al suo cane per attraversare la
strada? Quello si può forse considerare uno dei primi tentativi, altrochè se
riusciti, di far superare al disabile parte del suo handicap, almeno l’aspetto
pratico di potersi muovere in un ambiente non solo domestico.
Poi abbiamo
cominciato a conoscere l’ippoterapia per i ragazzi con problemi dello spettro
autistico, che imparavano a conoscere ed esprimere le emozioni abbracciati al
loro cavallo!
Quanta
strada è stata percorsa da allora! Oggi la pet therapy non è più una pratica
sconosciuta, tante specie diverse sono ormai impiegate come ausilio per diversi
tipi di disabilità. E tutto questo perché è evidente il beneficio che un
animale, più o meno grande, può apportare all’incremento del benessere
dell’individuo sofferente. Ma in cosa consta esattamente un simile beneficio? E
ancora: quale animale per quale problema? O meglio: quale pet per quale
therapy?
Questo
libro si pone precisamente lo scopo di rispondere a queste domande: dalla
teoria alle diverse pratiche di pet therapy passando per la definizione di
progetti terapeutici specifici, la pianificazione delle attività, gli animali
che meglio possono essere coinvolti nei singoli progetti, gli ambienti in cui
tali attività mediate-dagli-animali possono aver luogo, le tecniche di
approccio ed interazione, i fruitori. Perché in fondo gli animali, tutti,
ciascuno a modo proprio, comunicano, ascoltano, trasmettono emozioni, danno
affetto… e non giudicano!!
(Recensione della Dott.ssa Marisa Nicolini 30/6/08)
Mantenendo lo stile descrittivo già utilizzato per “Il gatto”, gli stessi autori ci introducono e ci guidano alla conoscenza di un’altra specie a noi molto cara: il cane. Con linguaggio informatico, al giorno d’oggi molto più comprensibile di tanti altri, Brunner e Stall, partendo dai “modelli” più arcaici risalenti ben al 10.000 a.C. (Canis lupus) e con evidenti problemi di software, ci svelano tutti i segreti delle varie “consolle” attualmente disponibili in commercio. Esistono numerosi hardwares, ognuno con un proprio sistema operativo, ma spesso nella scatola non è presente il manuale di istruzioni: per imparare ad utilizzare e sfruttare al meglio le potenzialità di questo splendido strumento serviva proprio un manuale universale, una guida pratica per l’utente comprensiva di consigli utili per la corretta installazione e manutenzione nonché di tecniche indispensabili per la risoluzione dei problemi. L’utente medio autodidatta trova spesso difficoltà non solo nella scelta del modello più adatto alle proprie esigenze, ma anche nella configurazione e nell’installazione degli accessori. Il giovane cane, ma anche il cane adulto, deve imparare ad interfacciarsi con il proprio utente e non solo: esistono molte insidie che si possono incontrare on-line durante una passeggiata al parco quali bambini, altri cani con sistemi operativi differenti e gatti. Anche il solo backup completo dei file di sistema abbondantemente utilizzati e pronti per l’eliminazione comporta delle difficoltà di gestione: la corretta raccolta e cestinatura di tali dati evita una multa salata da parte dei moderatori del forum in divisa. Altri punti chiave del manuale in questione riguardano la corretta alimentazione del sistema, la manutenzione interna ed esterna e le funzioni avanzate che solo i più esperti possono sfruttare e valorizzare. Gli autori ricordano che al momento dell’acquisto è bene verificare la presenza nella scatola di tutte le componenti essenziali.
Si chiama Baffo Di Luna, ed è un gatto nero, con un baffo chiaro come
un raggio di luna. È la quintessenza del gatto: ironico, orgoglioso,
disincantato, curioso, è voce narrante e protagonista di questo delizioso
libro, scritto per i bambini ma godibile anche per il lettore adulto, che si
appassionerà all’avventura lungo i secoli di questo micio.
Baffo Di Luna apre i suoi occhi felini per la prima volta su questo
nostro mondo nientemeno che nella Valle del Nilo al tempo dei Faraoni: venerato
come Sacro Essere, passa da un proprietario all’altro senza mai essere in
realtà proprietà di nessuno se non di se stesso, e forte di tale certezza non
risparmia nomignoli e motteggi all’indirizzo dei vari umani adoranti, man mano
che racconta di loro. Da questa a un’altra vita, viene catapultato nell’Etruria
alle soglie della conquista romana: qui il gatto non è una divinità, ma può
essere visto come una calamità da un pescatore, o come un gradevole compagno da
un fabbro, o addirittura come un segno del destino che attende il popolo
Etrusco, quando si mangia le viscere che un sacerdote si appresta a leggere.
Ma il periodo più buio arriva quando il nostro amico deve affrontare la
dura vita di un gatto nero nella Germania medioevale: perseguitato come demonio
dai più, anche quando trova persone ben disposte verso di lui deve vedersela
con la superstizione e l’ignoranza di questi strani, stranissimi umani. Ecco poi
Baffo Di Luna nel “paese bianco-latte dello Zar”, vezzeggiato da una nobile
signorina, poi compagno di un soldato e infine dei ribelli anarchici. La quinta
vita lo porta invece in un’Inghilterra dickensiana: tra signore benvestite che
prendono il tè e operai schiavi della nuova era industriale, il nostro eroe si
trova ad esibirsi nientemeno che davanti alla regina Vittoria: con quale esito,
leggerete. Ma non c’è sosta nella maratona lungo la storia del nero felino:
eccolo rinascere in Francia, prima gatto ferroviere, poi compagno di un giovane
studente. Ma la follia umana più grande incombe e Parigi è in ginocchio di
fronte all’avanzata dell’esercito tedesco.
Finalmente la settima vita di Baffo di Luna, che ha attraversato le
epoche, vissuto in diversi paesi, portato i nomi che gli hanno dato persone
diverse, buone o cattive, sciocche o intelligenti, umili o importanti, lo porta
a conoscere qualcuno che cambierà il suo destino…
Questo è un libro delicato e poetico, in molti passi divertente, in
molti altri commovente; la Storia diventa fatta di piccole storie di fronte
allo sguardo critico e impertinente di questo felino che dipinge un ritratto
impietoso ma anche affettuoso dell’umanità.
Intossicazioni
ed avvelenamenti sono fenomeni che quotidianamente si presentano nella
professione veterinaria, siano essi di origine dolosa o accidentale. Capita
spesso che il nostro cane o gatto ingerisca per errore sostanze chimiche,
piante ornamentali, piccoli insetti, alimenti avariati o, peggio ancora,
bocconi avvelenati. Intorno a noi sono numerosissimi, per non dire illimitati,
gli elementi che per ingestione, inalazione o contatto possono provocare
malesseri più o meno gravi. Spesso, in ambulatorio, giunge un animale con
sintomi generici e aspecifici, altre volte è lo stesso proprietario ad aver
assistito all’ingestione di qualche cosa di strano e ci aiuta
nell’identificazione del tossico. Tre sono i fattori determinanti, sia nell’uno
che nell’altro caso: il tipo di veleno, la quantità ed il tempo trascorso.
Alcuni veleni hanno effetto ultra-rapido come ad esempio la stricnina portando
a morte l’animale in pochissimo tempo; altri come gli organofosforici, la
metaldeide ed il glifosato (lumachicidi, insetticidi ed erbicidi) lasciano un
po’ più di tempo per reagire ed alcuni addirittura manifestano il proprio
effetto dopo giorni (rodenticidi) o mesi (alcuni metalli). La maggior parte
delle volte, comunque, è necessario diagnosticare e trattare l’avvelenamento in
tempi molto brevi e per farlo, oltre all’immancabile conoscenza ed esperienza
personale del Medico Veterinario, serve un testo di riferimento da consultare
con rapidità e che fornisca, in maniera sintetica, le chiavi per
l’identificazione degli agenti tossici e le indicazioni sugli eventuali
antidoti o principi terapeutici da utilizzare per ogni singolo caso. Questo trattato
è suddiviso in sezioni: nella prima viene affrontata un’introduzione sulla
fisiologia e semeiotica degli apparati maggiormente colpiti dai tossici,
strumento utilissimo per effettuare un esame obiettivo indispensabile per
restringere il campo di ricerca del tossico. Sempre nella stessa sezione
vengono fornite informazioni relative all’interpretazione degli esami di laboratorio
(qualora si abbia il tempo necessario per effettuarli) e sulle metodiche di
allontanamento del tossico (o di quel che ne resta) dall’organismo. Nella
seconda parte vengono trattate le sostanze chimiche in ordine alfabetico per
rendere più veloce la consultazione, grazie anche all’utilizzo di quattro
fondamentali icone poste sotto ogni principio attivo e recanti le lettere: “C”
(carbone attivo), “A” (antidoto), “E” (emesi) e “L” (lavanda gastrica) che
forniscono come primo impatto alcuni suggerimenti sul primo soccorso che può
essere prestato all’animale consigliando o sconsigliando la suddetta operazione
di “first aid”. Infatti non tutte le sostanze tossiche prevedono un antidoto e
non per tutti i veleni sono consigliati l’utilizzo di carbone attivo, la
pratica della lavanda gastrica o l’induzione del vomito; successivamente ogni
veleno viene trattato nel dettaglio a partire dal meccanismo d’azione e dai
sintomi per giungere al trattamento d’urgenza ed alla terapia. La terza parte
del testo è dedicata alle piante tossiche, così poco conosciute eppur cosi
diffuse nei prati e presenti in giardini ed appartamenti sotto forma di
apparentemente innocue presenze vegetali: tasso, oleandro e rododendro sono
solo alcuni degli insospettabili rischi che incombono, a loro insaputa, sui
nostri piccoli amici. Questo capitolo è impreziosito dalle immagini
fotografiche di alcune di queste piante. Un capitolo a parte è invece dedicato
agli avvelenamenti degli uccelli da voliera.
La medicina
di laboratorio è una scienza parallela che si occupa di supportare medici e
veterinari nel loro impegno professionale al fine di convalidare o rendere
possibile una diagnosi. Nell’intricato mondo della patologia clinica non sempre
l’esperienza e l’intuito del medico sono sufficienti a raggiungere la soluzione
del problema. Tutto questo è ancor più vero nel campo veterinario dove il
professionista si trova a fare i conti con la “reticenza” del paziente che non
è capace di dare indicazioni precise sull’entità del problema ed in questo lo
spirito di osservazione del proprietario non sempre è d’aiuto. Sia che ci si
trovi di fronte ad un caso semplice, sia che si tratti di una sindrome
piuttosto articolata, spesso è necessario ricorrere ad esami di supporto a
volte indispensabili anche solo per formulare un’ipotesi o confermare un sospetto.
Un prelievo di sangue, di midollo o di urine a volte ci aiutano ad avere
informazioni aggiuntive sull’animale che abbiamo di fronte soprattutto nel caso
di sintomi dubbi o di anamnesi muta. E una volta ricevuti i risultati delle
analisi? E’ proprio qui che iniziano le difficoltà. L’analisi di laboratorio è
un dato oggettivo ma non sempre è oggettiva l’interpretazione del dato. A mano
a mano che si procede nel tempo aumenta l’esperienza del veterinario e quindi
la capacità di interpretazione del referto di laboratorio ma anche i più
“navigati” spesso si trovano in difficoltà quando si tratta di dover “leggere
tra le righe”. Pertanto è bene avere sempre un punto di riferimento o un
elemento di consultazione. Questo testo, curato nei minimi dettagli, affronta
sia gli argomenti di base che i punti critici della questione ed infatti gli
autori propongono inizialmente un utile ripasso sulla fisiologia del sangue e
del midollo osseo e sulle metodiche di prelievo ed allestimento del campione. I
capitoli 4-5-6 esaminano nel dettaglio gli elementi corpuscolati del sangue
(eritrociti, leucociti e piastrine) focalizzando l’attenzione sui disordini
riscontrabili in corso di analisi come aumento, diminuzione ed alterazioni
morfologiche delle singole popolazioni. Nel capitolo 7 si discute di immunologia
mentre dal capitolo 8 all’11 ci si
immerge nello sconfinato mondo della biochimica clinica partendo dallo studio
ed interpretazione dei singoli enzimi fino ad arrivare ai profili d’organo nei
quali la diagnosi non viene estrapolata dal singolo dato ma dalla combinazione
ed interazione di più parametri. Il capitolo 12 affronta l’endocrinologia, un
argomento in cui nulla è scontato: l’aumento o la diminuzione di un ormone non
sempre dipende primariamente dalla ghiandola che lo secerne ma dallo stretto
rapporto esistente tra più apparati: ad esempio surrenali, paratiroidi, tiroide
e pancreas endocrino non svolgono un lavoro indipendente ma rigidamente
coordinato da una serie di meccanismi non sempre facilmente interpretabili.
Infine nella parte finale del testo vengono proposti casi clinici e tavole a
colori che esemplificano e rendono più rapida la comprensione degli argomenti
trattati in precedenza ma soprattutto rendono pratica l’applicazione di molti
concetti di non sempre facile applicazione.
(14/5/08)
Gianpietro Scalia attualmente vive e lavora a Piacenza. Medico
ospedaliero, appassionato di letteratura e informatica, scrive da
sempre per esorcizzare l’indifferenza. La Strega e il Condottiero è la
seconda opera pubblicata, dopo La Piazza Viaggiante dei Sogni e delle
Illusioni (2° classificato Premio Kriterion 2006). g.scalia@libero.it è
il suo indirizzo di posta elettronica.
Brevissima
storia di una bambina e di una gatta che volevano vivere aggrappate alla luna,
di Gianpietro Scalia - Edizioni Angolo Manzoni 2008 pp. 104 Euro 10,00
La
protagonista di questo breve romanzo è una bambina ammalata di una grave e
rarissima forma di paralisi progressiva che la costringe a letto in ospedale.
Tutto il suo mondo è racchiuso nella sua stanzetta ed è popolato dalle persone
che si muovono intorno a lei: il padre, che non riesce a nascondere la sua
angoscia nel tempo che trascorre con la piccola; la bellissima infermiera
Sasha, che oltre ad accudire la bimba ne ascolta le fantasie e le riflessioni;
il burattinaio Erik, dolce e profondo narratore di favole e di vita; i bambini
delle stanze accanto, Zoe il talassemico che sa sempre tutto e Akuro che
diventa il fidanzatino della bambina. Sullo sfondo si muovono i medici che
osservano, fanno esami, parlano spesso in maniera incomprensibile e sembrano
desolatamente impotenti contro l'avanzare della fatale malattia.
Ma la
coprotagonista di questa struggente storia è la Gatta Anemica, un burattino
dono di Erik per la bambina che non può più andare ai suoi spettacoli nemmeno
sulla sedia a rotelle. La Gatta è solo un pupazzo, ma Zoe sceglie per lei un
nome (Anemica, perché priva di sangue, e questi piccoli pazienti hanno grande
esperienza di diagnosi mediche...) e la bambina ne fa la sua compagna dandole
vita: la Gatta si alza, si stiracchia, fa le fusa, a volte scende giù dal
lettino e si nasconde chissà dove... Ed è questa piccola creatura che una
notte, saltando sul davanzale della finestra, si mette a fissare la luna e fa
decidere alla bambina che è lì che si recherà: sulla luna, aggrappata ad essa,
un posto da dove continuare a vedere i suoi amici e il suo mondo.
Una storia
struggente e poetica, scritta da un medico con la passione per la letteratura,
che in queste pagine fa emergere con grande delicatezza la sua forte carica di
umanità sicuramente nata dalla propria esperienza professionale.
Il libro si
distingue anche per la grafica interna, concepita per gli ipovedenti e
gradevolissima per la lettura: grande formato pur se maneggevole, caratteri in corpo
16, spaziature più ampie.
(Recensione
di Linda Sartini 10/4/2008)
LORENZO LUCHETTA, nato a Firenze nel 1975, è un
appassionato di mammiferi domestici e selvatici con particolare riferimento
alle razze cunicole ornamentali. Appassionato di fotografia è divulgatore
naturalistico fin dal 1996 e collabora con alcune riviste specialistiche del
settorescrivendo articoli tecnici e
fornendo materiale fotografico
Il coniglio
è un animale da sempre presente nella tradizione agricola del nostro Paese e da
alcuni anni a questa parte ha assunto anche un ruolo fondamentale come animale
da compagnia. Molto è stato scritto sia sul tema del coniglio da carne che del
coniglio nano cercando di far chiarezza su argomenti chiave come
l’alimentazione, l’allevamento, la gestione, la riproduzione e le patologie.
Sia in Italia che all’estero ne esistono numerose razze molto simili tra di
loro dal punto di vista anatomico ma diverse per colore del mantello,
attitudine produttiva e indici di accrescimento e di conversione dell’alimento.
Proprio su questa tematica si sofferma in particolare l’autore centrando
l’attenzione su un aspetto che di solito viene trattato in maniera piuttosto
superficiale. Grazie ad una galleria fotografica di alta qualità, definizione e
chiarezza Lorenzo Luchetta descrive e mostra le peculiarità proprie di ogni
razzafornendo al lettore un album di
immagini che permettono, grazie anche alla semplicità di consultazione, di
riconoscere a colpo d’occhio ciascuna razza. In questo piccolo ma completo
atlante le razze vengono suddivise in categorie in funzione delle dimensioni,
come suggerito dall’Associazione Nazionale Coniglicoltori Italiani che detiene
il libro e gli standard di razza, a partire dai conigli nani, passando per le
razze medie e pesanti da carne per poi concludere con alcune razze cosiddette
“speciali” come il volpe ed il satin senza dimenticare gli onnipresenti ibridi.
Il manuale viene completato con altre curiosità ed informazioni basilari quali
principi di alimentazione e fisiologia digestiva, il sessaggio e la gestione di
questa specie. Un capitolo a parte, curato dal Dr. Papeschi e dalla Dr.ssa
Colombo, è stato dedicato alle patologie più frequenti che colpiscono sia i
conigli da compagnia che i conigli da carne fornendo utili indicazioni per la
diagnosi ed il riconoscimento delle stesse. Infine l’autore suggerisce al
lettore una serie di siti internet specialistici utili per approfondire i vari
argomenti e tenersi sempre aggiornati.
Chi di noi,
passeggiando per i boschi incontaminati delle Alpi e degli Appennini, non si è
mai soffermato ad ascoltare i suoni della natura annusando i profumi e sperando
di intravedere furtivamente qualche animale selvatico nel suo habitat naturale
e selvaggio? Purtroppo non tutti hanno avuto questa possibilità e allora
l’autore di questo atlante fotografico si è sostituito a noi donandoci delle
immagini spettacolari di quegli animali che in tanti abbiamo visto solo nei
documentari. Attingendo al proprio archivio fotografico personale ed a quello
di amici e collaboratori, Lorenzo Luchetta ci ha regalato alcuni scatti
“rubati” alla natura nella sua quotidianità quotidiana, così semplice eppure
così affascinante. Il materiale fotografico è corredato di schede che
descrivono le peculiarità morfologiche, etologiche ed ecologiche di ciascuno di
questi mammiferi selvatici immortalati e presenti nell’ecosistema alpino. Lupo,
cinghiale, lepre, orso bruno, faina, tasso e tanti altri….nessuno è stato
dimenticato in questa carrellata, neanche la schiva e quasi invisibile talpa,
così difficile da fotografare a causa delle sue abitudini ipogee o i
pipistrelli, piccoli mammiferi volanti che popolano le grotte e gli anfratti
delle rocce e che riusciamo a intravedere solamente di notte percependo la loro
presenza in volo senza mai riuscire a metterli a fuoco.
(10/4/08)
Amerio Croce è un Medico Veterinario specializzato in animali esotici. Ha conseguito la laurea nel 1979 presso l’Università di Perugia e durante la sua vita ha affrontato diverse esperienze professionali sia nel campo degli animali esotici che selvatici collaborando con il WWF, la LIPU, il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Bioparco di Roma. Socio fondatore della Società Italiana Veterinari Animali Esotici, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche sia in Italia che all’Estero.
Da qualche anno ormai la Medicina Veterinaria italiana e mondiale si è affacciata, allargando così
i propri orizzonti, al mondo degli “animali esotici”. Sotto questa
denominazione molto generica vengono raggruppati tutti quegli animali
considerati da compagnia, mammiferi e non, diversi dai ben più comuni cani e
gatti. In pratica vi troviamo inclusi conigli nani, criceti, cincillà, roditori
in generale, uccelli da voliera, anfibi, rettili, pesci ornamentali e, in
alcuni casi, anche insetti, aracnidi(ragni
e scorpioni) ed altri invertebrati. Pertanto, con l’ingresso sul mercato di
queste nuove specie che fino a poco tempo addietro erano non molto considerate,
si è sentita l’esigenza prima di tutto di conoscerne le patologie, ed in
seguito di mettere a punto e codificare nuove tecniche mediche e chirurgiche
per far fronte alle necessità di questi animali “non convenzionali”.
All’estero, soprattutto in America settentrionale, sono presenti ormai da anni
testi specialistici sugli animali esotici destinati agli addetti ai lavori ed i
nostri veterinari hanno dovuto attingere alle conoscenze ed agli scritti dei
colleghi d’oltreoceano per poter ampliare il proprio bagaglio culturale ed
affrontare tali situazioni; la loro utilità è tale che alcuni di questi testi
sono anche stati tradotti in italiano. Amerio
Croce, con quest’opera di elevato valore professionale, ha voluto non solo rispondere
ai colleghi americani ma anche creare un testo guida sia per introdurre i
neofiti alle pratiche cliniche sugli animali non convenzionali sia per permettere
degli approfondimenti ai più esperti. Per dar vita a questo libro il Croce ha
coinvolto molti professionisti e specialisti del settore; clinici, chirurghi, parassitologi
ed infettivologi hanno provveduto a trattare in maniera dettagliata argomenti
di vitale importanza conferendo ai vari capitoli un carattere di semplicità ed
immediatezza per consentire al lettore di inquadrare immediatamente il problema
e reagire in tempi rapidi in caso di bisogno.
L’autore, prima di affrontare le tematiche “patologiche” ha
pensato bene di lasciare spazio ad argomenti base quali l’anatomia, la
fisiologia, l’alimentazione, l’allevamento, la riproduzione e l’etologia delle
singole specie, tematiche dalle quali il veterinario di animali esotici non può
prescindere sia per formulare una corretta anamnesi sia per dare ai proprietari
dei consigli per gestire al meglio queste piccole creature. Ogni specie viene
trattata singolarmente affrontando le patologie per apparati e le tecniche
chirurgiche più idonee con alcuni approfondimenti indispensabili in materia di
anestesiologia. Lo stesso autore ha messo appunto un validissimo protocollo
anestesiologico denominato “ZKX” come acronimo della sua composizione
(zolazepam + tiletamina, ketamina e xilazina) e fornendo utili indicazioni su
come utilizzare tale protocollo.
Grazie all’osservazione della carrellata di immagini a
colori delle diverse patologie e delle situazioni radiologiche più comuni,
collezionate in una intera vita di esperienza professionale, il lettore riesce
a dare una forma visiva ai concetti trattati per iscritto. Molto curata la
parte relativa ai volatili così come anche le tabelle riassuntive utili per un
rapido colpo d’occhio e le tabelle terapeutiche contenenti i principi attivi e
la posologia dei farmaci maggiormente utilizzati in questo campo. Utilissime le
appendici sulle colorazioni istologiche, sull’ematologia e sulle zoonosi.
Nell’integrazione al testo base l’autore aggiunge ulteriori
particolari agli argomenti già trattati e ne inserisce di nuovi per conferire
sempre di più completezza all’opera aggiungendo alla trattazione, di volta in
volta, nuove specie ed introducendo alcune tematiche di ordine
legale
relative alla detenzione di animali protetti.
(1/04/08)
Franco Marcoaldi vive e lavora a Roma. Ha pubblicato: A mosca cieca
(Einaudi 1992, premio Viareggio), Celibi al limbo (Einaudi 1995), Amore
non Amore (Bompiani 1997), Benjaminowo. Padre e figlio (Bompiani, 2004)
e Animali in versi (Einaudi, 2006). Da Einaudi ha pubblicato anche Voci
rubate (1993) e L'isola celeste (2000).
L’autore di questo libro di poesie, rifacendosi ad Esopo, a
La Fontaine, a Trilussa e ai bestiari medioevali, individua negli animali i
protagonisti dei suoi versi. Marcoaldi coglie nei semplici gesti di queste
creature grandi e piccole attimi di vita e di passione, istanti fotografati con
semplicità ed immediatezza, avventure che si muovono in un microcosmo di
quotidianità. Sono chiamati in causa quasi tutti gli animali a noi familiari,
mammiferi, uccelli ed insetti. Cani, gatti, asini, cavalli, topi, cicale,
zecche e molti altri si muovono su un palcoscenico naturale descritto con
minuzia veristica e la loro importanza viene sottolineata in quest’opera con
epiteti altisonanti quali “colonna sonora dell’estate” riferito alla cicala
oppure “artista suo malgrado” riferito al canto del fringuello. Anche il
semplice gesto di una capra che si nutre di un caprifoglio, o immagini di un
topo sbucato fuori da un anfratto della casa, una mosca fastidiosa, un bue che
tira un aratro o una giovenca che bruca l’erba beata vengono rese in versi
conferendo a questi semplici gesti poesia romantica. L’umanità ed il sentimento
del poeta vengono resi riga per riga e trovano la loro apoteosi nel desiderio
di donare un prato ad un asinello per ringraziarlo del duro lavoro di una vita
intera.
(1/04/08)
Jeffrey Moussaieff Masson è stato psicoanalista e direttore degli Archivi Sigmund Freud. Ha pubblicato numerosi saggi di grande successo: Assalto alla verità (Mondadori, 1984), Quando gli elefanti piangono con Susan McCarthy, I cani non mentono sull'amore e L'abbraccio dell'imperatore (Baldini & Castoldi, 1996, 1997, 2000), Il maiale che cantava alla luna (il Saggiatore, 2005), Nel regno dell'armonia (Marco Tropea Editore, 2007). Vive in Nuova Zelanda con la famiglia e i suoi gatti.
L’autore, psicoanalista e saggista, descrive
l’esperienza di dividere la propria vita familiare con cinque giovani gatti,
diversi per indole e carattere. Attraverso racconti di episodi anche
apparentemente banali, comprendiamo passo passo alcuni fondamentali meccanismi
interori di queste affascinanti creature. Ogni capitolo prende il nome da un
particolare sentimento: narcisismo, amore, appagamento, attaccamento, gelosia,
paura, rabbia, curiosità, giocosità. I temi vengono affrontati a partire dai
concetti base dell’etologia felina, ma più che di un saggio si tratta di un
romanzo appassionante sul gatto e sui sentimenti in larga parte ancora misteriosi
che guidano il suo agire, attraverso le gesta dei cinque protagonisti: lo
scontroso Yossie, il simpatico Miki, il suo amico del cuore Moko, la splendida
ocicat di nome Minnalouche, l’affascinante bengalese Megalamandira. Ognuno, in
qualche momento della propria vita, diventa la quintessenza di un particolare
stato d’animo e ci aiuta un po’ a capire noi stessi. Perché il gatto non è
esattamente la creatura egoista e interessata che i suoi detrattori dicono: può
dare dimostrazioni di affetto verso altri gatti o verso l’uomo, soffrire per un
distacco, provare paura o gratitudine, arrabbiarsi, divertirsi… Certo, in tutto
ciò che fa, a differenza del cane, il felino dimostra un innegabile senso di indipendenza,
una profonda consapevolezza di essere una creatura perfetta che, al contrario
di noi, non sembra farsi domande sulla propria adeguatezza né tendere alla
continua ricerca della propria realizzazione. Il gatto è felicemente,
innegabilmente, misteriosamente gatto. E l’autore, trascorrendo molto tempo con
queste creature ed osservandole interagire con lui, con gli altri gatti e con
il mondo esterno, percepisce come esse siano, sempre e comunque, “esseri
misteriosi, con un nucleo individuale impenetrabile”.
(recensione della Dott.ssa Linda
Sartini del 25/3/08)
Doris Lessing frequentò una scuola cattolica femminile, sebbene la sua famiglia non fosse cattolica. Anche come manifestazione del suo conflitto con la severità materna, lasciò la scuola all'età di quindici anni, divenendo da quel momento autodidatta. Nonostante le difficoltà e un'infanzia infelice, le opere della Lessing sulla vita nell'Africa Inglese sono piene di compassione sia per le infruttuose vite dei coloni britannici sia per le sfortune degli indigeni. Si è sposata due volte (entrambe seguite dal divorzio) e ha tre figli. Il secondo marito fu Gottfried Lessing, un emigrante tedesco. Il suo primo romanzo, L'erba canta, fu pubblicato a Londra nel 1949 (anno del secondo divorzio), dopo il suo trasferimento in Europa, dove ha vissuto da allora. Nel 2001 fu premiata con il Premio Príncipe de Asturias nella categoria Letteratura per le sue opere in difesa della libertà e del Terzo Mondo e il Premio Grinzane Cavour. Ha ricevuto inoltre il David Cohen British Literature Prize. Nel 2007 ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura
Attraverso i gatti della propria vita Doris Lessing ci
racconta, con una prosa che sa di struggente poesia, le tappe di un viaggio
dall’infanzia all’età adulta.
A tre anni, per le strade di Teheran, raccoglie un gattino e
a fatica convince i genitori a lasciarlo vivere con lei. È il primo di una
lunga serie di gatti, che segnano la vita della scrittrice anche nell’infanzia
in Rhodesia, dove la famiglia si trasferisce in una fattoria circondata
dall’immensità del panorama africano: gatti selvatici, numerosi e
incontrollabili, che la notte si aggirano furtivi alla ricerca di un pertugio
per sottrarre qualche pollo; gatti domestici, che tornano alla memoria in
immagini indimenticabili di madri-coraggio feline o di giovani mici in lotta
con i serpenti, nella legge spietata del continente più antico. Una legge
spietata che obbliga i grandi a controllare le nascite dei gatti nell’unica
maniera possibile, ma che non impedisce alla bambina di amare teneramente una
gatta la cui morte inevitabile lascerà una profonda cicatrice.
Due gatti segnano il periodo londinese della scrittrice, una
bianca e nera madre di innumerevoli cucciolate, ed uno nero che riesce a farsi
adottare facendosi trovare sulla porta di casa giorno dopo giorno. Ma è andando
a vivere in un piccolo paese che diventa indispensabile la convivenza con un
felino ed arriva così una gatta grigia, bellissima ed egoista, vera principessa
della casa, a cui si affianca più tardi un’altra gattina nera rimasta senza
famiglia..
Il libro si chiude con lo struggente racconto di
Rufus, un anziano gatto abbandonato che si conquista un posto nel cuore e nella
casa di Doris. Queste pagine lasciano il sapore dolce amaro che ha la vita
stessa, ancor più se vista riflessa nei misteriosi occhi lucenti di un gatto. Attraverso
le esperienze delle cucciolate, della sterilizzazione, dei piccoli e grandi
eventi della quotidianità, scopriamo il mistero felino, l’affascinante alchimia
con cui queste creature conquistano il cuore della scrittrice e il nostro.
(recensione della Dott.ssa Linda
Sartini del 25/3/08)
“Il gatto – manuale d’istruzioni. Guida pratica per
l’utente, risoluzione dei problemi e consigli utili per la corretta
installazione e manutenzione” David Brunner e Sam Stall - Kowalski Editore,
2005 Pagine 224 Euro 14,50
In un’epoca in cui il
computer è un nemico da sconfiggere, internet una bestia da domare, hardware e
software delle maledizioni in lingua sconosciuta, niente paura: anche essere
proprietari di un gatto non è impresa da meno! Con un linguaggio accattivante
mutuato dalla manualistica informatica gli autori, uno dei quali veterinario da
un quarto di secolo, ci guidano nel misterioso mondo del felino domestico.
Quali complesse leggi regolano il suo sguardo ipnotico, quale sistema operativo
permette balzi impensabili e movenze eleganti, qual è l’interfaccia corretta
per godere appieno delle funzionalità di questa meravigliosa macchina da fusa?
Nonostante l’aspetto buffo e anticonformista questo manuale è una vera miniera
di informazioni, organicamente raccolte, per trasformare chiunque in un perfetto
proprietario di gatti. Sia i neofiti che i catofili di lunga data troveranno in
questo agile libro una lettura utile e divertente. Iniziando da un’introduzione
generale con le caratteristiche del “modello base” e proseguendo con una
carrellata di “marche e modelli”, ossia razze, il lettore viene condotto
attraverso le leggi dell’interazione quotidiana, le necessità di base e quelle
avanzate, i rudimenti della manutenzione e del pronto intervento, fino alle
affascinanti installazioni dei programmi di addestramento, quali il guinzaglio
e alcuni semplici comandi, per finire con le funzionalità di riproduzione,
viaggi e terza età. Il tutto con molta ironia ma anche con serietà e grande
attendibilità. Certo, non a tutti riuscirà trasformare il proprio modello di
felino in un obbedientissimo, perfetto personal computer, ma ci si può
consolare pensando che gli stessi pc non sempre rispondono come dovrebbero ai
nostri ordini: è più probabile che sia il gatto stesso, di sua iniziativa, a
rendere il suo umano un oggetto di fusa e dedizione felina. E l’umano in
questione non giungerà mai a capire appieno il meccanismo di funzionamento di
tutto ciò; ne sarà solo eternamente ammaliato.
(recensione della Dott.ssa Linda
Sartini del 25/3/08)
Cristiano Paepschi, laureato in Medicina Veterinaria
presso l’Università di Pisa. Ha tenuto numerosi seminari in materia di anatomia,
patologia, profilassi e riproduzione di coniglio, roditori e selvaggina presso
le Università di Napoli (Medicina Veterinaria), Pisa (Medicina Veterinaria e
Scienza delle Produzioni Animali) e Viterbo (Scienze Biologiche e Scienze
Agrarie). E’ autore di numerosi articoli tecnici su riviste scientifiche
italiane ed ha presentato svariati lavori di ricerca presso congressi nazionali
ed internazionali. E’ attualmente in servizio presso l’Università degli Studi
della Tuscia ed ha collaborato e collabora con istituzioni pubbliche e private
(Confagricoltura, Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana, Ambito Territoriale
di Caccia Vt/2).
Il topo è un mammifero di piccole dimensioni che
nell’immaginario comune degli adulti è associato spesso a gravi danni e pesanti
fastidi. Chi di noi non ha mai pensato al minuscolo roditore come ad un
parassita delle dispense e delle cantine, come ad un vettore di malattie e di
sporcizia, come a qualche cosa da catturare ed eliminare? Per alcuni
rappresenta il cibo preferito dai serpenti e per altri uno strumento da
utilizzare negli esperimenti di laboratorio. E i bambini come lo considerano?
Per i loro piccoli occhi è il buffo animaletto protagonista di moltissime
storie ascoltate prima di andare a dormire, è il “cavallo di battaglia” di
molti cartoni animati sia classici che moderni, è il “Robin Hood” che porta via
il dentino da latte e lasciala
monetina. Qual è la verità? In medio stat virtus, dicevano i latini. Osservandolo sotto
un’altra angolazione il topolino potrebbe essere un ottimo animale da compagnia
senza nulla da invidiare ad altre specie “esotiche” come criceti, gerbilli,
cincillà, scoiattolini o conigli nani. Il topolino ha un comportamento, delle
abitudini ed una organizzazione sociale molto più complessa di quanto che si
pensi. E’ un piccolo amico che necessita di pochissime cure e può dare molte soddisfazioni.
Al contrario di quello che si crede, se allevato a certe condizioni, è un
animaletto sano, pulito e socievole in grado di interagire con il proprietario
ed adatto anche ai bambini ed alla pet therapy. Con questa opera l’autore,
veterinario appassionato di roditori, attingendo alla propria esperienza
personale, vuole sfatare il mito del “nemico topo” e proporlo in un’ottica
diversa fornendo utili informazioni per allevare, nutrire, riprodurre, curare e
convivere con questo nuovo compagno che molti, in Italia e nel Mondo, stanno
piano piano imparando ad apprezzare.
(20/3/2008)
James
Herriot è lo pseudonimo di James Alfred Wight nato a Roker il 3 ottobre del
1916 e morto a Thirsk il 23 febbraio del 1995. Laureato in medicina veterinaria
presso il Glasgow Veterinary College si è trasferito nella cittadina di Thirsk
nello Yorkshire dove ha iniziato a svolgere la professione. Dopo il matrimonio con la figlia di un ricco proprietario
terriero nel 1941 si arruola nella Royal Air Force dove rimane fino al 1943 per
poi essere congedato. Inizia la sua attività di scrittore verso la fine degli
anni ’60 pubblicando una serie di romanzi autobiografici. Insignito di numerosi
titoli accademici ed una laurea honoriscausa muore nel 1995 di tumore.
James
Herriot è un veterinario che inizia l’attività professionale nello Yorkshire
dove si trova a fare i conti con la propria inesperienza imparando a sue spese
non solo a curare gli animali, ma ad amarli. Gli studi universitari gli hanno
insegnato molte cose ma la vita vera è diversa. La professione veterinaria
impone, a volte, di mettere da parte molte delle dottrine apprese arrivando
spesso ad improvvisare per risolvere il caso e salvare una vita. James si
troverà a fare i conti con situazioni inattese, emergenze notturne, difficoltà legate
ai poveri mezzi a disposizione: tutto questo non era scritto nei sacri testi
universitari. Come se non bastasse, intorno a lui si muovono due mondi: uno
interiore, legato al senso di crisi spirituale per le difficoltà incontrate, ed
uno esteriore, di sentimenti ed emozioni
dovuti al contatto con la gente. Sigfried, collega più anziano e mentore, lo
aiuterà a farsi un’esperienza pratica “di campo” ed a superare le difficoltà
che qualunque veterinario incontra agli esordi. “Creature grandi e piccole” scritto
negli anni ’70 è il primo di una serie di romanzi autobiografici che raccontano
la crescita professionale e spirituale dell’autore ed è consigliato non solo ai
colleghi veterinari ma a qualunque amante degli animali e della natura.